l’istituto superiore di sanità

Coronavirus, dai contagi in metro alle maniglie dell’autobus, ecco il manuale anti-panico

L’Istituto superiore di Sanità nel suo massiccio sforzo informativo anti-psicosi sull’epidemia del Coronavirus risponde «ai dubbi più frequenti su esposizione, prevenzione e trasmissione»

di Marzio Bartoloni


Coronavirus: dai mezzi pubblici alla tosse arriva il manuale anti-panico

2' di lettura

Il vicino che tossisce in metropolitana può essere rischioso? La maniglia dell’autobus a cui ci si sorregge può facilitare il contagio? E ancora: quando andare al pronto soccorso o può essere utile fare un test del sangue? L’Istituto superiore di Sanità nel suo massiccio sforzo informativo anti-psicosi sull’epidemia del Coronavirus ha risposto con delle Faq «ai dubbi più frequenti su esposizione, prevenzione e trasmissione». Una sorta di manuale anti -panico utile anche dopo la scoperta dei nuovi casi positivi al Coronavirus in Lombardia.

Il rischio contagio sui mezzi pubblici
Se sono stato in metropolitana con una persona che tossiva e nei giorni seguenti compare la tosse anche a me devo andare in ospedale?
La risposta dell’Iss è secca: «È certo che si è in una fase di massima trasmissione del virus influenzale stagionale. Pertanto, se dovessero comparire sintomi respiratori – come febbre, tosse, mal di gola, ecc. – o, comunque, difficoltà respiratorie, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante». Risposta simile per chi ricorre agli autobus: «È altamente improbabile che possa verificarsi un contagio da nuovo Coronavirus attraverso le maniglie degli autobus o della metropolitana. È comunque buona norma, per prevenire tutte le infezioni respiratorie, lavarsi frequentemente e accuratamente le mani prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

Influenza o Coronavirus?
La domanda forse più scontata, ma anche quella che preme chiunque oggi contragga un’influenza: come faccio a sapere se la mia tosse è dovuta a un'infreddatura o al nuovo Coronavirus? «Le condizioni di rischio legate alla possibilità di aver contratto l’infezione - avverte l’Iss - sono: ◦aver viaggiato negli ultimi 14 giorni in zone della Cina in cui il virus si sta diffondendo, avere avuto contatti con persone con infezione accertata». Un fatto quest’ultimo che dopo i casi in Lombardia non riguarda solo chi ha avuto contatti con la Cina.

Chi è stato nelle zone a rischio o ha avuto contatti con qualcuno riusltato positivo al Coronavirus è opportuno in caso di sintomi che contatti il numero telefonico 1500 del ministero della Salute « per avere indicazioni sui comportamenti da seguire». In ogni caso spiega ancora l’Istituto «qualora dovessero comparire febbre o disturbi respiratori, considerato che in questo momento si è nel periodo di massima circolazione dell’influenza stagionale, è opportuno rivolgersi al medico curante».

Antivirali per prevenire l’infezione e i test del sangue
L’Istituto superiore di Sanità risponde anche al dubbio sul possibile impiego degli antivirali a scopo preventivo per evitare l’infezione. E la risposta è negativa anche in questo caso: «Allo stato attuale non ci sono evidenze scientifiche che l’uso dei farmaci antivirali prevenga l’infezione da Coronavirus o da altri tipi di infezioni virali». Come negativa è la risposta anche sull’utilità dei test del sangue per scoprire una eventuale positività al virus: «Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo Coronavirus. La diagnosi deve essere eseguita nei Laboratori di riferimento e, laddove si rilevino delle positività al virus, deve essere confermata dall’Istituto Superiore di Sanità.

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