L'emergenza economica

Coronavirus, deficit triplicato negli Stati Uniti. I nuovi poveri sono 8 milioni

I piani di aiuti economici contro il Covid hanno spinto il deficit del bilancio federale americano a 3.100 miliardi di dollari

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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(AFP)

I piani di aiuti economici contro il Covid hanno spinto il deficit del bilancio federale americano a 3.100 miliardi di dollari


4' di lettura

NEW YORK - Tremila e cento miliardi di dollari. A tanto ammonta il deficit del bilancio federale degli Stati Uniti. Un valore più che triplicato nell'ultimo anno fiscale a causa dei piani di aiuti per limitare gli effetti della pandemia del coronavirus sull'economia della prima potenza mondiale. Il deficit Usa è salito ormai al 16% rispetto al Prodotto interno lordo americano nell'anno terminato a settembre, dicono i dati del Dipartimento al Tesoro.
Si tratta della percentuale più elevata dal 1945, l'anno della fine della Seconda Guerra mondiale. Il rapporto deficit/Pil alla fine della crisi finanziaria del 2009 era attorno al 10%, ed era diminuito in maniera considerevole nel 2015.

Bassi tassi monetari

I bassi tassi monetari hanno consentito al Tesoro di avere costi di indebitamento estremamente bassi per finanziare la spesa pubblica e l'emissione di nuovo debito, con un conseguente calo del 9% nel pagamento degli interessi sul debito durante l'anno. Tuttavia il debito pubblico ha ormai superato il valore dell'economia americana. E nel 2050, secondo le stime del non partisan Budget Office del Congresso, il debito nazionale potrebbe valere quasi il doppio del Pil Usa, per via dell'invecchiamento crescente della popolazione e la maggior spesa per assistenza sanitaria e pensioni di anzianità e disabilità legata ai programmi federali Medicare e Social Security.

Secondo il Tesoro, la spesa federale nel complesso è salita del 47,3%, a 6.550 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2020, spinta dai sussidi di disoccupazione e dagli aiuti alle piccole e medie imprese approvati da Trump e dal Congresso a fine marzo con gli oltre 2.200 miliardi di dollari di stanziamenti del Cares Act.Nel lungo termine si teme che l'aumento del debito possa far crescere l'inflazione.

Correzioni post pandemia

Il governatore della Fed Jerome Powell si è già espresso sulla necessità di eventuali azioni future per correggere la traiettoria del debito americano, ma una volta archiviata l'emergenza sanitaria e la recessione economica. Non in questo momento, nel quale milioni di persone hanno perso il lavoro con la pandemia che ha messo in ginocchio interi settori economici e c'è la necessità di un ulteriore supporto pubblico, secondo Powell.

Mentre però la banca centrale ha tagliato i tassi di interesse vicino allo zero a marzo con un pacchetto di misure straordinarie a sostegno di mercati ed economia ed ha già fatto sapere che terrà basso il costo del denaro negli anni a venire per ripagare l'enorme massa di debito pubblico e non appesantire i già gravosi bilanci pubblici, i legislatori americani non hanno trovato l'accordo per un nuovo round di aiuti federali anti-Covid atteso da tanti. Se ne riparlerà dopo le elezioni presidenziali del 3 novembre. Un enorme problema per i nuovi poveri: milioni di americani rimasti senza lavoro e ora anche senza i sussidi aggiuntivi alla disoccupazione, l'assegno una tantum per le famiglie (1.200 dollari ad adulto e 500 per ogni bambino) o per le piccole imprese che hanno esaurito i sostegni del Cares Act.

8 milioni di americani

Da maggio 8 milioni di americani sono scesi sotto la soglia di povertà, dicono i ricercatori della Columbia University. Basandosi su una differente definizione di povertà, gli economisti dell'Università di Chicago dell'Università Notre Dame sostengono che i nuovi poveri sono saliti di sei milioni negli ultimi tre mesi. I più colpiti sono gli afroamericani, i latinos e i loro bambini. “Sono numeri preoccupanti – dice Bruce Meyer, uno degli autori dello studio, intervistato dal New York Times – ci dicono che c'è tanta gente che fa fatica a pagare le bollette, a pagare l'affitto e anche a portare il cibo in tavola”.

Cares Act

Fino a maggio oltre 18 milioni di persone hanno evitato la povertà grazie agli aiuti federali del Cares Act, secondo la Columbia. “Il Cares Act è stato un successo – spiega Zachary Parolin, uno degli autori dello studio – ma ora è terminato e molte persone hanno scoperto la povertà”. Mentre la ricerca della Columbia rileva un miglioramento a settembre, lo studio della Chicago University e Notre Dame sostiene che la povertà continua ad aumentare nel paese. Gli aiuti economici anti-Covid non hanno raggiunto tutti.

Almeno un terzo dei disoccupati non ha ricevuto l'assegno federale, tutti i lavoratori irregolari, senza documenti, i più svantaggiati, non avevano i requisiti per presentare le domande. E tra gli aventi diritto, sempre secondo lo studio della Columbia, almeno il 30% non ha ricevuto l'assegno del governo, famiglie troppo povere per presentare la dichiarazione dei redditi. Entrambi le ricerche concludono sulla necessità di un nuovo round di aiuti per ridurre le povertà. “È estremamente importante che vengano rifinanziati alcuni di questi aiuti ora scaduti”, spiega Meyer della Columbia, che è legato anche all'istituto di studi conservatore American Enterprise Institute.

Il problema della disoccupazione

Alcuni economisti sostegno al contrario che ulteriori piani di assistenza scoraggiano le persone a ricercare una nuova occupazione. “Si sono create nuove opportunità per far tornare le persone al lavoro con questa crisi”, dice Jason Turner del think tank Innovation Group che consiglia i politici conservatori. “Non sono preoccupato dei poveri ma di più della disoccupazione”. Negli Stati Uniti, secondo i dati del governo, una famiglia di quattro persone che vive in una città è considerata povera se ha un reddito inferiore ai 28mila dollari. La crisi economica generata dal Covid-19 ha creato più del doppio di poveri tra gli afroamericani e i latinos, rispetto ai bianchi. Gruppi che lavorano (o lavoravano) nei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, come la ristorazione e l'industria dell'ospitalità. È cresciuta anche la povertà infantile secondo entrambi le ricerche. Dal mese di maggio 2,5 milioni di bambini americani sono finiti sotto la linea della povertà.


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