emergenza coronavirus

Coronavirus, dipendenti pubblici tutti in smart working tranne che per le attività indispensabili

Nella Pubblica amministrazione i dipendenti lavoreranno in smart working, tranne chi èimpegnato in attività strettamente legate all’emergenza o indifferibili da svolgere in presenza

di Gianni Trovati

Coronavirus, il decreto per lo smart working

Nella Pubblica amministrazione i dipendenti lavoreranno in smart working, tranne chi èimpegnato in attività strettamente legate all’emergenza o indifferibili da svolgere in presenza


2' di lettura

I dipendenti pubblici lavoreranno “in via ordinaria” in Smart working. Con due eccezioni: quelli impegnati nelle “attività strettamente funzionali alla gestione dell'emergenza”, a partire come è ovvio dagli operatori sanitari, e quelli che svolgono funzioni “indifferibili da rendere in presenza”. A individuare questi ultimi sarà, al proprio interno, ogni amministrazione.

Il decreto firmato dal presidente del Consiglio dopo il nuovo annuncio televisivo sull'ulteriore stretta nelle misure di contenimento chiude il cerchio del lavoro agile nella pubblica amministrazione avviato due settimane fa con i primi interventi. In pratica, con una sorta di rivoluzione tolemaica, lo Smart working diventa la regola, e l'attività tradizionale in presenza si trasforma in eccezione. Almeno fino al 25 marzo, nel periodo per ora previsto per la vigenza del Dpcm.

L'applicazione operativa non è semplice, ma il senso è chiaro. Anche i dipendenti pubblici devono limitare al minimo indispensabile le uscite per ragioni professionali. E dal momento che il lavoro a distanza è attivabile in deroga piena agli obblighi informativi e agli accordi individuali regolati dalla legge 81/2017, in pratica chi non sarà richiamato dagli obblighi operativi individuati dal dirigente della struttura dovrebbe poter rimanere a casa. E dare il proprio contributo, se possibile, anche con il Pc individuale, come previsto pochi giorni fa dalla direttiva 1/2020 della Funzione pubblica.

Di fatto, insomma, la Pa continuerà a garantire i servizi essenziali. Per gli altri, ci sarà tempo e modo di organizzarsi. Una sfida impegnativa per tutti, a partire dai dirigenti investiti di una nuova, enorme responsabilità.

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