LA CRISI ECONOMICA

Coronavirus, dall’informativa in parlamento sul Consiglio Ue, al verdetto di S&P: 96 ore «di fuoco» per l’exit strategy italiana

Si apre una settimana particolarmente impegnativa, nella quale il premier Conte dovrà mediare con i partner europei, all’interno della maggioranza e con le opposizioni su dossier che vanno dal budget aggiuntivo per coprire le misure del decreto Aprile al ricorso al Fondo Salva Stati

di Andrea Carli

Conte: "Salvini e Meloni mentono sull'attivazione del Mes"

Si apre una settimana particolarmente impegnativa, nella quale il premier Conte dovrà mediare con i partner europei, all’interno della maggioranza e con le opposizioni su dossier che vanno dal budget aggiuntivo per coprire le misure del decreto Aprile al ricorso al Fondo Salva Stati


3' di lettura

Novantasei ore “di fuoco” per il premier Conte per individuare la strada che consenta all’Italia di lasciarsi alle spalle la recessione che con l’emergenza coronavirus aleggia sull’economia italiana, come racconta quel meno 9,1% di caduta del Pil previsto dal Fondo monetario internazionale per il 2020.

Si comincia martedì 21, con l’informativa al Senato in vista del Consiglio europeo del 23 (non ci sarà un voto dell’aula). Si continua il giorno dopo, quando sul tavolo del consiglio dei ministri è attesa la relazione per chiedere al parlamento quel deficit aggiuntivo necessario a coprire la terza tranche delle misure anti crisi (dopo il Salva Italia e il provvedimento sulla liquidità): è il cosiddetto “decreto di Aprile”. Giovedì, il Consiglio Ue: i capi di Stato e di governo dell’Ue - per l’Italia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - saranno chiamati a esprimersi sul pacchetto di proposte indicato dall’Eurogruppo nella riunione del 9 aprile, quando i ministri delle Finanze della zona euro hanno sancito un sofferto accordo su una risposta congiunta allo shock economico scaturito dalla pandemia. Infine, venerdì 24, il via libera del parlamento alla richiesta dell’esecutivo di scostamento di bilancio (il nuovo provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo dell’esecutivo la settimana successiva, l’ultima del mese.

Sempre venerdì è atteso a mercati chiusi il giudizio di S&P sul merito di credito dell’Italia, attualmente pari a tripla B, quindi due tacche sopra il livello “spazzatura”. Molto dipenderà probabilmente dall’esito del Consiglio europeo e dai numeri del nuovo scostamento di bilancio.

22 aprile: il Governo indica richiesta di scostamento di bilancio
La lettera del Governo al parlamento con la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio, dopo quello ottenuto per il decreto Cura Italia, con l’autorizzazione a coprire in deficit le misure del decreto Aprile era attesa in Consiglio dei ministri oggi, lunedì 20 aprile, ma è slittata per «ragioni tecniche», hanno spiegato fonti di governo. Risultato: la richiesta di scostamento sarà approvata dall’esecutivo mercoledì 22 aprile insieme al Def che disegnerà il nuovo quadro macroeconomico, tenendo conto degli effetti della crisi da coronavirus. In particolare, il Documento porterà con sé le stime sulla caduta (inevitabile) del Pil, dell’aumento del deficit e la conseguente impennata anche del debito pubblico, previsto dal Fondo monetario superiore al 155%. La Commissione europea ha chiarito che Def e Programma di stabilità vanno fatti pervenire a Bruxelles entro il 30 aprile.

23 aprile: Consiglio Ue decide su pacchetto anti crisi europeo
Il giorno dopo l’appuntamento è con un Consiglio Ue particolarmente delicato. I Capi di Stato e di Governo dei 27 decidono se accettare o meno il pacchetto delineato dall’Eurogruppo. Sul piatto c’è il dossier politicamente più scivoloso: il ricorso al mes, il Fondo Salva Stati. Il sì dell’Italia a questo strumento è legato a tre condizioni: un’interpretazione più estensiva possibile dell’utilizzo del Mes, un livello di condizionalità pari (quasi) a zero, il contestuale via libera a un Recovery Fund da mettere in campo subito. Condizioni che, nella tela dei contatti diplomatici che metterà in campo da qui al Consiglio Ue del 23, Conte non mancherà di sottolineare ai suoi interlocutori. Contando sull’asse con la Francia e su una sponda, in zona Cesarini, di Angela Merkel. Poi spetterà al premier decidere, con il Parlamento, se attivare o meno il Mes. Conte è stretto tra due fuochi: la necessità di non spaccare la maggioranza (da M5S è giunto un no secco al mes mentre il Pd non chiude a questa ipotesi) e quella di avere soldi, subito, per finanziare il decreto Aprile (37 miliardi).

Venerdì 24: il parlamento si pronuncia sulla richiesta di scostamento
Il 24 aprile dovrebbe arrivare il via libera del parlamento alla richiesta d scostanento di bilancio avanzata dall’esecutivo. Il voto dovrebbe essere prima alla Camera e poi al Senato. Le tensioni interne alla maggioranza sul Mes potrebbero avere il loro peso. Infine, l’ultima prova di quella che si preannuncia una settimana impegnativa: il giudizio di S&P sul merito di credito dell’Italia.

Per approfondire:
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