il report della cabina di regia

Coronavirus: dodici regioni ad alto rischio, Rt nazionale sale a 1,03

Firmata l’ordinanza: passano in area arancione le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Guarda l’Rt di tutte le regioni

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, quanto colpisce ogni 100mila abitanti: in testa il Veneto con 927

Firmata l’ordinanza: passano in area arancione le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Guarda l’Rt di tutte le regioni


4' di lettura

In Italia la curva dei contagi «ha rallentato la decrescita e ha avuto una controtendenza in questa settimana». Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro nel corso della conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. Nel periodo 15-28 dicembre 2020, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 - 1,13), in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Ministero della Salute-Istituto superiore di sanità (Iss). Sono dodici le regioni a «rischio alto»: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Puglia, Umbria e Veneto.

Firmata l’ordinanza: cinque regioni arancioni dal 10 gennaio

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza, in vigore da domenica 10 gennaio, che porta cinque regioni in zona arancione: sono Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto . «Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita», ha scritto su Fb il ministro della Salute Roberto Speranza. La Sicilia, per voce del governatore Nello Musumeci, aveva chiesto espressamente al ministro Speranza di anticipare di almeno una settimana il provvedimento di istituzione della zona arancione: «Nonostante l'indice Rt dell'Isola non prevedesse infatti questa classificazione - ha spiegato il governatore -, con grande senso di responsabilità, abbiamo così previsto misure più stringenti a salvaguardia del nostro territorio».

Loading...

Brusaferro: massima attenzione alle misure

«Si osserva un peggioramento nel Paese - ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro - e la gran parte delle regioni italiani si sta avvicinando o è sopra Rt 1. Questo è un elemento che deve spingerci alla massima attenzione nelle misure da adottare e che deve portarci ad adottare comportamenti rispettosi per evitare una ricrescita».

Riapertura delle scuole in funzione dell’andamento dell’epidemia

Si è parlato anche del controverso tema della riapertura delle scuole. «Credo che il lavoro fatto dai prefetti su orari e potenziamento mezzi di trasporto - ha detto Brusaferro - sia un lavoro prezioso e quindi la riapertura delle scuole va fatta tenendo conto di questi piani, ma anche da analizzare con grande attenzione in funzione dell'andamento dell'epidemia e l'incidenza».

Coronavirus, Rt nazionale a 1.03: otto regioni sopra 1, Lombardia a 1.22

Rezza, maratona vaccini: effetti si vedranno solo tra mesi

«Quella dei vaccini è una maratona e non la gara dei 100 metri, gli effetti della vaccinazione si vedranno solo a distanza di mesi», ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. E ha spiegato che «la protezione di comunità o di gregge, si gioca su tempi molto lunghi perché almeno il 60% della popolazione dovrebbe essere coperta».

Locatelli: per i pazienti pediatrici copertura indiretta

Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha parlato dei bambini: «La popolazione pediatrica non può essere vaccinata con nessuno dei vaccini disponibili, ma si sta facendo una riflessione sull'opportunità di proteggerli indirettamente dando copertura alle mamme e ai papà».

Risale l’indice Rt, 12 regioni a rischio

«C’è un incremento della velocità di crescita dei casi, come indica l'indice Rt che è sopra 1 in molte regioni», ha speigato Brusaferro. Risale l’indice Rt a 1,03. Dal report emerge che in base alle nuove regole fissate dal decreto-legge “ponte” del 5 gennaio che abbassa i criteri per l'assegnazione delle Regioni alla fascia “arancione” (ora vi si accede con Rt>1) e “rossa” (da Rt>1,25). «L'epidemia - segnala il report - si trova in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti».

Ecco gli Rt di regioni e province autonome: il più alto in Lombardia a 1.22

Il report settimanale ministero-Iss segnala l'indice Rt di trasmissibilità del Covid-19 nel periodo 28 dicembre-3 gennaio. La media nazionale dell'Rt sale a 1.03, il dato più elevato in Lombardia con 1.22, il più basso in Campania con 0.79. Otto regioni hanno un Rt sopra 1, tre pari a 1. Ecco i dati delle regioni e delle due province autonome di Bolzano e Trento, tratti dalle singole schede allegate al report: Abruzzo 0.89 (peggiora: la rilevazione della settimana prima era 0.69); Basilicata 0.90 (migliora: era 1.17); Calabria 1.15 (peggiora, era 1.03); Campania 0.79 (lievissimo miglioramento, era 0.80); Emilia Romagna 1.07 (peggiora, era 0.96); Friuli Venezia Giulia 1 (peggiora, era 0.90); Lazio 0.99 (peggiora, era 0.89); Liguria 1.06 (peggiora, era 1); Lombardia 1.22 (peggiora, era 0.97); Marche 0.98 (lievissimo peggioramento, era 0.96); Molise 1.03 (lievissimo miglioramento, era 1.05); provincia autonoma di Bolzano 0.91 (peggiora, era 0.75); Piemonte 0.93 (peggiora, era 0.76); provincia autonoma di Trento 0.87 (peggiora, era 0.70); Puglia 1.03 (peggiora era 0.96); Sardegna 0.95 (peggiora, era 0.83); Sicilia 1.03 (peggiora, era 0.92); Toscana 0.91 (peggiora, era 0.79); Umbria 1 (peggiora, era 0.82); Valle d’Aosta 1.09 (peggiora era 0.84); Veneto 1 (migliora, era 1.08).

Aumenta l’incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti

«Siamo a 166 casi per 100mila abitanti in 7 giorni come incidenza e c'è grande variabilità tra regioni, con il Veneto che mantiene incidenza elevata, ma tutte le regioni hanno incidenza superiore per poter passare da una fase di mitigazione ad una di controllo con il tracciamento individuale», ha spiegato Brusaferro. Esaminando le tabelle del report emerge che dopo alcune settimane di diminuzione risale il dato sull’incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 313,28 fra il 21 dicebre e il 3 gennaio, contro i 305,47 per 100mila abitanti nel periodo 14-27 dicembre. Resta particolarmente elevato l’indicatore del Veneto, che segna 927,36 per 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni.

Aumentano i casi non riconducibili a catene di trasmissione note

Aumentano i casi non riconducibili a catene di trasmissione note: 40.487 contro i 31.825 della settimana precedente. Questo nonostante la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti aumenti lievemente (26,8% contro 26,0% la settimana precedente). Lieve aumento nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (32,8 % contro 32,4% la settimana precedente). Il 28,8% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening. Nell’11,6% non è stata riportata la ragione dell'accertamento diagnostico.

Lieve aumento dei ricoverati in terapia intensiva

dal report emerge che il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento dai 2.565 del 28 dicembre 2020 ai 2.579 del 4 gennaio 2021. Il numero dei ricoverati in aree mediche è invece lievemente diminuito passando da 23.932 del 28 dicembre 2020 a 23.317 del 4 gennaio 2021.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti