I minori invisibili

Coronavirus e povertà: Fonti di Ismaele, un centro per dare voce ai bambini invisibili delle periferie nascoste

Alla periferia romana, in via Chiovenda, una struttura dell’Elemosineria apostolica vaticana, gestita da Medicina solidale, aiuta i minori invisibili della Capitale

di Nicoletta Cottone

Coronavirus e povertà: la difficile realtà dei bambini delle periferie nascoste

2' di lettura

Sono solo bambini, ma già vittime di povertà, malattie, maltrattamenti. Minori spesso emarginati ed esclusi. Bambini invisibili per la società, che in strada crescono più in fretta di altri. Minori ai quali sono negati diritti fondamentali, dall’istruzione all’assistenza sanitaria. Siamo nella periferia romana, in via Chiovenda, a Fonti d’Ismaele, un centro dell’Elemosineria apostolica vaticana, gestito da Medicina solidale, che aiuta i bambini delle periferie nascoste della Capitale. Bambini emarginati ai quali questo centro garantisce il diritto alla salute e l’aiuto nella vita di tutti i giorni, a partire dai gravi problemi dell’alimentazione e delle cure. Ne parliamo con Lucia Ercoli di Medicina solidale Onlus, dal 2015 responsabile delle attività di cure primarie degli ambulatori di strada dell’Elemosineria apostolica vaticana, specializzata in allergologia, immunologia e in malattie Infettive, autrice di numerosi studi sulle condizioni igienico nutrizionali dei minori vulnerabili e sulle patologie della povertà nelle periferie nascoste di Roma.

Come nasce il centro Fonti di Ismaele?

«L’iniziativa è nata dopo vent’anni di vita in strada, perchè la Medicima solidale è una medicina di strada. E ha una rete di ambulatori che cercano di intercettare il bisogno sommerso di salute nelle popolazioni più fragili. E la condizione dell’infanzia che noi abbiamo osservato in questi anni ci ha portato alla convinzione che fosse necessario dare vita a un luogo in cui intanto si affermasse il primo diritto, troppo spesso negato in Italia, della persona di età minore, che è quello di essere ascoltata. Fonti di Ismaele vuole essere un luogo per dare spazio alla persona di età minore, ai suoi desideri, al suo pensiero, alla sua identità, al suo diritto».

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Qui vi occupate anche della salute di questi bambini. Quali sono i principali problemi che riscontrate?

«I bambini che noi accogliamo vengono dalle cosiddette periferie nascoste di Roma città metropolitana, da alcuni campi rom non regolarizzati, per cui la sorveglianza che viene fatta qui è quella igienico-nutrizionale. I minori in queste situazioni sono malnutriti e sono dei bambini che presentano affezioni legate alla carenza di igiene. Ecco perchè è stato anche sviluppato un servizio docce e cambio vestiario, in modo che il bambino possa trovare anche la possibilità di accedere alle cure igieniche. Abbiamo anche dato vita a uno spazio per la sorveglianza delle patologie cariogene, che colpiscono fortemente questi bambini. E poi cerchiamo di indirizzare loro e le famiglie, soprattutto, a stili di vita più salutari, che possano superare queste difficoltà. Oltre naturalmente a dare i pacchi viveri. Perché non si può dire a un bambino mangia, se poi non gli si consegna il latte, i biscotti, la frutta, la marmellata, le proteine, i legumi».

Qui ci sono anche degli spazi dedicati al doposcuola. Come agite?

I bambini che accogliamo noi spesso hanno genitori scarsamente alfabetizzati e quindi quando ritornano a casa hanno difficoltà. Su questo stiamo aprendo due linee di servizio: una prima linea è quella di un corso di italiano per le mamme e la seconda linea è quella di accogliere i bambini che hanno qualche difficoltà scolastica, il pomeriggio, per aiutarli a fare i compiti».

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