Il Graffio del Lunedi

Coronavirus e la Serie A che non vuol fermarsi: un bel viaggio in Bielorussia?

Per Minsk l’epidemia è solo «psicosi». In Nicaragua si gioca con le mascherine. Gestioni che piacerebbero a Lotito e De Laurentiis, gli irriducibili del nostro calcio

di Dario Ceccarelli

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(Reuters)

Per Minsk l’epidemia è solo «psicosi». In Nicaragua si gioca con le mascherine. Gestioni che piacerebbero a Lotito e De Laurentiis, gli irriducibili del nostro calcio


3' di lettura

La vita è bella. Nelle disgrazie, anche le peggiori, c’è sempre qualcuno che riesce a far ridere. Sono persone speciali, che andrebbero protette, perchè servono a tener alto il morale quando le cose si mettono male. Gente come il premier inglese Boris Johnson che, dopo aver detto che il virus in fondo colpisce solo i vecchi , si è ritrovato subito contagiato finendo anche lui nella categoria degli anziani a rischio, con gran divertimento della regina Elisabetta che sicuramente avrà pensato: ben ti sta, vecchio citrullo! A te e al tuo gatto giallo che tieni sulla zucca!

I top player del calcio non giocato
E Trump? E Bolsonaro? Comici nati, come l’insuperabile ex ministro Toninelli, che dopo un po’ di Purgatorio è rispuntato a dir la sua nell’ameno teatrino dei tg. Ma va detto che in questo combattuto stupidario i top player vengono sempre dal mondo del calcio, lento a capire che non è più tempo di usare i piedi, ma è meglio usar la testa. In Nicaragua per esempio, nonostante la pandemia vada sempre più veloce, il ministero della Salute questo weekend, contro ogni forma di buon senso, ha permesso ai calciatori della prima divisione di giocare come nulla fosse. Ma siccome al ministero di Nicaragua son furbi, hanno suggerito ai giocatori di scendere in campo con guanti e mascherine. Uno spettacolo indimenticabile.

Coronavirus? In Bielorussia è solo psicosi
Anche in Bielorussia, dove l’hockey va per la maggiore, lo sport non si ferma. Il più scatenato, candidato per l’Oscar della citrullaggine, è il presidente Lukashenko. Secondo lui il coronavirus è solo una psicosi che si può facilmente combattere con un mix di lavoro, vodka, ghiaccio e sauna. Quindi tutti in campo a giocare. E a Minsk, per dare il buon esempio, il presidente ha pure partecipato a una partita ad hockey su ghiaccio. Il freddo dà alla testa.

Gli irriducibili Lotito e De Laurentiis
Speriamo che Lukashenko non trovi proseliti. È un attimo. Qui in Italia, dopo che Basket, Volley e pallanuoto hanno detto stop, i possibili imitatori del presidente Bielorusso possono trovarsi solo nel calcio. Lotito e De Laurentiis, presidenti di Lazio e Napoli, non ci penserebbero due volte a far trasferire i loro giocatori nei rigidi palasport bielorussi. Sarebbero degli allenamenti fantastici per tenerli in forma nel caso si riprendesse a giocare a maggio. Ghiaccio, sauna, lavoro e Vodka: una preparazione a quattro livelli all’altezza dei tempi. Se poi togliamo il «lavoro», arriva di corsa tutto il resto della serie A. Non bastasse, perchè non spingersi fino in Antartide. Là non si muore per il virus, ma solo per una normale polmonite. Stiamo freschi.

Meglio il Monopoli
Il mondo del calcio, coi suoi presidenti, è così: simpaticamente ottimista. Ci impiega sempre un po’ a capire che, con gli ospedali pieni e la polizia che ferma chi esce di casa, non è proprio una priorità far giocare il campionato. E che forse, finché si gira con le mascherine (chi le trova, naturalmente), conviene giocare a casa. A Monopoli. Di cui proprio quest’anno si festeggia l’ottantesimo compleanno.

L’eccezione Juventus
Niente, il calcio non ci sente. Del resto se l’unico esempio di lungimiranza viene dalla Juventus che (d’accordo con Ronaldo e compagni) ha dato un taglio del 30% agli stipendi, allora è dura capire non c’è più trippa per gatti. Tre mesi in meno di emolumenti e ingaggi vuol dire un risparmio di novanta milioni. E la Juventus è la Juventus. Ma gli altri club, a un passo dal crac, che cosa aspettano? Forse un «reddito di emergenza» dal governo? In fondo anche il calcio è un settore precario e irregolare. Anche se a far la spesa, diciamolo, ci si riesce sempre.

PER APPROFONDIRE:
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