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Coronavirus, ecco come gli ospedali si preparano al rischio seconda ondata

Il commissario Arcuri: «Via ai lavori in settembre, ma serve la collaborazione delle Regioni». Terapie intensive: gare per ventilatori e strutture mobili. Piano del ministero della Salute con quattro scenari

di Marzio Bartoloni

Governo, pronto un piano anti-Covid per l'autunno

Il commissario Arcuri: «Via ai lavori in settembre, ma serve la collaborazione delle Regioni». Terapie intensive: gare per ventilatori e strutture mobili. Piano del ministero della Salute con quattro scenari


4' di lettura

Poco più di un centinaio di giorni per provare a farsi trovare pronti per la temuta seconda ondata del Covid attesa per l’autunno. Il maxi-piano anticipato dal Sole 24 Ore sabato scorso che punta ad aggiungere alle corsie dei nostri ospedali 3.443 preziosissimi posti in terapia intensiva e 4.213 in subintensiva (metà adattabili in terapie intensive) prova ad accelerare dopo i primi ritardi. «Faremo ogni sforzo possibile affinché i nostri ospedali siano pronti entro l’autunno, ma ora abbiamo bisogno della piena collaborazione delle Regioni per programmare entro l’estate tutti i fabbisogni di attrezzature e gli interventi di edilizia che vanno fatti in modo da cominciare i lavori, lì dove saranno necessari, già da settembre», assicura Domenico Arcuri commissario per l’emergenza Covid a cui il decreto Rilancio ha assegnato ben 1,4 miliardi da spendere per potenziare gli ospedali e ristrutturare i pronto soccorso con doppi percorsi nel caso di un nuovo massiccio arrivo di malati di Covid. Risorse, queste, già disponibili in ampia parte perché proprio a fine luglio la Bei, la Banca europea degli investimenti, ha stanziato 1 miliardo come prima tranche di 2 miliardi di prestiti per la Sanità italiana.

La scadenza del 31 agosto per le Regioni

I tempi sono dunque strettissimi per mettere a terra questo maxi piano ospedaliero che, dopo lo tsunami del Covid, quasi raddoppierà la dote totale di letti in terapia intensiva disponibili in Italia portandoli a oltre 11mila. La Corte dei conti ha approvato gli ultimi piani regionali, in ritardo rispetto alla tabella di marcia, lo scorso 28 luglio. «Ora bisogna accelerare. Le Regioni entro il 31 agosto devono fornire una puntuale individuazione delle apparecchiature necessarie nei singoli presidi ospedalieri. E spero tra l’altro che le tre Regioni che non ci hanno ancora segnalato i loro delegati per attuare il piano lo facciano al più presto», avverte ancora Arcuri che non vuole perdere tempo e non vuole polemiche con le Regioni visto che sarà un lavoro da fare insieme nelle prossime settimane con la possibilità - prevista dal Dl Rilancio- che i governatori siano nominati a loro volta commissari ad hoc per attuare il piano. «La discussione sulla governance di questo piano è in corso - spiega il commissario per l’emergenza -, credo che alla fine non ci sarà un modello univoco che seguiremo». Insomma si deciderà caso per caso, in base anche alle capacità reattive delle Regioni.

Arcuri, obiettivo 3.443 posti letto stabili e 2.112 in sub intensiva

Nel frattempo la struttura commissariale fa sapere che proprio in questi giorni sono arrivate le risposte all’avviso pubblico per la manifestazione di interesse a fornire le attrezzature: hanno risposto 129 tra imprese e operatori che hanno offerto 343 tipologie di attrezzature. «Si tratta di un risultato assai soddisfacente», spiega Arcuri. Non si parte comunque da zero: come detto l’obiettivo è aggiungere 3.443 posti letto stabili e 2.112 in sub intensiva trasformabili, in caso di emergenza, in posti letto di terapia intensiva. Nel corso dell’emergenza Arcuri ha già distribuito 3.125 ventilatori e ne ha altri 1.354 da parte. Per realizzare il piano ne occorrono dunque 1.130 circa. E proprio ieri è stato pubblicato anche l’avviso per acquistare quattro strutture sanitarie mobili per 300 letti complessivi (75 l’uno) che saranno spostati lì dove sarà necessario.

Ora l’obiettivo è definire gli accordi quadro con i fornitori entro la prima settimana di settembre, considerando che le apparecchiature saranno necessarie nel momento in cui saranno completati i lavori negli ospedali. Lavori che si punta ad avviare a settembre: «Non saranno necessari ovunque, ci sono strutture che sono praticamente pronte, per il resto si farà di tutto per provare a completarli il prima possibile, se riusciamo già entro l’autunno», insiste il Commissario per l’emergenza.

Le linee guida di Speranza per la seconda ondata

E proprio ieri il ministero della Salute ha licenziato una circolare con le linee guida per la seconda ondata con quattro possibili scenari in base alla gravità: trasmissione del virus «localizzata» (come oggi), trasmissione «sostenuta ma gestibile» con Rt tra 1 e 1.25; trasmissione «sostenuta e diffusa con rischi di tenuta per il sistema sanitario» (Rt tra 1.25 e 1.50) e infine lo scenario peggiore cioè con la «trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario» (Rt sopra 1.50 per periodi lunghi e cioè più di un mese). La circolare fornisce tutta una serie di indicazioni e raccomandazioni che vanno dallo stock di mascherine all’aumento dei tracciatori per il contact tracing fino appunto a preparare i letti in terapia intensiva.

Contagi in risalita, timori per quanto accade all’estero

Per ora il virus non ha ancora rialzato la testa anche se i contagi sono in risalita e i primi segnali si vedono anche in ospedale: i ricoveri dal 1 agosto sono un centinaio di più(da 705 a 801 ) e anche le terapie intensive sono in leggero rialzo (da 43 a 49). Ma è guardando all’estero che i timori crescono, come nel caso della Spagna dove nel giro di un mese i ricoveri sono quadruplicati. Il tempo dunque stringe perché il virus potrebbe anche non aspettare l’autunno.

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