la mappa delle chiusure

In Campania De Luca annuncia lockdown di 30-40 giorni. Governo verso nuovo Dpcm

Fontana: «Situazione drammatica, rispettate regole». In Sicilia scatta la quinta «zona rossa». Sardegna verso il lockdown ma dalla prossima settimana

Coronavirus, ecco le nuove regole del Dpcm 18 ottobre

Fontana: «Situazione drammatica, rispettate regole». In Sicilia scatta la quinta «zona rossa». Sardegna verso il lockdown ma dalla prossima settimana


9' di lettura

I numeri sempre più alti di positivi e ricoveri e la rapidità di questa salita, con gli ospedali sempre più in affanno, fanno crescere l'allarme sulla portata della seconda ondata di contagio da Coronavirus. E spingono le amministrazioni regionali e i sindaci ad adottare regole sempre più stringenti, soprattutto per limitare le occasioni di assembramento. Se Lombardia, Campania e Lazio hanno fatto da apripista, ora provvedimenti analoghi sono già stati o stanno per essere adottati da altre Regioni con validità limitata. Al centro dell'attenzione scuole e movida.

Ma c'è chi guarda oltre. Come il presidente della Campania Vincenzo De Luca che chiede al governo un lockdown nazionale, ma è già pronto a farne uno in casa propria. E il governo, anche alla luce dell’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità (che parla di «situazione molto grave» e sollecita l’adozione di nuove misure), è pronto ad approvare già nel weekend un nuovo Dpcm con una ulteriore stretta. Mentre il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri annuncia che il governo «continuerà a sostenere l'economia anche con misure nuove per tutti coloro sulle cui spalle ricade il peso» della recrudescenza dei contagi e delle misure di contenimento.

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Intanto scatta già alle 24 (fino alle 5 del mattino) il blocco della circolazione in Campania e nel Lazio, regione quest’ultima dove da lunedì la didattica a distanza sarà al 50% alle superiori (escluso il primo anno) e al 75% all’università (qui il testo dell’ordinanza). Dad da lunedì anche in Lombardia (qui il testo dell’ordinanza), dove il coprifuoco nella fascia oraria notturna è scattato ieri. Sul sito del Viminale è stato pubblicato il modulo di autodichiarazione da mostrare durante i controlli di polizia per giustificare i propri spostamenti. «Zone rosse» in Sicilia, mentre la Sardegna va verso un probabile lockdown. Intanto questa è la fotografia delle limitazioni introdotte o in via di definizione

De Luca: in Campania chiudiamo tutto per 30-40 giorni

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha chiesto al Governo un lockdown nazionale e ha specificato che in ogni caso «la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo». È attesa per sabato o domenica la firma dell'ordinanza annunciata. «Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere» ha detto de Luca, in diretta Facebook. «Non voglio vedere la fila dei camion con le bare», ha aggiunto. «L'unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia». Il quadro tracciato da De Luca è drammatico, perché «con questi numeri non c'è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l'onda d'urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate». La Campania è la regione che per prima (il 15 ottobre) ha chiuso le scuole. Qui è già in vigore da 24 ore il divieto di spostarsi dalla propria provincia di residenza, e dalle 23 di stasera il coprifuoco notturno, che d'ora in poi non consentirà di circolare sino alle 5 del mattino tranne che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o urgenza o ragioni di salute. Chiuse tutte le attività commerciali, sociali e ricreative.

Fontana: no a lockdown nazionale

Prima notte di coprifuoco (dalle 23 alle 5) ieri in Lombardia per effetto dell’ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana. Che ha avvertito: «Bisogna monitorare giorno dopo giorno e decidere se sia il caso di andare avanti con questi provvedimenti o se debbano esserne assunti di più gravi». Ha quindi lanciato un appello: ««Chiedo ai cittadini la disponibilità a rispettare certe limitazioni della propria libertà e della propria vita che non fanno piacere a nessuno e che non è giusto che vengano applicate, ma in una situazione drammatica dobbiamo purtroppo accettare anche delle regole che non sono giuste. Lo chiedo con il cuore in mano, con la coscienza che i cittadini hanno dato una risposta eccellente nella precedente ondata. Chiedo loro di fare questo sacrificio». Ma ha aggiunto anche: «Dobbiamo fate di tutto per impedire un lockdown nazionale».

In Lombardia nuove regole per tre settimane

Ieri nella regione è stata superata la soglia delle 150 persone ricoverate in terapia intensiva (156). Il provvedimento dispone limitazioni alle aperture delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali nei fine settimana, misure per prevenire l'affollamento all'interno degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli esercizi commerciali al dettaglio, il divieto di svolgimento delle fiere di comunità e delle sagre. Le restrizioni non si applicano a generi alimentari, alimenti e prodotti per animali domestici, cosmetici e prodotti per l’igiene personale e della casa, piante e fiori e relativi. Escluse anche farmacie, parafarmacie e tabaccherie.

Nell’ordinanza della Regione si legge anche che «le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare lo svolgimento delle lezioni mediante la didattica a distanza delle lezioni, per l'intero gruppo classe, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali. Agli altri istituti è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza».

Coprifuoco e Dad al 50% alle superiori nel Lazio

Nel Lazio i casi testati hanno superato la soglia del milione (nel rapporto con la popolazione si colloca in cima alle regioni italiane). Con l’ordinanza firmata dal presidente Nicola Zingaretti e valida per trenta giorni anche per il Lazio scatta a partire dalla notte tra venerdì 23 ottobre e sabato 24 ottobre il divieto di spostamento in orario notturno sul territorio della Regione, dalle ore 24 alle 5 del giorno successivo. Prevista anche dad al 50% alle superiori con esclusione dei primi anni e al 75% all’università con esclusione delle attività di laboratorio e delle matricole. Le disposizione sulla dad alle superiori e all'Università scatteranno da lunedì prossimo. Per spostarsi di notte sarà necessaria l’autocertificazione per motivi urgenti o di lavoro. Intanto arrivano altre restrizioni per chi vive a Roma. Dopo l'ordinanza sulla chiusura delle piazze della movida, la sindaca Virginia Raggi si appresta a firmare il divieto anche per i minimarket di vendere alcolici dalle 21.00 alle 7.00 nelle serate di venerdì e sabato.

Coprifuoco anche in Piemonte, chiusi i centri commerciali nel weekend

Via libera al coprifuoco notturno anche in Piemonte. La decisione è stata presa nell'incontro del presidente della Regione Alberto Cirio con le istituzioni e le associazioni di categoria che si è tenuto oggi pomeriggio. Il coprifuoco, dalle 23 alle 5 del mattino, verrà introdotto a partire da lunedì 26 ottobre. Chiusi nel fine settimana i centri commerciali. La Regione ha introdotto anche l’obbligo per le classi dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado, di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula.

In Sicilia le zone rosse arrivano a cinque

Sono arrivate a cinque le «zone rosse» in Sicilia. Ieri, su decisione del presidente della Regione Nello Musumeci, è scattata la misura per Torretta, paese in provincia di Palermo (settanta casa positivi accertati). Le altre quattro “zone rosse” sull’isola sono Sambuca di Sicilia (in provincia Agrigento, fino al 7 novembre), Mezzojuso (nel Palermitano, 24 ottobre), Galati Mamertino (in provincia di Messina e 25 ottobre), Randazzo (nel Catanese, 26 ottobre).

Restrizioni anche in Calabria

A partire da lunedì e fino al 13 novembre, anche in Calabria verrà sospesa l’attività scolastica in presenza nelle scuole medie e superiori (dove sarà attivata la didattica a distanza) e scatterà il “coprifuoco” dalla mezzanotte alle 5. L’ordinanza è stata firmata dal presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì.

Attesa ordinanza Sardegna, dad e coprifuoco alle 23

Didattica a distanza per le scuole superiori e l'università, alleggerimento della capienza nel trasporto pubblico locale, stretta generale sugli assembramenti, limitazioni ulteriori sugli sport di contatto, stop alle feste legate alle cerimonie. Questi i punti principali dell'ordinanza che il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas dovrebbe adottare al più tardi sabato, con entrata in vigore lunedì 26 ottobre. Da stabilire le misure per bar, pub e ristoranti che potrebbero essere oggetto di un secondo provvedimento da emanare a stretto giro, dopo - secondo quanto si apprende - una riunione del Consiglio regionale per permettere a Solinas di riferire sulla situazione. In generale la tendenza è quella di vietare totalmente gli assembramenti, prescrivendo quindi il consumo di cibi e bevande esclusivamente seduti al tavolo. Possibili limitazioni degli accessi in Sardegna via aria e via mare, ma. avrebbe detto il presidente Solinas, compatibilmente con le decisioni nazionali, e in ogni caso questa misura potrebbe essere successiva.

Le zone rosse di Bari

Se dalle regioni passiamo alle città, il primo a utilizzare la norma anti assembramenti contenuta nell’ultimo dpcm varato dal governo il 18 ottobre e in vigore dal 19, è stato il sindaco di Bari Antonio Decaro, che è anche presidente di Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani. D’accordo con Asl e comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha firmato subito un’ordinanza di chiusura di alcune aree della città a rischio assembramenti. Tre le zone “rosse” sotto la lente del primo cittadino di Bari ci sono: il centro storico, il quartiere Poggiofranco, la zona della movida nel rione Madonnella, il cosiddetto Umbertino. Non si potrà sostare dalle ore 21, sarà consentito, invece, transitare per andare a casa propria, di parenti e amici, o raggiungere i locali per cenare seduti al tavolo.

A Roma chiuse le strade della «movida», limitazioni ai minimarket

La sindaca di Roma Virginia Raggi (M5S) ha firmato giovedì un’ordinanza sulla chiusura delle piazze della movida. Ma il Campidoglio è al lavoro su un altro provvedimento per evitare rischi di assembramenti nelle zone più frequntate della capitale: sarà previsto il divieto della vendita di alcolici nei giorni di venerdì e sabato, dalle ore 21 alle 7 del giorno successivo, da parte di chiunque risulti autorizzato, a vario titolo, «alla vendita al dettaglio, per asporto e anche attraverso distributori automatici e presso attività di somministrazione di alimenti e bevande».

A Bologna chiuse tre piazze

A Bologna le prime transenne sono state messe in piazza San Francesco, a pochi passi da via del Pratello, storica strada di locali e ritrovi per giovani e famiglie. Nel mirino gli assembramenti, causati da giovani che bevono e suonano in strada fino a notte fonda, rendendo più agile la trasmissione dei contagi. Già la scorsa settimana erano state chiuse altre due piazze della movida bolognese, piazza Verdi e una porzione di piazza Aldrovandi, nel cuore della zona universitaria. «Qui già nel week-end si era vista poca gente - spiega una barista di piazza Aldrovandi - quel muretto laggiù, che adesso hanno recintato, di solito si riempiva di ragazzini che passavano ore a bere e fumare. Speriamo che tutto questo serva a qualcosa».

A Firenze divieto di stazionamento in alcune piazze

Dopo il Comitato metropolitano con la prefetta e i 42 sindaci della Metrocittà di Firenze fissati i criteri delle chiusure di Firenze. Vietata la sosta delle persone in alcune aree, ha spiegato il sindaco Dario Nardella nel corso della trasmissione di Rai 1, “Oggi è un altro giorno” «Saranno aree nel centro storico - ha spiegato - anche molto famose, tipiche della movida, come piazza della Repubblica, piazza Strozzi e S.Ambrogio. Ci sarà divieto di stazionamento». Il sindaco aveva chiesto che il governo mettesse a disposizione i reparti mobili di polizia, carabinieri e Guardia di finanza èer i controlli.

Genova valuta il coprifuoco per il prossimo weekend

Il comune di Genova e la Regione Liguria hanno fissato il 21 ottobre una riunione tecnica per valutare in quali aree di Genova far scattare il coprifuoco per ridurre la diffusione del contagio di covid-19. L’elenco di vie e piazze sarà sottoposto al prefetto e al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in vista del prossimo weekend di movida. «Le aree di Genova su cui valutiamo di intervenire sono quelle con tanti positivi e la congiunzione di essere aree di affollamento», ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci.

Stretta sulla movida anche a Torino

Stretta sulla movida anche a Torino, a partire dalle zone considerate più critiche. La sindaca Chiara Appendino ha annunciato per domani l’ordinanza che fermerà la movida dalle 21 a partire da piazza Santa Gulia, via Matteo Pescatore e piazza Montanaro. «Iniziamo con queste aree - ha detto la prima cittadina - valutando man mano la situazione per tarare al meglio i provvedimenti ed estenderli eventualmente ad altre zone».

No alle chiusure a Cagliari

«Sono contrario ad applicare forme di chiusura totale, non ne vedo la necessità», ha detto il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu sull’ultimo dpcm del Governo Conte. «Trovo grave - ha sottolineato il primo cittadino - che su noi sindaci si impongano scelte su controlli, chiusure, misure restrittive e coprifuoco: anche se il testo è poco chiaro, non abbiamo mezzi, personale e risorse a sufficienza e non possiamo tagliare servizi essenziali. Sono concetti che esprimiamo da mesi e che paiono cadere, ogni volta, nel vuoto». Dop un giro in città ha affermato come «la stragrande maggioranza dei miei concittadini usi la mascherina e osservi le regole, che poi è la via più facile per continuare le nostre attività, mandare avanti l'economia e uscire quanto prima da questo virus».

I sindaci condivideranno le decisioni con prefetti a Asl

Le ordinanze lampo di chiusura di strade e piazze dove si ipotizzano assembramenti saranno firmate dai sindaci, ma ora solo dopo averle condivise con prefetti e Asl, ha segnalato una circolare del Viminale. Nel testo finale del dpcm del 18 ottobre, dopo le proteste dell’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, è scomparsa la parola “sindaci”. All’articolo 1 del documento, infatti si legge che «delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21». Dalle disposizioni contenute nella circolare i sindaci - anche in qualità di autorità sanitarie locali - proporranno le chiusure e saranno supportati in tutto dai prefetti nei Comitati provinciali di ordine pubblico, a cui parteciperanno anche le Asl. Lì saranno valutate le chiusure di strade o piazze, stabilendo anche i giorni di durata dell’ordinanza. Poi il prefetto, d'intesa con il questore, ha il compito di aiutare a eseguire l’ordinanza emessa dal sindaco, ha sottolineato il sottosegretario all’Interno con delega agli Enti locali Achille Variati, e per i controlli ci sono polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale e - chiarisce il sottosegretario - nel caso «anche la quota dei militari del dispositivo Strade sicure, proprio su indicazione del prefetto».

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