ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl report sace

Coronavirus, ecco perché petrolio e gas si ammaleranno facilmente

L’analisi della controllata di Cdp spiega perché il Covid-19 rappresenta uno shock per il comparto già sotto pressione per criticità e sbilanciamenti strutturali

di Celestina Dominelli

Coronavirus: l'affondo del petrolio

L’analisi della controllata di Cdp spiega perché il Covid-19 rappresenta uno shock per il comparto già sotto pressione per criticità e sbilanciamenti strutturali


3' di lettura

Petrolio e gas si ammalano facilmente di coronavirus? A giudicare dal report messo a punto dall’ufficio Ricerca e studi di Sace (gruppo Cdp), il Covid-19 rappresenta un vero e proprio shock per il comparto, già da tempo soggetto a criticità e sbilanciamenti strutturali e con i prezzi a fare da consueta cartina di tornasole di una crisi del settore ormai evidente. E che singole variabili, come l’epidemia provocata dal Sars-CoV-2 e la rottura dell’equilibrio in seno all’Opec+, dove non è stato raggiunto un accordo nel corso dell’ultimo round di negoziazioni, stanno solo contribuendo ad anticipare.

Il rallentamento dell’export
La fotografia stilata dall’analista di Sace, Luca Moneta, ricorda innanzitutto come il comparto attraversi ormai da anni una fase di assestamento dopo il crollo dei prezzi registrato tra il 2014 e il 2016 con la grande maggioranza dei paesi produttori che ha un export fortemente concentrato su prodottoi petroliferi. Paesi che, evidenzia Sace, nel 2019 hanno rappresentato 30 miliardi di euro di export italiano. E adesso cosa succederà? Sebbene si tratti solo del 6% delle nostre esportazioni, peraltro già in fase di rallentamento ancor prima che esplodesse l’emergenza coronavirus, il report suggerisce una contrazione ulteriore e forse più marcata per il 2020.

Loading...

Le previsioni sulla sete globale di “oro nero”
Quanto alla domanda globale di greggio, Sace riprende alcune previsioni elaborate da Ihs Markit e Rystad Energy secondo cui la sete mondiale di “oro nero” nel primo trimestre 2020 posso crollare di quasi 4 milioni di barili al giorno, di cui 3,5 milioni di barili giornalieri in Cina, mentre non ci sono ancora stime approfondite per l’emisfero occidentale. Ed è chiaro che per arrivare a tracciare un bilancio finale, bisognerà vedere quale impatto l’epidemia da Covid-19 avrà su geografie finora relativamente toccate dal contagio e fondamentali per i produttori come Usa, America Latina e Africa.

Coronavirus, Hubei revoca dal 25 marzo le restrizioni sui viaggi

Le mosse della Cina
La Cina, da dove è partita l’emergenza, ha ridotto invece enormemente la sua domanda di petrolio e gas, con le raffinerie che utilizzano milioni di barili al giorno in meno del solito. Lì il governo ha invocato la forza maggiore per molti dei carghi in arrivo dalle compagnie occidentali. Il motivo? Ufficialmente i vincoli logistici nei porti di destinazione, ma in molti hanno cominciato a pensare che dietro queste comunicazioni ci sia un tentativo più ampio di rinegoziazione dei contratti e, soprattutto, un deterioramento più profondo del mercato cinese.

L’impatto sul prezzo del greggio
Ma ci sono anche significativi rischi per i paesi produttori emergenti perché, sottolinea ancora l’analisi della Sace, lì potrebbe verificarsi una concatenazione di eventi: dalla riduzione delle importazioni da parte delle economie che sono già maggiormente sotto pressione alla contrazione degli investimenti pubblici con effetti sulla crescita e sul percorso verso una maggiore sostenibilità economica. Senza contare il possibile impatto dell’epidemia in termini di prezzo. Su cui, ricorda il report, inciderà anche l’eventuale ricomposizione delle divergenze tra Russia e Arabia Saudita. Il prossimo incontro ufficiale dei membri Opec (esteso eventualmente anche alla Russia e agli altri componenti Opec+) è in calendario a giugno, ma sono sempre possibili, evidenzia Moneta, negoziazioni intermedie. Ad ogni modo, il Covid-19 e la spaccatura del cartello Opec+, potrebbero spingere ancora più in basso le quotazioni del greggio e accelerare dinamiche strutturali già in atto.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti