ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùReport settimanale

Coronavirus, diventano arancioni Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Basilicata. Rossa Bolzano. Rt nazionale a 1,72. Iss: varie regioni in scenario 4

La zona arancione si allarga, si restringe l’area gialla. Il 10 novembre si deciderà la sorte della Campania

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt elevato in Lombardia, Basilicata e Piemonte. Ecco i dati

La zona arancione si allarga, si restringe l’area gialla. Il 10 novembre si deciderà la sorte della Campania


6' di lettura

La zona arancione si allarga, si restringe l’area gialla. E mentre il coronavirus accelera oltre le previsioni, la cartina dell’Italia con solo quattro regioni rosse e due arancioni cambia rapidamente. Passano da gialle ad arancioni le regioni da mercoledì 11 novembre Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana. Diventa rossa la provincia di Bolzano. Dunque da mercoledì 11 novembre ci saranno in Italia quattro regioni rosse e la provincia autonoma di Bolzano (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria e provincia autonoma di Bolzano) e sette regioni arancioni (Puglia, Siciia, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Basilicata).e le altre gialle.

Lockdown totale se la curva non cala

E se questo è lo scenario, continua il pressing dei medici per chiudere tutta l’Italia nel caso in cui i dati epidemiologici non dovessero migliorare nei prossimi giorni. La scelta di collocare altre cinque regioni nella zona arancione viene pertanto letta come un ultimo tentativo per scongiurare lo scenario peggiore, quello di un paese tutto in zona rossa. Il lockdown totale, che avrebbe ricadute pesanti sul sistema economico, rimane un’opzione sul tavolo, che si sta prendendo in considerazione nel caso in cui nei prossimi 7-10 giorni la curva dei contagi non invertisse la rotta. Secondo altre fonti i tempi per una decisione di questa portata sarebbero più stretti, con l’esecutivo che punterebbe ad arrivare almeno al 15 novembre.

Loading...
Segui la newsletter settimanale
Loading...

Report settimanale: situazione in peggioramento

Il report settimanale dal 26 ottobre al 1° novembre del ministero della salute-Iss conferma che l'epidemia in Italia «è in rapido peggioramento». Il report segnala che nella maggior parte del territorio nazionale «è compatibile con uno scenario di tipo 3, ma sono in aumento il numero di Regioni/Province autonome in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sull'intero territorio nazionale con criticità ormai evidenti in numerose Regioni/Province autonome italiane». Forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri ovunque.«Tutte le Regioni/Province autonome sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane».

Rt nazionale a 1,72

Nel periodo 15 – 28 ottobre 2020 l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,72). Valori medi di Rt superiori a 1,5 nella maggior parte delle Regioni e delle province autonome italiane e superiori a uno in tutte. Si registrano molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali in 9 fra regioni e province autonome.

ITALIA DIVISA IN TRE AREE
Loading...

Solo la Lombardia sopra 2

Ecco l’Rt registrato nelle regioni e nelle province autonome nella settimana 26 ottobre-1° novembre: Abruzzo 1,54 (la settimana precedente era 1,4), Basilicata 1,99 (era 1,04), Calabria 1,6 (era 1,66), Campania 1,57 (era 1,49), Emilia Romagna 1,63 (era 1,63), Friuli Venezia Giulia 1,6 (era 1,5), Lazio 1,36 (era 1,51), Liguria 1,48 (era 1,54), Lombardia 2,08 (era 2, 09), Marche 1,29 (era 1,48), Molise 1,88 (era 1,86), provincia autonoma di Bolzano 1,87 (era 1,96), Piemonte 1,97 (era 2,16), provincia autonoma di Trento 1,5 (era 1,61), Puglia 1,57 (era 1,65), Sardegna 1,24 (era 1,12), Sicilia 1,4 (era 1,42), Toscana 1,53 (era 1,41), Umbria 1,53 (era 1,67), Valle d’Aosta 1,54 (era 1,89), Veneto 1,56 (era 1,46).

Il 10 novembre si decide la sorte della Campania

C’è intanto attesa per la collocazione della Campania, che molti ritengono debba stare nella zona rossa. É in atto una ulteriore verifica sui dati epidemiologici che riguarda tutte le altre regioni italiane. L'indicazione sarà valutata ora dal ministero e una decisione definitiva sarà presa dal ministro della Salute Roberto Speranza arriverà il 10 novembre. L’Rt è salito da 1.49 della precedente rilevazione a 1.57. «Va bene che siamo sulle giostre, ma evitiamo le montagne russe», aveva commentato un consigliere campano accusando il governo di non aver voluto cambiare colore dopo tre giorni. L’attenzione sulla Campania è altissima, classificata a sorpresa in zona gialla dall’ordinanza del ministro della Salute del 4 novembre. Reportage sul web e in tv hanno mostrato che nella regione sono molti gli ospedali al collasso. E i pm campani indagano sulla trasmissione dei dati al governo centrale. All’attacco il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: «Proclamare la Campania zona rossa è una decisione purtroppo inevitabile, anzi è una decisione tardiva».

Bolzano in zona rossa

Ed è lockdown in Alto Adige per arginare la nuova ondata di contagi. Si autotrasferisce in zona rossa, come ha annunciato il governatore Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano e dal 15 giugno 2016 presidente della Regione autonoma del Trentino-Alto Adige. Trasferimento poi confermato dal ministro della Salute Speranza con un’ordinanza, in vigore dall'11 novembre con la quale la Provincia di Bolzano passerà in area rossa. «L’andamento epidemiologico, con i numeri in costante salita, e il crescente numero di Comuni, impongono la zona rossa», ha spiegato il governatore firmando l’ordinanza. . La provincia autonoma di Bolzano nelle ultime 24 ore ha dichiarato 781 nuovi casi su 2.998 tamponi. E quattro decessi.

L’allarme degli ordini dei medici

Il presidente della Federazione degli ordini dei medici Filippo Anelli ha lanciato l’allarme chiedendo a gran voce misure più drastiche: «Serve un lockdown totale al Paese». E il consulente del ministro Speranza Walter Ricciardi chiede la «chiusura totale delle aree metropolitane». Moltissime le regioni gialle che già al varo del nuovo dpcm e dell’ordinanza del ministro Speranza avevano venature di arancione e addirittura di rosso, come la Campania, pur essendo state classificate in area gialla.

Arancioni Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana

Entrano dunque nella zona arancione Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana. Diventa arancione la Liguria, dove i pm stanno esaminando i dati sanitari trasmessi al Cts, con il governatore della Liguria Giovanni Toti voleva sfilarsi dalla lista dei peggiori: «I nuovi dati confermano quelli per zona gialla». Anche se a Genova gli ospedali sono sotto pressione per il livello di ricoveri e contagi. Poi ha annunciato che «tutti i reparti che sono stati chiusi o saranno chiusi per questa emergenza, dal punto nascita del Santa Corona ad altri reparti del San Martino o del Villa Scassi, li riapriremo tutti, un secondo dopo che il Covid ci avrà dato un attimo di fiato per poterlo fare». Arancioni anche Abruzzo e Umbria, perché aumenta l’occupazione delle terapie intensive. Lo stesso Comitato regionale emergenza-urgenza Abruzzo aveva chiesto al presidente della Regione Marco Marsilio di adottare misure più restrittive per alcune zone, le province di Teramo e L'Aquila, con limiti tra comuni e province, chiusure eventualmente di esercizi commerciali non indispensabili e aperture solo per negozi di prima necessità. Saranno rancioni anche Basilicata e Umbria.

L’allarme dei sindaci in Toscana

In Toscana era scattato l’allarme sulla pesante diffusione del contagio e nelle Rsa. Il campanello d’allarme a Empoli, dove è dato lo stop ai ricoveri perché l’ospedale non aveva più posti letto. I sindaci dell’Empolese Valdelsa hanno scritto al governatore toscano Eugenio Giani, chiedendo che l’area diventi rossa. E hanno anche chiesto la verifica dei numeri. Per loro il colore giallo non era abbastanza per la situazione sanitaria della regione. Identica storia all’ospedale Cisanello di Pisa, dove il primario di Anestesia e rianimazione Paolo Malacarne ha chiesto di «cambiare rotta», affidando a Facebook la sua denuncia sulla carenza di posti letto intensivi e sub-intensivi. «Nelle ultime 48 ore - scrive - a Pisa abbiamo viaggiato costantemente con 0 (nessuno) o 1 posto letto intensivo sub intensivo libero o liberabile su 32 posti disponibili.E domani?». La «prospettiva delle tre zone (gialla, arancione e rossa, ndr) mi sembra che sia vissuta come una partita di calcio, ma non è così», per cui «se il Cts ci classifica zona arancione siamo tranquilli, noi lavoreremo in quanto zona arancione per fare il lavoro che spetta alla Regione, avere una offerta sanitaria sempre maggiore per poter superare la situazione di emergenza», aveva commentato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.

Le minacce al governatore Veneto

In bilico anche il Veneto, con il governatore Zaia che è anche stato minacciato di morte via mail. Zaia ha chiesto al ministero il via libera per coinvolgere i veterinari nella profilassi dei tamponi rapidi. Anche l’Emilia Romagna è sotto la lente per un indice Rt sopra 1,5 e per ricoveri e numeri delle terapie intensive in crescita che potrebbero portarla verso l’area arancione. In alcune aree - Modena, Bologna e Reggio Emilia - si registrano contagi pesanti.

In Sicilia Orlando denuncia una situazione da medicina di guerra

In Sicilia il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha scritto al premier Giuseppe Conte parlando di «una strage annunciata» nella regione, prefigurando scenari da «medicina di guerra», con ossigeno carente e «reparti ospedalieri dove si è cominciato a scegliere quali pazienti provare a salvare e quali no».

Nas sguinzagliati su Rsa e raccolta dati regioni

Insomma il coronavirus morde, è caos nella rilevazione dei dati in alcune regioni, è emergenza contagi nelle Rsa e il ministero e le procure di mezza Italia hanno sguinzagliato i Nas, i nuclei antisofisticazione e sanità dei Carabinieri, per intensificare i controlli e fare luce sul rispetto delle regole anti Covid nelle Rsa e sulla raccolta dei dati che in alcune regioni è sembrata “fumosa”, con dati che arrivano in ritardo o incompleti. Il Comitato tecnico scientifico sta analizzando i dati col bilancino.

Cts, a scuola possibile uso mascherine lavabili e di comunità

Intanto arriva la notizia che a scuola oltre alla mascherina chirurgica fornita dalla struttura del commissario Arcuri, «possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, o mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e al contempo che garantiscano confort e respirabilità, forma e aderenza adeguate e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso», ha scritto il capo dipartimento del ministero dell'Istruzione Marco Bruschi in una circolare alle scuole, citando le disposizioni del Comitato tecnico scientifico che ha risposto a un quesito del ministero dell’Istruzione.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti