Covid

Furbetti del green pass: ecco i trucchetti dallo scambio del cellulare al Qr code falso

Nei giorni scorsi scoperti green pass falsi venduti su alcuni canali Telegram fino a 500 euro. A Ferragosto controlli intensificati, mille agenti solo a Roma

di Nicoletta Cottone

Green pass: ecco controlli e sanzioni per clienti ed esercenti

3' di lettura

Il vaccino non vogliono farlo, il tampone nemmeno, ma mirano a entrare nei luoghi interdetti a chi non ha il certificato verde. Sono i furbetti del green pass, quelli che pensano di farla franca fingendosi vaccinati. O facendo credere di aver fatto un tampone con esito negativo, valido solo 48 ore. Molte le strategie messe in campo dai no-green-pass per tentare di entrare dove non potrebbero. Su loro il Viminale ha acceso un faro chiedendo di intensificare i controlli per stanarli. E l’occhio delle forze dell’ordine sarà ancora più attento a Ferragosto. Solo a Roma ci saranno mille gli agenti in campo per i controlli.

Lo scambio di telefonino

In Sardegna, a un passo da Porto Cervo, sono stati individuati alcuni ragazzi che si passavano il telefonino con un green pass per entrare a un evento in spiaggia mostrando un certificato in regola. Peccato che non fosse il proprio. Difficile individuarli, perchè la verifica del documento scatta solo in caso di incongruenze. Ed era compatibile per età e sesso con il certificato verde presentato.

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Su Telegram 2.500 gruppi vendono falsi

Poi ci sono i falsi. Nei giorni scorsi, ad esempio, almeno green pass falsi erano stati venduti su 32 canali Telegram. I prezzi andavano dai 150 ai 500 euro. Ma la Polizia postale li ha scoperti e denunciati. Ora rischiano la reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 309 a 1.549 euro, come prevede l’articolo 640 del Codice penale. E mentre da marzo a oggi è aumentato del 257% il numero di venditori che usano Telegram per pubblicizzare falsi green pass, il costo d’acquisto dei certificati falsi di vaccinazione si sta dimezzando, scendendo a 100 dollari, come attestano i dati globali della società di sicurezza informatica Check Point Software Technologies. Secondo gli esperti, su Telegram sono attivi 2.500 gruppi, alcuni con una media di 100mila follower ciascuno, con alcuni che superano addirittura i 450mila. I paesi coinvolti nella domanda di falsi si è allargata: a marzo erano soprattutto Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Oggi anche l’Italia è entrata nel carnet dei venditori che commercializzano sulla darknet certificati falsi.

Il Qr code falso

Altra strategia dei furbetti quella di mostrare Qr code intestati ad altre persone o palesemente falsi. E c’è anche chi tenta l’ingresso con green pass da tampone effettuato oltre le 48 ore, ma truccando con un cambio di data. Molti però non sanno che falsificare un green pass non è uno scherzo, ma un falso. E quindi chi modifica nome, cognome o data del vaccino o del tampone, con l’obiettivo di generare un green pass falso o alterarlo, può arrivare a rischiare da 1 a 6 anni di carcere.

In palestra incastrato dalla app VerificaC19

Ma sono in molti a non sapere come funziona il controllo con la app VerificaC19, come è successo, per esempio, a un 21enne milanese, il primo multato nel capoluogo lombardo, che ha tentato di entrare in una palestra a Porta Romana mostrando una certificazione intestata a un altro. Peccato che l’addetto alla sicurezza della palestra conoscesse l’identità del ragazzo, che non corrispondeva al nome e cognome comparsi sulla app di controllo. Risultato: multa da 400 euro e denuncia per falso. E le forze dell’ordine stanno anche accertando se il vero proprietario del green pass fosse a conoscenza dell’inghippo. Perchè se lo fosse, sarà denunciato anche lui.

La prima sanzione in Veneto in una sala scommesse

E mentre sono state comminate le prime sanzioni, in vista del Ferragosto si intensificano i controlli delle forze dell’ordine. Al nord come al sud. La prima sanzione in Veneto è arrivata in una sala scommesse di Treviso, dove una persona non aveva il certificato verde obbligatorio per l’ingresso. Sanzionati anche a Bolzano dei clienti di un ristorante.

Sotto la lente località turistiche, spiaggia e movida

Sotto la lente dei controlli località turistiche, spiagge, centri storici e strade della movida. E già è stato deciso che le spiagge di Palermo e provincia saranno interdette nella notte di Ferragosto, nel corso di un incontro dei sindaci con il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani. Per bloccare le feste abusive non sarà possibile accedere agli arenili tra le 20 del 14 e le 6 del 15 agosto. D’accordo i sindaci di Palermo, Isola delle Femmine, Capaci, Pollina, Cefalù. Stessa decisione a Pozzuoli (Napoli) dove il sindaco Vincenzo Figliolia ha interdetto l’uso delle spiagge libere del territorio dalle ore 21 di sabato 14 agosto fino alle ore 6 di domenica 15. Ancor più drastico Giuseppe Peraino, primo cittadino di San Vito Lo Capo, che ha interdetto alla fruizione le spiagge libere del territorio il 13,14 e 15 agosto, dalle 21 alle ore 6 del giorno successivo. E ha vietato fino al 31 agosto, dalle ore 22 alle ore 18 del giorno successivo, l’organizzazione di intrattenimenti e spettacoli musicali negli esercizi pubblici e commerciali del territorio comunale.

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