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Coronavirus, effetto sui farmaci: nei magazzini principi attivi solo per 3 mesi

Il presidente di Assogenerici, Enrique Häusermann, esclude un'interruzione improvvisa della fornitura di medicinali ma sollecita un'azione europea per evitare un'emergenza futura

di Ernesto Diffidenti


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(science photo - stock.adobe.com)

2' di lettura

Non esiste al momento l'ipotesi di interruzione improvvisa della fornitura di medicinali sul mercato nazionale. Ma lo sviluppo dell'epidemia di coronavirus potrebbe avere effetti imprevedibili sul mercato globale. La Cina, infatti, è di gran lunga il principale fornitore mondiale di intermedi di sintesi per la produzione di principi attivi destinati all'industria farmaceutica, soprattutto per alcuni medicinali essenziali come antidolorifici o antibiotici.

«Dai dati diffusi anche dall'Associazione europea dei produttori di generici e biosimilari - afferma il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann - lo stock di principi attivi attuale copre in media 3 mesi di richiesta produttiva per il prodotto finito ed è probabile che esistano scorte aggiuntive accumulate in previsione del tradizionale stop produttivo coincidente con la celebrazione del capodanno lunare vista della celebrazione del capodanno cinese. Se l'attuale situazione, soprattutto nei rallentamento dei trasporti, dovesse prolungarsi non si possono escludere impatti futuri sull'approvvigionamento».

Oltre 100 stabilmenti nelle province cinesi epicentro del virus
Per adesso, dunque, si continua a monitorare gli eventi tenendo ben presente, tuttavia, che solo le provincie di Hubei e Zhejian ospitano oltre 100 impianti produttivi e che l'industria dei farmaci generici è particolarmente sensibile alle variazioni dell'offerta di ingredienti primari. Per alcuni medicinali, l'80% delle materie prime proviene da Paesi extra-Ue in primis da Cina e India. Di conseguenza un eventuale blocco della produzione potrebbe avere un forte impatto sulla produzione globale. Ma secondo Häusermann «servirà ancora qualche giorno per avere un quadro chiaro della situazione produttiva in Cina e valutare appieno i potenziali rischi futuri, al di là delle già emerse difficoltà nel trasporto delle merci».

Nessuna carenza segnalata all'Agenzia europea dei medicinali
Anche secondo lo European Fine Chemicals Group che riunisce le industrie produttrici di principi attivi la situazione desta preoccupazione soprattutto considerata la "vulnerabilità a qualsiasi incidente che potrebbe interrompere la catena di approvvigionamento". In ogni caso, finora l'Agenzia europea dei medicinali non ha sinora ricevuto alcuna segnalazione in merito all'interruzione dell'approvvigionamento di medicinali.

«Le nostre aziende stanno già assicurando la massima collaborazione alle autorità regolatorie nell'attività di monitoraggio e di condivisione delle informazioni inerenti la ripresa delle attività produttive in Cina - conclude Häusermann . - E va comunque sottolineato che autonome misure nazionali, fuori da un coordinamento europeo, potrebbero provocare effetti negativi e frizioni sull'intera supply chain farmaceutica. Riteniamo quindi fondamentale mantenere la gestione dell'argomento all'interno del contesto europeo».

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