per due settimane

Coronavirus, Ferrari ferma la produzione: stipendi garantiti ai dipendenti

Ferrari annuncia la sospensione della produzione nelle fabbriche di Maranello e Modena con effetto immediato e fino al prossimo 27 marzo

di Ilaria Vesentini


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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Dopo lo stop di Lamborghini anche l'altro simbolo delle supercar emiliane, Ferrari, annuncia la sospensione della produzione nelle fabbriche di Maranello e Modena con effetto immediato e fino al prossimo 27 marzo.

«Voglio prima di tutto ringraziare per lo straordinario impegno e attaccamento al marchio dimostrato in questi ultimi giorni dalle persone della Ferrari. Sono loro, assieme ai nostri fornitori, ad aver garantito fino ad adesso la continuità aziendale. È proprio nel loro rispetto e per la tutela della loro serenità e di quella delle loro famiglie, che abbiamo preso questa decisione», spiega Louis Camilleri, ceo di Ferrari.

Ferrari precisa inoltre che sosterrà l'intero costo della sospensione aziendale per le due settimane, senza toccare né stipendio né ferie dei circa 4mila lavoratori in Italia (4.285 nel mondo) e senza neppure far ricorso ad ammortizzatori sociali. Un fermo produttivo, quello annunciato dalla casa del cavallino rampante da lunedì 16 a venerdì 27 marzo, deciso «nell'interesse primario del benessere dei lavoratori e segue una serie di rigorose disposizioni già attuate a tutela della sicurezza dell'ambiente di lavoro».

La possibilità di proseguire l'attività operativa è stata però compromessa dalle «difficoltà registrate nella catena di fornitura che non permettono di assicurare la continuità produttiva», fa sapere Ferrari. A chiudere non sono solo piccole aziende subfornitrici della filiera padana ma anche grandi nomi come Brembo, principale fornitore di sistemi frenanti, che già due giorni fa ha ufficializzato uno stop di una settimana.

Le attività aziendali non legate direttamente alla produzione continueranno regolarmente in Ferrari grazie alle soluzioni di smart working, che interesseranno circa l'80% dei colletti bianchi, con una intensificazione del lavoro agile anche per i dipendenti delle filiali in Italia e in giro per il mondo. In parallelo Ferrari ha sospeso le sue attività operative anche la Gestione sportiva.

«La tutela della salute viene prima della produzione – Stefania Ferrari, segretario Fiom Cgil di Modena plaude all'accordo raggiunto con il management di Maranello e le altre rappresentanze sindacali – e la decisione adottata in Ferrari dimostra come in questa situazione di emergenza si possa lavorare unitariamente per tutelare i diritti di tutti i lavoratori, sospendendo le attività produttive non essenziali». E sospendendo anche tutte le divisioni e i dissidi di rappresentanza politica e sindacale che in questi ultimi dieci anni hanno caratterizzato il complesso mondo Fiat.

Nei due siti del Cavallino non si sono registrate in queste due settimane né emergenze sanitarie né minacce di scioperi dei lavoratori per rivendicare maggiore sicurezza, a differenza di altri marchi della meccanica emiliana, da Toyota a Bonfiglioli. Anche Ducati ha ufficializzato la chiusura, fino a metà della prossima settimana delle linee di assemblaggio motore e veicolo, nonostante sia nel picco di produzione. E staranno a casa tutta la prossima settimana anche i 200 dipendenti della Motori Minarelli, un fermo che a cascata si ripercuoterà sullo stabilimento francese Yamaha di assemblaggio.

Proseguono invece le attività nella filiera emiliana del packaging, tra soluzioni di smart working e suddivisione dei turni di lavoro nei gruppi Ima, Marchesini e Gd-Coesia.

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