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Coronavirus: restrizioni possibili fino al 31 luglio. Fino a 3mila euro di multa per chi vìola le regole

Le nuove sanzioni previste dalla bozza di decreto legge oggi al Consiglio dei ministri - Dubbi sul fermo amministrativo del veicolo

di Marco Ludovico


Per il secondo giorno calano malati e vittime in Italia

3' di lettura

Si annuncia una stretta durissima sugli spostamenti ingiustificati e le irregolarità emerse nel nuovo modello di autocertificazione da ieri- lunedì 23 marzo - diffuso dal ministero dell'Interno a tutte le forze dell’ordine. L’obiettivo è arginare la diffusione del coronavirus.

Sanzione amministrativa salata e immediata
Fin dai giorni scorsi al dicastero guidato da Luciana Lamorgese hanno valutato poco efficace la violazione dell’articolo 650 del codice penale prevista dalle ultime norme sul COVID-19. «Reato bagatellare» l’ha definito Gian Luigi Gatta, ordinario di Diritto penale alla Statale di Milano, con un arresto fino a tre mesi alternativo a un'ammenda fino a 206 euro. «Abbiamo bisogno di indicazioni più restrittive e di sanzioni più efficaci» ha sottolineato nei giorni scorsi il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Così è partito lo studio di una sanzione molto più dura. Di tipo amministrativo.

«Aumentare la deterrenza»
Il rischio di pagare poco più di 200 euro è diventato in breve patrimonio comune di conoscenza per tutti quelli che volevano eludere o aggirare i divieti o ignorarli e basta, visti i ripetuti episodi di assembramento, di partenze ingiustificate, di violazioni di ogni genere. Si vede dello stesso numero di denunce presentato da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e polizie locali: solo nella giornata di ieri sono state oltre 10mila e dall’11 marzo il totale è di oltre 90mila per la violazione dell’articolo 650 c.p. più altre 2mila per l’art. 495 c.p. (“Falsa attestazione”).

Una multa di 3euro
La piega della discussione tra Interno, ministero della Giustizia e palazzo Chigi al momento è dunque di cambiare pagina. Passare intanto a una sanzione amministrativa: immediata, priva delle lungaggini della procedura penale, impugnabile ma con meno margini rispetto a quella originaria. La linea del ministro Luciana Lamorgese è durissima: l’ipotesi era di prevedere 4mila euro di sanzione massima, la minima di 500 euro, poi scese rispettivamente a 3mila e a 400 euro. La misura entra in vigore con l’approvazione del decreto legge, più esattamente con l’adozione di un Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri) di attuazione.

Il termine massimo del 31 luglio
Le misure di restrizione - compresa la nuova sanzione fino a un massimo di 3mila euro - sono dunque prese con provvedimenti della durata di non oltre trenta giorni. Possono essere reiterati fino alla scadenza ultima del 31 luglio prossimo, data per ora fissata dello stato di emergenza da COVID-19. Tra le sanzioni ipotizzate è venuto meno il fermo amministrativo del mezzo: non tutti erano d’accordo nel governo.

L’intesa con il ministero della Giustizia
Una nuova sanzione deve ottenere intanto l’accordo tra l’Interno e il dicastero della Giustizia, guidato da Alfonso Bonafede. Certo passare dal reato alla sanzione amministrativa significa alleggerire il carico di denunce ora affluite alle procure della Repubblica: alcune non hanno nascosto le loro perplessità proprio sull’efficacia della norma e soprattutto sulla possibilità di produrre una condanna. Nella discussione sulla nuova disposizione, tuttavia, potrebbe emergere anche una linea più soft ma non meno priva di effetto deterrente, anzi. Il rischio con una multa così elevata, osservano alcuni addetti ai lavori, è di scatenare ricorsi amministrativi a non finire. Una somma più contenuta, tipo 500 euro ridotti a 200 se pagati entro cinque giorni, resta una minaccia consistente ma meno soggetta a ricorsi. Al Consiglio dei ministri l'ultima parola.

Il caos da risolvere con le Regioni
La riunione di governo, destinata all’approvazione – se sarà chiusa l’intesa sul nuovo decreto legge – delle nuove norme, deve anche risolvere il caos sorto con le indicazioni regionali sulla circolazione e le restrizioni. L’ordinanza più recente della Lombardia, per esempio, fissa una sanzione di 5mila euro: il divario con la norma applicata a livello nazionale è enorme, in realtà l’effetto deterrenza deve moltiplicarsi soprattutto al Sud dove le violazioni sono più numerose e ripetute. Le differenze tra normative regionali e nazionali in questo momento non riguardano soltanto la circolazione delle persone ma anche le restrizioni alle attività produttive. Divergenze con un profilo delicato: non solo giuridico ma soprattutto politico.

Per approfondire:
Visite mediche, familiari anziani, colf: ecco quando ci si può spostare
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