alunni cinesi in italia

Coronavirus, Fontana sulla quarantena a scuola: non siamo mangiabambini

Il chiarimento delle Regioni: chiediamo solo l’estensione delle linee guida Oms per chi, italiano o cinese, sia di rientro dalle zone a rischio

di Sara Monaci

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(Imagoeconomica)

Il chiarimento delle Regioni: chiediamo solo l’estensione delle linee guida Oms per chi, italiano o cinese, sia di rientro dalle zone a rischio


2' di lettura

«Ci fanno apparire come mangia bambini. In realtà è una decisione di buon senso di fronte al coronavirus, e di aiuto agli insegnanti. Ma se lo facciamo noi della Lega...». Questo lo sfogo di questa mattina in Regione Lombardia, nel leggere i titoli dei giornali in cui si parla di espulsioni dalle scuole di bambini cinesi.

Quindi oggi il chiarimento: le Regioni Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia più la provincia di Trento chiedono con una lettera un'estensione di quanto stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità agli studenti, bambini o ragazzi che siano. Se per gli adulti che presentano febbre viene chiesto un isolamento di 14 giorni nel caso in cui siano di ritorno in Italia dalle zone della Cina contagiate, anche chi frequenta le scuole o gli asili dovrebbe osservare la stessa precauzione. Questo dovrebbe valere, spiegano, per gli studenti cinesi ma anche per gli italiani che rientrano dalla Cina: per tutti coloro che abbiano preso un volo che parte dall'area di Wuhan.

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La circolare governativa invece sembrava carente su quest'ultimo punto per i governatori del Nord: si parlava di eventuale controllo da parte degli insegnanti in caso di febbre asintomatica. Maestri e professori avrebbero cioè dovuto valutare loro stessi lo sviluppo della malattia e giudicarne la pericolosità. Un compito che, secondo gli assessorati alla Sanità regionali, non spetta ai docenti. Oltretutto, dicono dal Pirellone, «immaginiamo quanto i bambini possano contagiarsi fra loro: è una precauzione di buon senso che tutti i genitori, oltre agli insegnanti, possono comprendere».

La decisione di fare una correzione alla circolare è stata però presa dai soli governatori della Lega. È questa iniziativa sembra assumere un sinistro sapore politico, se interpretata in modo forzato. Attilio Fontana dunque spiega la scelta facendo riferimento all'Oms: «A seguito del report del 1 febbraio dell'Oms, secondo cui la trasmissione da coronavirus asintomatico è rara ma possibile, abbiamo chiesto al ministro della Salute di prendere in considerazione la possibilità di prevedere un periodo di 14 giorni prima del rientro a scuola da parte degli studenti tornati in Italia dalle zone a rischio della Cina. Ciò nell'ottica di massima precauzione e a tutela di bambini nei nidi e scuole, studenti e famiglie».

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