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Coronavirus, Ford sospende il dividendo e ritira la guidance per il 2020

La seconda casa automobilistica degli Stati Uniti serra i ranghi per far fronte all’emergenza legata alla diffusione del coronavirus

di Alberto Annicchiarico

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(Sputnik)

La seconda casa automobilistica degli Stati Uniti serra i ranghi per far fronte all’emergenza legata alla diffusione del coronavirus


3' di lettura

Ford sospende il dividendo per preservare cash e ritira la guidance per la performance finanziaria nel 2020 a causa dell’emergenza coronavirus. Soltanto ieri la tedesca Bmw aveva annunciato di non potersi sbilanciare sui risultati del 2020 ammettendo di non avere certezze data l’imprevedibilità della situazione. Ma aveva confermato, pur abbassandolo, il dividendo. La grande rivale tedesca di Ford, Volkswagen, prima che scoppiasse la pandemia, tre settimane fa, aveva perfino ritoccato all’insù il proprio dividendo oltre i 6 euro per azione dai 4,8 di un anno prima. Mentre Fca aveva fissato a 0,7 euro ad azione il dividendo da approvare all’assemblea del 16 aprile.

La seconda casa automobilistica degli Stati Uniti – posizione che Ford contende a Fca, alle spalle di General Motors –serra invece i ranghi per far fronte all’emergenza legata alla pandemia. E dopo aver comunicato, come del resto hanno fatto GM e Fca, di aver fermato la produzione negli Stati Uniti, ha annunciato la sospensione del pagamento della cedola (circa 2,5 miliardi), decisa lo scorso 4 febbraio.

L’obiettivo ufficiale è mettere da parte munizioni in una fase di grande incertezza e di sospensione della produzione. In precedenza, l'azienda aveva detto che avrebbe pagato 0,15 dollari ad azione, che in base al valore di chiusura del titolo mercoledì rappresenta un dividendo del 13,33%.

La casa dell’Ovale Blu ha inoltre fatto sapere di avere ritirato i 15,4 miliardi di dollari rimanenti in 2 linee di credito già esistenti per rafforzare le sue riserve. La mossa darà così a Ford oltre 37 miliardi in contanti, un ammontare pari ai ricavi del quarto trimestre. «Come abbiamo fatto durante la “Grande Recessione” (del 2008-2009, post Lehman Brothers, ndr.) Ford sta lavorando per passare attraverso la crisi in modo tale da salvaguardare il business, la forza lavoro, i clienti, i venditori», ha spiegato in una nota il ceo Jim Hackett.

«Sebbene ovviamente non prevedessimo la pandemia da coronavirus, - ha aggiunto il manager - abbiamo mantenuto un bilancio solido e un’ampia liquidità in modo da permetterci di poter superare le incertezze economiche e continuare a investire nel nostro futuro».

La casa di Dearborn, Michigan, ha fatto sapere che aggiornerà le sue previsioni quando comunicherà i risultati del primo trimestre, il 28 aprile. Ford ha infine dichiarato che offrirà agli acquirenti di auto nuove fino a sei mesi di agevolazioni sui pagamenti. Alcuni rivenditori statunitensi hanno iniziato a registrare un netto calo delle vendite a causa del virus, che ha già pesantemente condizionato la domanda in altri paesi.

Il titolo dell’Ovale Blu in avvio di contrattazioni a Wall Street ha perso oltre l’8% per poi quasi dimezzare le perdite a 4,7%.

Cosa fanno le altre case.
Due giorni fa, la casa automobilistica cinese Great Wall ha parimenti tagliato gli obiettivi di vendita e profitto del 2020. GM e Fca non hanno modificato le previsioni, invece. «Continuiamo a monitorare attentamente la situazione - hanno fatto sapere da GM - e prenderemo tutte le decisioni necessarie per rimanere resilienti». La prima casa automobilistica Usa aveva liquidità per 34,6 miliardi di dollari alla fine del 2019.

«Stiamo valutando l'impatto di tutte le misure intraprese in azienda relative all'emergenza del coronavirus sulla nostra attuale guidance finanziaria», ha detto Fca in una nota, aggiungendo che fornirà un aggiornamento quando avrà «sufficiente visibilità sulle condizioni del mercato». Fca aveva liquidità per 24,9 miliardi alla fine del 2019.

«Le case automobilistiche americane vantano posizioni patrimoniali e di liquidità relativamente solide, adeguate ad affrontare una quasi chiusura delle operazioni per diverse settimane e fino a un paio di mesi», ha commentato Adam Jonas di Morgan Stanley in un report.

Ad ogni buon conto Tesla ha deciso invece di tagliare circa 2500 dipendenti dei 10mila della gigafactory californiana di Fremont, dove la capacita produttiva supera le 400mila unità. Anche se il fondatore Elon Musc ha offerto di unirsi a GM nella proposta di produrre ventilatori per le tereapie intensive degli ospedali dove sobno curati i malati di polmonite da coronavirus.

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