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Coronavirus, Gabrielli: «Spostamenti solo per lavoro, salute e urgenza assoluta»

Circolare ai questori del capo della Polizia: «Il rientro a casa va sempre giustificato». L’allerta a tutte le forze dell'ordine

di Marco Ludovico

Coronavirus, divieto di spostamento dal comune in cui si è

Circolare ai questori del capo della Polizia: «Il rientro a casa va sempre giustificato». L’allerta a tutte le forze dell'ordine


2' di lettura

In attesa delle nuove sanzioni per chi si sposta privo di giustificazioni il prefetto Franco Gabrielli scrive ai questori di tutta Italia e invia la circolare, diramata ieri in serata, per conoscenza anche ai prefetti e ai Comandi generali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Allegato alla circolare il nuovo modello di autocertificazione diramato da poche ore dal ministero dell’Interno guidato da Luciana Lamorgese.

«Rivisitazione restrittiva degli spostamenti»
L’indicazione di Gabrielli fa riferimento al decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del 22 marzo 2020. Sottolinea come «tali misure sono accompagnate da una rivisitazione in senso restrittivo delle circostanze che legittimano gli spostamenti al di fuori della privata abitazione nella fase attuale dell’emergenza». La scadenza del quadro normativo in atto è ravvicinata: il termine è il 3 aprile. Resta da vedere se al Consiglio dei ministri di oggi, previsto per le 14.00, ci saranno nuove modifiche alla libertà di circolazione delle persone.

Solo tre motivi per uscire di casa
Le «comprovate esigenze lavorative, le esigenze di assoluta urgenza e i motivi di salute» sono i soli «motivi legittimanti», sottolinea il capo della Polizia, per muoversi dalla propria abitazione. Ma poi aggiunge alcuni dettagli. «Prendendo spunto dai quesiti prospettati da alcune Questure» si legge nella circolare «rientra negli spostamenti per comprovate esigenze lavorative il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro».

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Si può accompagnare un parente alla stazione
C’è poi un caso aggiunto dal prefetto Gabrielli oggetto di numerose richieste da parte delle questure. «Rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza anche i casi che si stanno ripetendo con una certa frequenza in questi giorni in cui l’interessato si rechi presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazioni ferroviarie)». La giustificazione, in questo caso, è motivata dal fatto di «trasferire propri congiunti alla propria abitazione».

Il rientro a casa non più giustificato a priori
Il capo della Polizia fa notare poi ai questori un cambiamento non da poco nell’ultima normativa, finora poco emerso anche nelle cronache. Nella circolare è necessario citare le norme: «L’art. 1, comma 1, lettera b) del Dpcm 22 marzo 2020 abolisce la previsione contenuta nell’art. 1, comma 1, lettera a) del Dpcm 8 marzo 2020». Gabrielli ricorda come quest’ultima disposizione assicurasse «il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza». Diceva infatti il decreto dell’8 marzo: «È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Adesso «tale rientro è consentito – scrive il direttore generale della Pubblica sicurezza – solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno è connesso ai motivi legittimanti».

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