in ordine sparso ma misure simili

Coronavirus, in Francia 3.661 casi, 800 in più in 24 ore

I contagi crescono ovunque. I governi mostrano una nuova consapevolezza ma nonostanza la dichiarazione di pandemia, ognuno va in ordine sparso

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Persone indossano le mascherine sotto la Tour Eiffel

I contagi crescono ovunque. I governi mostrano una nuova consapevolezza ma nonostanza la dichiarazione di pandemia, ognuno va in ordine sparso


5' di lettura

Sembrava che il coronavirus riguardasse solo l’Italia. Come fino a un mese fa sembrava fosse solo un grosso problema della Cina. E dopo della Corea del Sud o dell'Iran (i primi paesi colpiti assieme ai noi). Non era così, non poteva essere così. Non c’era bisogno che l'Oms dichiarasse la pandemia come ha fatto l'11 marzo.

Era solo questione di tempo e anche di come l'emergenza viene discussa dai governi e la notizia diffusa tra la popolazione ma il risultato non cambia. Il coronavirus non ha bisogno di passaporti, visti e permessi di soggiorno.

Francia, lenta consapevolezza
La Francia - dove oggi 13 marzo sono aumentati di 800 casi in 24 ore i contagi da coronavirus a quota 3.661 con 79 morti, 18 più di ieri - ha inizialmente circoscritto le misure alle tre zone focolaio (Morbihan, in Bretagna, dipartimento dell’Oise, Nord di Parigi, e in Alta Savoia). Poi parlando alla nazione Macron ha annunicato la chiusura di scuole e università in Francia fino a nuovo ordine e chiesto agli over 70 di restare a casa. «Il coronavirus è l’emergenza sanitaria più grave in cento anni. Prepariamoci a una seconda ondata sui giovani».
La Tour Eiffel, il monumento simbolo della Francia, resterà chiusa da oggi 13 marzo e “fino a nuovo ordine” a causa del coronavirus, come ha annunciato la Sete, la società che gestisce il monumento parigino, tra i più visitati al mondo.

Le ferrovie francesi Sncf e i trasporti parigini Ratp hanno annunciato un “servizio ridotto” probabilmente per la prossima settimana a causa dell'epidemia di coronavirus, in quanto parte del personale sarà costretto a rimanere a casa con i bambini, vista la chiusura delle scuole.
Metropolitana e autobus di Parigi «annunceranno domani (sabato 14 marzo, ndr) il livello di traffico che potrà essere assicurato la settimana prossima», considerando anche che - visti gli inviti alla popolazione a limitare gli spostamenti - ci si aspetta una diminuzione dei passeggeri.

Intanto un deputato francese dell’Alto Reno Jean Luc Reitzer, 68 anni, e finito in rianimazione mentre e a casa in quarantena il ministro della Cultura Franck Riester che sembra aver contratto l’infezione in forma lieve.

Germania, crescono i contagiati
La Germania ha tenuto il profilo basso finchè ha potuto. Il 10 marzo la cancelliera Angela Merkel ha spazzato via ogni ambiguità con l'annuncio choc (o semplicemente la constatazione realista di una laureata in Fisica). Il 12 marzo la Germania registra oltre 2mila casi di contagio, il focolaio principale sembra per ora la regione del Nord Reno Vestfalia. In 10 dei 16 Lander del paese sono state chiuse le scuole, mentre la cancelliera Angela Merkel ha annunciato un piano di aiuti da 550 miliardi di euro per le imprese.

Spagna in ritardo
Il focolaio assedia Madrid, un paese in cui solo domenica, festa della donna, 100mila persone hanno potuto riunirsi in piazza. La ministra delle pari opportunità è stata contagiata, si critica l'incertezza del premier Pedro Sanchez. Inesorabile sale il numero di morti e contagiati, arrivati rispettivamente a 120 e oltre 4.500. Sanchez ha dichiarato lo stato di emergenza, preannunciando il rischio che il totaledi contagiati raggiunga le 10mila unità.La regione di Madrid ha già deciso di chiudere ristoranti, bar e negozi, lasciando aperti solo supermercati e farmacie. La Catalogna ha ordinato venerdì 13 marzo la chiusura di locali notturni, palestre e centri commerciali, a eccezione dei negozi di alimentari o che vendono beni di prima necessità, e ha già imposto l'isolamento per almeno 70mila cittadini. Nella regione di Murcia è stata individuata una sorta di zona rossa, sulla costa, che impedisce gli spostamenti a quasi 400mila persone.

Regno Unito bifronte
Andare avanti come se nulla fosse. Come se fosse una guerra classica in cui gli inglesi sono maestri e non un'emergenza sanitaria. Questo il messaggio in Gran Bretagna mentre il Cancelliere dello Scacchiere predisponeva un budget presentato in settimana che teneva conto dello scenario peggiore.

Dal 12 marzo è diverso, si avvertono i medici di base che nelle prossime settimane potrebbero essere chiamati a carichi di lavoro estremi. Istituzioni come i Lloyd's di Londra non aspettano la presa di coscienza collettiva e si attrezzano per assicurare la continuità aziendale se il coronavirus si abbatterà pure su Londra.

Una sorta di schizofrenia che emerge dal discorso di lord James Bethell, sottosegretario alla Sanità, alla Camera dei Lord: vediamo la tempesta all’orizzonte, dice Bethell, ma “la questione della tempistica è incredibilmente delicata”. Il premier Boris Johnson ha annunciato di avere oltre 10mila contagi (mentre i dati ufficiali, fino a un attimo prima, parlavano di circa 500).

Scandinavia si chiude in silenzio
La Danimarca chiude le scuole, l'impennata delle ultime ore è particolarmente drammatica. La Norvegia chiude invece le frontiere mentre la Svezia, prima economia del Nord Europa, annuncia misure drastiche dopo il primo morto.

Stati Uniti: verso i test in tutti i 50 gli stati
Pur essendo un noto fobico nei confronti dei germi, tanto che non ha mai amato stringere mani, il presidente Donald Trump ha preso sotto gamba il coronavirus. Ha minimizzato e ignorato il problema finche ha potuto: cosi il vicepresidente Pence con la task force anti virus e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell che si diceva molto preoccupato da inizio febbraio e poi ha tagliato i tassi di interesse di 50 punti base, sembrava giocassero un'altra partita in un altro paese.

Trump ha fatto come niente fosse anche davanti allo stato di emergenza dichiarato da California, Florida e stato di washington. Dal 10 all'11 marzo, in meno di 24 ore tutto cambia, l'Oms dichiara la pandemia, Wall Street crolla, il presidente degli Stati Uniti prende atto. Prima promette aiuti all'economia per 50 miliardi di dollari e poi blocca voli da e per l’Europa per 30 giorni, Gran Bretagna esclusa.

L'annuncio di Trump che critica l'Europa per non aver chiuso subito le frontiere, getta gli americani in viaggio nel panico: è una corsa a prendere gli ultimi voli disponibili (mentre la Ue critica la decisione perché “la crisi e globale e la decisione di Trump e stata unilaterale”). Il presidente però no nchiede di stare a casa né raccomanda nulla agli americani.

Alla fine il vicepresidente Pence annuncia il cambio di approccio: test in tutti e 50 gli stati. Finora gli Stati Uniti avevano rifiutato di eseguire il tampone messo a punto dall'Oms, ora Pence dice che si sta lavorando per estendere i test. Nelle stesse ore il basket NBA si ferma per il primo giocatore positivo.

E oggi, 13 marzo, il presidente Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, mettendo sul piatto 50 miliardi per fronteggiare l’emergenza e fino a 500mila tamponi in più la prossima settimana.

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