Accelerare su sviluppo sostenibile

Coronavirus, Giovannini: «Dobbiamo lavorare per far nascere imprese di giovani»

Il ministro ha sottolineato come le aziende che hanno avviato politiche di sviluppo sostenibile siano state le più resilienti

di N.Co.

Infrastrutture, Giovannini: ci sarà commissione su rischi clima

4' di lettura

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è destinato ai giovani. La crisi della pandemia colpisce alcune imprese, che forse non riusciranno a resistere, ma dobbiamo lavorare perchè nascano nuovi imprenditori giovani e donne. Dobbiamo liberare queste energie, perchè in anni passato abbiamo investito poco nel supporto alle nuove imprese». Lo ha sottolineato Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, durante la presentazione dell'indagine «impatto Giovani» da parte dei Giovani imprenditori di Confindustria.. «Solo 23% degli imprenditori ha indicato la sostenibilità - ha detto Giovannini- mentre la sostenibilità è un'opportiità di business in più. A parità di imprese quelle che hanno scelto la sostenibilità cresceranno di più e saranno più resilienti».

Chi punta sulla sostenibilità è più resiliente

«La crisi pandemica oltre a farci realizzare l'interconnessione tra i fenomeni ha reso evidente la necessità di accelerare verso un nuovo modello di sviluppo, che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale», ha detto il ministro. «Le imprese che hanno avviato politiche di sviluppo sostenibile, oltre ad averne guadagnato in termini di produttività, come ha evidenziato l'Istat, sono state le più resilienti, hanno resistito e reagito meglio allo shock e sapranno sfruttare le opportunità di ripresa», ha affermato Giovannini. «I giovani imprenditori hanno nelle mani il futuro del Paese, la responsabilità di cambiare verso il nuovo paradigma, quello che l'Europa ci chiede per sfruttare al meglio le risorse che mette a disposizione. Il Ministero che guido sostiene con convinzione questa nuova visione - prosegue - verso la quale orienterà le risorse del Next Generation Eu, così come gli altri fondi europei e nazionali, in linea con il cambio del nome del Dicastero».

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Giovani Confindustria, Di Stefano: fiducia nella ripresa, ma spendere bene fondi europei

«La fotografia che consegniamo oggi - ha detto il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano - dice che crediamo nel sistema Italia, siamo pronti ad investire, ad assumere, ad innovare già nel 2021». Tre i driver strategici su cui puntare, «formazione, innovazione e digitalizzazione», ha sottolineato Di Stefano. Ma «è evidente che questo quadro ricco di speranza e di fiducia, è al contempo ricco di preoccupazioni perché i mali storici del Paese rischiano di rallentare la ripresa». E ha ricordato che «se è vero che i giovani sono stati i primi a risentire della crisi economica dovuta alla pandemia, contiamo di essere i primi, e non gli ultimi, nel Pnrr che è in fase di definizione in questi giorni. Gli imprenditori hanno fiducia nelle loro capacità e sono pronti ad investire e assumere nel 2021». Tuttavia, ha puntualizzato, «vogliamo che siano l'Italia e l'Europa a moltiplicare le occasioni di crescita e chiediamo al governo, come alleanza dei 'giovani produttori', di non essere lasciati per ultimi nel piano di ripresa e resilienza italiano. Queste risorse dovranno essere incanalate su alcune priorità e investimenti come il lavoro, la sanità, l'innovazione e la sostenibilità».

Giovani Confapi, Adinolfi: il 72% crede nel futuro

«La fiducia per gli imprenditori - ha spiegato Alfonsoluca Adinolfi, presidente Giovani imprenditori Confapi - è una via obbligata a maggior ragione in questo periodo, è oltretutto quanto emerso dal survey di Impatto Giovani, dove inaspettatamente per il periodo che viviamo, il 72% degli intervistati crede ancora nel futuro e dove una parte preponderante di questi prevede investimenti nell'anno corrente. É necessario - suggerisce - ripartire senza asimmetrie per garantire che il sistema torni a crescere proporzionalmente e ricollocando i fondamentali economici alla base del nostro tessuto produttivo».

Giovannini, niente colate di cemento: doveroso coniugare sviluppo e sostenibilità

Niente «colate di cemento» con il Recovery plan, ha detto con chiarezza il ministro Giovannini. «Chi ha letto le linee guida europee sui fondi di Next generation Eu sa che esiste un principio che impone di non danneggiare l'ambiente - ha spiegato Giovannini -. Se vogliamo utilizzare quei fondi non possiamo fare colate di cemento. Questa è una condizione. Non è un orpello. Per questo non è stata inserita la costruzione di nuove strade nazionali con i fondi di Next generation Eu, mentre c'è l'aumento della sicurezza delle infrastrutture esistenti attraverso sensori e nuove tecnologie». Per Giovannini «non è un problema di ambientalismo, ormai è doveroso coniugare gli aspetti dello sviluppo e della sostenibilità».

Infrastrutture: nuova iniziativa per velocizzare la realizzazione

Ha parlato anche di infrastrutture. «La scorsa settimana - ha detto Giovannini - abbiano avviato un tavolo tecnico con il ministro Cingolani e Franceschini per capire come ridurre una serie di ritardi a livello nazionale e come velocizzare le procedure. Domani parte un'altra iniziativa, su cui non anticipo nulla, che invece va ad affrontare tematiche più strutturali sulla legislazione in quanto tale». Giovannini ha ricordato «che sono state sbloccate 58 opere che erano ferme da molto tempo, attraverso dei commissariamenti. Il Parlamento la scorsa settimana ha dato parere favorevole sul decreto che consentirà questo sblocchi, con la nomina di Commissari tecnici di ferrovie, Anas e saranno immediatamente operativi. Ci sarà una seconda ondata di possibili opere da commissariare. Il commissariamento non può essere la soluzione di tutti i problemi». Giovannini ha sottolineato come ci sia «il massimo impegno di tutto il governo per far si che il Recovery plan possa essere attuato velocemente. Saremo giudicati sulla realizzazione delle opere dall'Europa».

Ci sarà commissione rischi clima

Le infrastrutture vanno pensate non solo rispetto ai rischi sismici ma anche «ai rischi derivanti dal cambiamento climatico. Per questo stiamo installando una commissione guidata dal professor Carlo Carraro dell'Università di Venezia con esperti internazionali e nazionali per affrontare queste tematiche, perché non possiamo sbagliare e rischiare di investire in infrastrutture che non siano progettate già pensando a come la crisi climatica colpirà», ha detto il ministro Enrico Giovannini.


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