Le misure di distanziamento

Coronavirus, per i biglietti aerei aumento del 49%: in Europa da 125 a 186 euro

L’obbligo di tenere vuoto il posto in mezzo in ogni fila da tre secondo la Iata farà impennare i prezzi. Solo il 62% dei posti potrebbe essere occupato

di Gianni Dragoni

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L’obbligo di tenere vuoto il posto in mezzo in ogni fila da tre secondo la Iata farà impennare i prezzi. Solo il 62% dei posti potrebbe essere occupato


3' di lettura

Il costo medio di un biglietto aereo in Europa potrebbero aumentare del 49%, da 125 euro dell’anno scorso a 186 euro. Questo accadrebbe se le compagnie venissero obbligate a tenere vuoto il posto in mezzo in ogni fila da tre, la tipica disposizione dei sedili nei voli di breve e medio raggio. Lo prevede la Iata, l’associazione mondiale delle compagnie, che è nettamente contraria all’introduzione dell’obbligo del «posto vuoto in mezzo», come diversi Stati (compresa l’Italia) stanno facendo per contrastare il rischio di contagio del coronavirus.

L’obbligo del posto vuoto in mezzo
L’associazione che rappresenta 290 vettori è contraria alle misure di «distanziamento sociale» sugli aerei con l’obbligo di sedile vuoto. «Non è dimostrato che il distanziamento a bordo riduca i rischi di contagio. In ogni caso mentre molte autorità raccomandano di mantenere una distanza minima tra le persone di uno o due metri, obbligare le compagnie a tenere vuoto il posto in mezzo non soddisferebbe l’obiettivo, perché la larghezza media di un sedile è inferiore a 50 centimetri», osserva la Iata.

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«Addio ai viaggi economici»
A causa del virus il traffico aereo è crollato del 90%, la Iata stima che le compagnie quest’anno perderanno 314 miliardi di dollari di ricavi (- 55% rispetto all’anno scorso) . La Iata si è più volte detta contraria a questa misura. Facendo un semplice calcolo matematico l’associazione osserva che poiché con un sedile vuoto non si potrebbero occupare più del 66% dei posti su ogni volo (ma la stima è che in realtà si arriverebbe al massimo al 62%), per mantenere gli stessi ricavi le compagnie dovrebbero aumentare le tariffe. «Il costo dei biglietti aumenterebbe di circa il 50% per avere gli stessi ricavi di prima», ha detto Alexandre de Juniac, direttore generale della Iata. «Questo significherebbe dire addio ai viaggi economici».

Nel 2019 il 77% dei posti era occupato
Il capo economista dell’associazione, Brian Pearce, ha fatto un calcolo preciso del potenziale aumento dei prezzi basandosi sul coefficiente di occupazione dei posti («load factor») necessario per avere un equilibrio tra costi e ricavi («breakeven»). Il «breakeven load factor» cambia secondo le aree geografiche, va da un minimo del 75% in Africa, Medio Oriente e Nord America, al 76% in Asia settentrionale, 79% in Europa e America Latina, 81% in Asia-Pacifico. Il «load factor» medio dell’industria è il 77%, Iata sottolinea che con le «misure di distanziamento sociale il load factor massimo verrebbe abbattuto al 62%».

In Europa un biglietto costerebbe 186 euro
Da qui il calcolo differenziato del potenziale aumento delle tariffe. I calcoli sono stati fatti in dollari, li abbiamo convertiti in euro al cambio del 6 maggio. In Europa la Iata prevede che la «tariffa con distanziamento sociale» salirebbe dalla media di 125 euro a volo del 2019 a 186 euro (+49%).

In Nord America i biglietti più cari: 267 euro
Secondo la Iata in Africa e Medio Oriente il prezzo medio di un biglietto salirebbe da 167 a 240 euro (+43%). Nell’ Asia-Pacifico il biglietto medio rincarerebbe da 130 a 201 euro (+54%), la percentuale più alta. Nell’Asia settentrionale il biglietto medio aumenterebbe da 125 a 180 euro (+45%). In America Latina il biglietto aumenterebbe da 135 a 203 euro (+50%). In Nord America ci sono i biglietti più cari: un volo medio aumenterebbe da 202 a 289 dollari, cioè da 187 a 267 euro (+43%).

L'IMPENNATA DEI BIGLIETTI AEREI
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