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Coronavirus, dopo il Nord Italia anche l’Europa in quarantena? I piani di Francia e Germania

Gran parte dell’Italia è off limits per l’emergenza contagio, ma presto misure draconiane potrebbero essere adottate anche da Francia e Germania, dove l’epidemia inizia a fare paura

di Enrico Marro


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(AFP)

2' di lettura

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz l’ha dichiarato senza mezzi termini: altri Stati europei saranno costretti ad adottare misure di contenimento drastiche come quelle italiane. La decisione cruciale è il “quando”, ha spiegato Kurz: perché è fondamentale bilanciare la necessità di evitare un collasso delle strutture sanitarie con quella di non provocare eccessivi danni economici. «E' importante decidere bene quali passi compiere e quando - ha spiegato il cancelliere austriaco - la chiusura delle scuole era urgente e necessaria in Italia, accadrà anche in altri Stati europei. La domanda decisiva è quando».

L’Europa paralizzata?
Quella dell’Italia del Nord rappresenta insomma solo l’inizio di una colossale quarantena che potrebbe paralizzare buona parte d’Europa, con la sua economia? Quando si alza lo sguardo dalla difficile situazione italiana, ci sono altri due Paesi in cui l’epidemia sta diffondendosi a macchia d’olio: Francia e Germania. Entrambi hanno superato i mille contagiati, con una ventina di vittime nell’Esagono. Se la situazione continua a peggiorare, presto anche le due più potenti economie d’Europa potrebbero essere costrette ad adottare misure draconiane come quelle italiane.

La strategia francese
La Francia ha elaborato una strategia di lotta al coronavirus che prevede tre fasi. Per ora è ferma alla fase due, quella che «non implica una circolazione attiva del virus ma solo casi sporadici», secondo la codifica del ministero della Sanità transalpino. Per passare alla fase tre bisogna riscontrare una «circolazione attiva del virus su tutto il territorio».

Il concetto di «mitigazione» francese
Se e quando si passerà alla fase tre, la strategia francese messa a punto nel 2011 contro il rischio di pandemie prevede il passaggio da una fase di «contenimento» a una di «mitigazione». Cosa significa? La mobilitazione totale di tutto il sistema sanitario francese contro il coronavirus, il trattamento dei pazienti più lievi a livello domiciliare, la chiusura di scuole e asili (già attivata in specifiche aree), la limitazione dei viaggi non essenziali e delle attività collettive, la possibile sospensione di alcuni trasporti pubblici. Più o meno quello che sta accadendo nel Nord Italia.

La strategia tedesca
In Germania la situazione è leggermente migliore che in Francia, anche se esiste un focolaio molto preoccupante nel Nord Reno Vestfalia, dove si concentrano oltre la metà dei contagiati: il più colpito, in particolare, è il distretto di Heisenberg, la “Codogno tedesca”, dove sono state chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Anche in Germania, insomma, ci troviamo in una fase di contenimento simile a quella francese.

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I limiti della Bundswehr
La strategia tedesca di lotta alle pandemie è stata messa a punto dall’Istituto Robert Koch, l’organizzazione federale di prevenzione delle malattie infettive, anche se ogni singolo Land ha i suoi piani. Ovviamente anche la Germania ha l’equivalente del “livello tre” francese, cioè la quarantena di ampie zone del Paese. Con la complicazione che anche in caso di futura pandemia non è così facile mobilitare la Bundswehr: l’utilizzo dell’esercito tedesco entro i confini nazionali per compiti diversi dalla difesa militare è soggetto a vincoli molto stringenti.

Per approfondire:
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