ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’andamento della pandemia

Covid, iniziata la discesa (-15%), ma tregua solo dopo Ferragosto

Sarà un’estate di faticosa convivenza con il Covid che a livello di contagi - secondo gli esperti - dovrebbe frenare solo tra un mese

di Marzio Bartoloni

Covid, crescono le quarte dosi: picco di 56mila in un giorno

3' di lettura

La quinta ondata del Covid sembra finalmente rallentare la sua corsa e dopo aver raggiunto il picco a metà luglio da alcuni giorni ha iniziato la discesa. In una settimana il calo dei positivi è stato di circa il 15%, ma i numeri restano ancora molto grandi: oltre 600mila nuovi positivi in 7 giorni, con la scia di ricoveri e decessi che saliranno ancora per un po’ di giorni. Sarà dunque un’estate, la prima, di faticosa convivenza con il Covid che a livello di contagi - secondo gli esperti - dovrebbe concedere una tregua solo tra un mese, dunque dopo ferragosto quando i casi dovrebbero tornare finalmente sotto controllo.

Superato il picco, inizia la lenta discesa

Dopo i 595mila casi nella settimana dal 30 giugno al 5 luglio e i 728mila (+20%) in quella dal 6 al 12 luglio negli ultimi sette giorni sono stati registrati 623mila nuovi positivi: un calo dunque di quasi il 15 per cento. Segno che il picco è stato superato ed è iniziata la discesa dal plateau di casi. Il prossimo passo sarà vedere scendere anche l'indice di contagio Rt sotto 1 e cioè sotto la soglia epidemica che segnala la crescita esponenziale dei casi: al momento secondo l’ultimo report dell’Iss di venerdì scorso l’Rt è all’1,34. « Ci vorranno tre settimane -ha spiegato il fisico Giorgio Sestili - per vedere l'indice Rt calcolato dall'Iss scendere sotto 1». In ogni caso gran parte degli epidemiologi concordano sul fatto che ci vorrà almeno un mese e quindi oltre ferragosto per vedere finalmente il numero dei contagi tornare ai livelli di inizio giugno quando si viaggiava sui 10-15mila casi al giorno. Una tregua quindi che arriverà quasi a fine estate, a differenza di quanto avvenuto nei due anni passati quando il Covid frenava da giugno per ripartire da metà-fine agosto.

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Il calo di ricoveri e decessi solo tra 7-15 giorni

Continuano intanto a crescere con il consueto ritardo di circa 7-10 giorni rispetto ai contagi i ricoveri, che nell'ultima settimana hanno registrato un aumento del 17% nei reparti ordinari e del 15% nelle terapie intensive, ma se nei primi i numeri sono importanti (è stata superata la soglia dei 10mila ricoverati) nelle rianimazioni i casi restano limitati (413 pazienti), segno che il virus con la variante Omicron 5 è meno patogena: «È una crescita ridotta - aggiunge ancora il fisico Sestili - e, considerando che è stato raggiunto il picco dei casi, fra una settimana circa dovremmo cominciare a vedere quello dei ricoveri». È ancora notevole invece l'aumento dei decessi dove si è superata quota 170mila morti da inizio pandemia, «con una crescita del 46% nell'ultima settimana che rispecchia quella avvenuta nei casi circa 20 giorni fa. Di conseguenza, vedremo aumentare i decessi ancora un po’ - ha ag”giunto Sestili - e potremmo cominciare a ipotizzare il picco fra 15 giorni circa».

Il Covid in autunno andrà avanti “a fiammate”

Una novità significativa di questa ondata è che i contagi stanno scendendo senza restrizioni particolari - sono state tolte praticamente quasi ovunque (con l’eccezione di trasporti, ospedali e lavoro) e questo è probabilmente dovuto, ha detto ancora il fisico, a «un’immunità diffusa che nasce dal fatto che quasi tutti sono stati contagiati o vaccinati, anche considerando la piccola percentuale di chi si è reinfettato dopo essersi contagiato con le prime varianti». Si tratta, ha aggiunto Sestili, di «una nuova dinamica alla quale ci dovremo abituare, con fiammate veloci nel portare a un alto numero di casi e altrettanto veloci nello scendere». Sarà probabilmente questa anche la tendenza del prossimo autunno, con «nuove ondate probabilmente determinate dall'arrivo di nuove varianti. Di queste ultime, non possiamo conoscere la natura, ma sarebbe un errore - ha concluso il fisico - dare per scontato che siano meno aggressive».

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