tecnologia

Coronavirus, internet lenta? La guida per migliorare la connessione

È un buon momento per cambiare operatore alla ricerca di una connessione internet migliore: ci invita a farlo, quasi ce lo impone, l'emergenza coronavirus

di Alessandro Longo

default onloading pic
(alphaspirit - stock.adobe.com)

È un buon momento per cambiare operatore alla ricerca di una connessione internet migliore: ci invita a farlo, quasi ce lo impone, l'emergenza coronavirus


4' di lettura

È un momento molto opportuno per cambiare operatore alla ricerca di una connessione internet migliore: ci invita a farlo, quasi ce lo impone, l'emergenza coronavirus.

Boom del digitale
I dati di alcuni operatori e internet exchange riferiscono infatti un aumento del traffico sulle reti di telecomunicazione . Ovvio, se molte attività si stanno spostando online – vedi lo smart working, le lezioni a distanza – e se la gente dovendo uscire di meno usa di più video, social e streaming.

Le rilevazioni Context riferiscono anche il boom degli acquisti di dispositivi tecnologici, soprattutto cuffie e microfoni: +362 per cento anno su anno (gennaio-febbraio). In forte aumento anche laptop (36,5%), tablet (41,3%), software per il business (60,5%), strumenti di sviluppo software (89,3%), unità di memoria Ssd (32%), software per la sicurezza (38,8%) e le cartucce per le stampanti (8%).
È presumibile che questi dati, ora conseguenza soprattutto della “chiusura” delle regioni del Nord, saranno ancora più alti a marzo, con il lockdown dell'intera Italia.

Rischio digital divide
La rete di per sé per ora sembra reggere il colpo. Ma molti utenti rischiano di trovare inadeguata la propria connessione. Soprattutto coloro che non hanno una linea fissa: sempre più persone negli ultimi anni l'hanno tolta per fare tutto su mobile, magari con un modem 4G. Adesso vedranno, a colpi di streaming, videogiochi online e videoconferenze, quanti pochi sono anche i 50-100 GB delle offerte più generose.

Ma anche una connessione fissa su Adsl si rivela insufficiente, in tempi di iper-connettività, soprattutto per il traffico in uscita (upload). Quello necessario per video conferenze e videogiochi online e varie attività di smart working in cloud.

È quindi il momento giusto di fare un upgrade della connessione. Per alcuni può non essere facile farlo. Gli ultimi dati Agcom (ottobre 2019) dicono che c'è un 5 per cento di italiani non coperti da banda larga fissa. Per loro la soluzione migliore è il fixed wireless access, come da nostra guida . C'è poi il 31,5 per cento di italiani che ha una banda larga inferiore a 30 Mbps, ossia è “condannato” all'Adsl.

Inadeguata, come si è detto; soprattutto se non è nemmeno a 20 Mbps ma è la vecchia 7 Mbps. L'altro 68,5 per cento naviga da 30 Mbps in su, solitamente con offerte Vdsl2 da 100-200 Mbps di picco. Velocità teorica, però: ci sono zone, a pochi chilometri dalle città, dove il doppino dal cabinet (armadio stradale) alla casa è troppo lungo e la velocità reale non supera pochi Mbps (come una vecchia Adsl). In questi casi inoltre la connessione tende pure a essere instabile.

Impossibile dire quanti sono gli italiani coperti da una connessione con almeno 30 Mbps reali, velocità minima per non avere problemi con le applicazioni internet più voraci di banda. Nessuno studio è stato fatto in merito. I dati Agcom ci dicono però la quota di italiani che sicuramente può navigare al meglio, oltre i 100 Mbps e fino a 1 Gigabit: 36,8 per cento. Ossia quelli coperti da fibra fino a casa.

Cambio operatore: le migliori prestazioni
La prima cosa da fare quindi è vedere quale operatore ci può dare la migliore velocità nella zona dove siamo. Andiamo sui siti dei principali operatori, clicchiamo sull'offerta fibra (fino a 1 Gigabit) e inseriamo il nostro indirizzo.

L'operatore ora ci dice non solo la velocità massima (quindi la tecnologia offerta: Adsl 7/20 Mbps, Vdsl2 100/200 Mbps, fibra 1 Gigabit) ma anche la minima e la massima reali. Un ottimo passo avanti, recente, di trasparenza. Nel nostro caso abbiamo visto che la velocità minima (Vdsl2) variava da 14 a 50 Mbps e quella massima da 50 a 150 Mbps, a seconda dell'operatore e a parità di indirizzo.
Scegliamo quindi l'operatore migliore per noi. I prezzi non cambiano a seconda della velocità.
Chi ha una velocità inferiore ai 10-20 Mbps (o perché non è raggiunto da Adsl o ha una connessione xDsl “sfortunata”) può valutare il fixed wireless (Tim, Tiscali, Linkem, Eolo i principali operatori), verificando la copertura sui rispettivi siti.

Cambio operatore: come evitare costi eccessivi
Per ridurre costi e tempi, sarebbe meglio provare a chiedere a un upgrade al nostro operatore di rete fissa (se ce l'abbiamo già). Si risparmia, in genere, anche se si affida linea fissa e mobile allo stesso operatore. Scegliere la linea fissa del gestore che ci dà già la connessione mobile può essere quindi un altro criterio da tenere presente.

Per quanto riguarda i costi di ingresso, inoltre, ormai le offerte tendono a essere più semplici e trasparenti rispetto al passato. Il modem incluso è un costo risibile (un euro al mese con Vodafone, gratis con Fastweb e Wind3), eccetto che per Tim (5 euro al mese). Con quest'operatore può convenire usare un modem di propria scelta, quindi.

Leggi anche / Netflix e YouTube dicono sì alla Ue: risoluzione abbassata per non intasare la rete

Gli operatori però di solito rendono l'attivazione più complicata a chi rifiuta il loro modem, a quanto risulta a un'analisi dei loro siti. Questa possibilità è di solito poco evidenziata nella pagina dell'offerta; e chi la seleziona non può continuare l'attivazione online ma deve passare a un contatto telefonico con l'operatore.

Pe chi cambia operatore, i costi maggiori sono però certo quelli di disdetta. C'è un costo fisso a cui si aggiunge quello per un'eventuale “disdetta anticipata” (prima di 24 mesi dalla data di abbonamento). Sui contratti di solito questi non sono riportati in modo preciso e bisogna chiedere al proprio operatore di quantificarli. In particolare, i gestori tendono ancora a chiedere super costi di uscita a chi paga le rate del loro modem.

Le regole Agcom, confermate di recente anche dalla giustizia amministrativa, permettono però di restituire il modem per smettere di continuare a pagarlo. Gli utenti dovrebbero avvalersi di questo diritto per ridurre i costi di uscita, eventualmente respingendo al mittente la richiesta dell'operatore.

Per approfondire:
Coronavirus, l'emergenza economica e i piani straordinari di sostegno in tutto il mondo spiegati in sette domande
Coronavirus, raddoppia il traffico internet, boom di connessioni al Nord
Netflix e YouTube dicono sì alla Ue: risoluzione abbassata per non intasare la rete

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti