LA SCOPERTA ALLA COLUMBIA UNIVERSITY

Coronavirus, isolati i “super anticorpi”, svolta per le cure

I ricercatori della Columbia University di New York hanno scoperto anticorpi più efficaci contro il virus ma si attendono adesso i test sull’uomo

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I ricercatori della Columbia University di New York hanno scoperto anticorpi più efficaci contro il virus ma si attendono adesso i test sull’uomo


2' di lettura

Nuovo passo avanti della ricerca contro il nuovo coronavirus. Alla Columbia University di New York hanno isolato gli anticorpi che mostrano di essere i più efficaci contro il nuovo coronavirus. Diversi tipi di anticorpi sono stati prelevati dai malati di Covid-19, questi sono quelli che possono aprire la strada allo sviluppo di efficaci farmaci e vaccini. I risultati del lavoro dei ricercatori americani sono stati pubblicati sulla rivista Nature, questi anticorpi potrebbero potenzialmente essere prodotti su larga scala e dare una spinta alla ricerca di nuovi farmaci e vaccini. Lo indicano i test finora condotti sugli animali, ma i dati definitivi potranno arrivare dai test sull'uomo.

“Abbiamo un insieme di anticorpi molto più potenti e diversificati rispetto a quelli trovati finora e sono pronti per essere trasformati in terapie”, ha detto il coordinatore della ricerca sui super anticorpi anti Covid-19, David Ho, uno dei protagonisti internazionali della ricerca sull'Aids, che oggi lavora alla Columbia University ed è direttore scientifico del Centro Aaron Diamond per la ricerca sull'Aids.

I super anticorpi sono stati sperimentati finora nei criceti, nei quali hanno dimostrato sia di neutralizzare il nuovo coronavirus, sia di dare una protezione. Adesso, scrivono i ricercatori, si stanno pianificando i test su altri animali e sull'uomo.

Si tratta di anticorpi diversi sia da quelli contenuti nel siero dei convalescenti, sia da quelli sintetici, progettati sulla base delle sequenze genetiche. I super anticorpi descritti su Nature sono stati prelevati da malati di Covid-19 e, secondo i ricercatori, potrebbero essere utili per arginare la pandemia in attesa che siano disponibili i farmaci e i vaccini anti Covid-19 attualmente in via di sperimentazione. Potrebbero inoltre essere disponibili in tempi rapidi, considerando che l'iter che autorizza l'uso clinico di queste sostanze è più breve rispetto a quello necessario per i farmaci tradizionali.

A distinguere gli anticorpi prelevati nei malati da quelli dei convalescenti è il fatto che i secondi sono il risultato di una risposta immunitaria diversa in ogni individuo; di conseguenza possono avere effetti diversi in pazienti diversi.

L’annuncio arriva a pochi giorni dai progressi nello studio del vaccino del team di Oxford su cui puntano e sperano diversi paesi europei tra cui l’Italia. Il vaccino sviluppato da Oxford, l’azienda italiana Irbm con alle spalle l’azienda farmaeutica AstraZeneca sembra dare una doppia risposta immunitaria, secondo lo studio pubblicato da Lancet.

Lo stesso giorno dell’annuncio dei progressi di Oxford che il ministro della Salute Speranza ha salutato con soddisfazione ma prudenza, un altro studio sempre su Lancet ha registrato i progressi del vaccino su cui lavorano l’azienda CanSino e l’esercito cinese (i volontari di questi test, per modo di dire, sono i militari cinesi).

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