il report della cabina di regia

Coronavirus, Lombardia e Lazio tornano gialle. Arancioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Bolzano. Indice Rt a 0,84

Nel periodo 6-19 gennaio è sceso il valore medio calcolato sui casi sintomatici

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, quanto colpisce ogni 100mila abitanti: Bolzano sfiora i 912 casi

3' di lettura

L’Italia da lunedì 1° febbraio si tinge di giallo. Nessuna zona rossa, 5 arancioni e 16 gialle. Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domenica 31 gennaio. Sono in area arancione le regioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la provincia autonoma di Bolzano. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla. Lo ha reso noto il ministero della Salute, alla luce dei nuovi dati. Fonti del ministero hanno anche reso noto che il passaggio dall’arancione in zona gialla è legato alla scadenza dell’ordinanza vigente.

Rt nazionale a 0,84

Nel periodo 6-19 gennaio 2021, l’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,84, «in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l'uno». Lo mette in luce la bozza del monitoraggio settimanale della cabina di regia, che illustra i dati relativi alla settimana 18-24 gennaio 2021 (dati aggiornati al 27 gennaio 2021). Nella precedente rilevazione l’Rt nazionale era a 0,97. Solo una regione, l’Umbria, presenta un rischio alto mentre il Molise ha un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Ecco tutti i dati del report Iss-ministero della Salute.

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Coronavirus, Rt nazionale a 0.84: sopra 1 solo Molise, Sicilia e Umbria

L’epidemia è ancora in fase delicata

«L’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”. L'attuale quadro, si legge nelle bozza di monitoraggio settimanale, “impone comunque incisive misure restrittive. Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

Rt, solo il Molise sopra 1

La bozza del sondaggio rivela che solo una Regione, il Molise, ha un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni e province autonome hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno.

Dieci regioni a rischio moderato, 10 basso

Il report segnala un «miglioramento del livello generale del rischio, con un aumento significativo di Regioni a rischio basso». Dieci fra regioni e province autonome hanno rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto): sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, provincia autonoma di Bolzano (ad alto rischio di progressione), provincia autonoma di Trento, Puglia e Toscana. Dieci sono a rischio basso: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Molise (ad alto rischio progressione), Piemonte, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto.

Umbria a rischio alto

Complessivamente, una sola regione, l’Umbria, ha una classificazione di rischio alto (contro quattro la settimana precedente).L’Umbria resta l’unica regione a rischio “alta”, per tre o più settimane consecutive. L'indice Rt della regione, invece, è pari a 0.96.

Ricoveri in discesa, ma forti differenze fra regioni

Scende il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o di aree mediche sopra la soglia critica (sono 8 contro le 12 la settimana precedente). L’occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è al 28%, sotto la soglia critica. Sono però «forti le variazioni regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica e il relativo impatto, uniti all'incidenza, impongono comunque misure restrittive». Diminuiscono i ricoveri in rianimazione, da 2.487 a 2.372 e nelle aree mediche, da 22.699 a 21.355.

In calo l’incidenza dei contagi

In calo l’incidenza dei casi, nelle ultime due settimane, attualmente scesa a 289,35 ogni 100mila abitanti. Nella rilevazione della scorsa settimana della Cabina di regia era a 339,34 (4-17 gennaio). Ma nel report si legge che l’incidenza, comunque, «è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti». Il monitoraggio rivela che è ancora alta l’incidenza dei contagi nella provincia autonoma di Bolzano. dove sono stati riscontrati 582,75 casi ogni 100mila abitanti nel periodo 18-24 gennaio. Il report precisa che anche questa settimana il dato di incidenza bisettimanale non è pienamente confrontabile con il periodo precedente, a causa dell’estensione dal 15 gennaio della definizione di caso ai test antigenici rapidi. Tuttavia, viene precisato, «il calo osservato evidenzia una diminuzione reale dell’incidenza, dato che il periodo degli ultimi 14 giorni comprende più giorni dove sono stati inclusi anche casi diagnosticati con solo test rapido antigenico».

Tracciabilità ancora lontana

L’incidenza, ricorda il report, è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e del tracciamento dei loro contatti. La tracciabilità dei casi è, infatti, possibile solo se l'incidenza scende al di sotto dei 50 casi ogni 100mila abitanti a settimana.

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