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Coronavirus: in Italia oltre 80mila casi (+8,3%) e più di 8.100 decessi (+8,8%). In Lombardia quasi 35mila casi (+7,86%) e oltre 4.800 morti. Forte incremento di Milano

In Italia l’incremento delle vittime in valore assoluto è di 662 rispetto a mercoledì. 3.612 i malati in terapia intensiva. Sono 10.361 i guariti

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L’arrivo di un paziente italiano in gravi condizioni all’ospedale tedesco di Dresda - Reuters

In Italia l’incremento delle vittime in valore assoluto è di 662 rispetto a mercoledì. 3.612 i malati in terapia intensiva. Sono 10.361 i guariti


6' di lettura

Salgono a oltre 80mila i casi totali in Italia (80.539 secondo i dati ufficiali della Protezione civile). Mentre i morti superano le 8.100 unità (8.165). Mercoledì i casi totali sul territorio nazionale erano 74.386, mentre i morti erano 7.503. L’incremento è così rispettivamente dell’8,3% per i casi totali e dell’8,8% per i decessi. Mercoledì i casi totali avevano fatto registrare un incremento del 7,5%, mentre per i decessi l’aumento era stato nell’ordine dei dieci punti percentuali.

Balzo delle persone guarite
Tra le note positive segnalate dai dati della Protezione civile, il numero di guariti o dimessi dagli ospedali, che ha superato la soglia psicologica delle 10mila unità (10.361), con un balzo in avanti di quasi mille persone: 999.

L’incremento in Lombardia spinto da Milano
In Lombardia giovedì 26 marzo il numero di morti sale a 4.859, rispetto al dato di 4.474 di mercoledì: 385 in più secondo le anticipazioni della Reuters, pari a un incremento dell8,6%. Il numero di casi totali, sempre secondo l’agenzia, sale di 2.543 contagiati, portanto il totale dei casi a 34.889, con un aumento, rispetto a mercoledì, del 7,86%. Per l’assessore al Welfare Giulio Gallera, quello della Lombardia è «un caso unico». Il forte incremento è legato in particolare al dato di Milano, con +848 positivi.

La “denuncia” di Gori: morti non conteggiati
Il sindaco di Bergamo (una delle aree più colpite), Giorgio Gori, ha sottolineato che ci sono 212 morti che non sono stati conteggiati. «A Bergamo, dall'1 al 24 marzo, i decessi dei residenti sono stati 446: 348 più della media degli ultimi anni (98). I decessi ufficialmente dovuti a #Covid19 nel periodo sono 136. Ce ne sono 212 in più». Lo scrive sul suo profilo twitter. «Con una mortalità all’1,5-2%, i contagiati in città sarebbero tra 17 e 23mila», conclude Gori.

È risultato positivo al Coronavirus, intanto, Luigi Cajazzo, attuale direttore generale dell'assessorato al Welfare della Lombardia, una delle persone quindi che più si è occupata dell'emergenza sanitaria in regione, e uno dei più stretti collaboratori dell'assessore Giulio Gallera.

Oltre 36.600 tamponi in più in un giorno
Sono stati 90 mila i tamponi eseguiti in Lombardia: lo ha detto in diretta Facebook dalla Regione Lombardia il professor Fausto Baldanti del Policlinico San Matteo. «È il numero più alto fatto fuori dalla Cina» ha aggiunto sottolineando che inizialmente ad occuparsi dell’analisi dei test per il Coronavirus erano 3 laboratori mentre ora sono 22. Due sono i tipi di test: quello molecolare e quello sierologico, che per un certo periodo di tempo però «possono dare dei falsi negativi». In totale, in Italia ne sono stati eseguiti 361.060, contro i 324.445 alla data di mercoledì 25 marzo: in pratica oltre 36.600 in più in un giorno.

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L’allarme del presidente Fontana
Quelli della Lombardia sono nuneri che confermano nella sostanza l’allarme lanciato alle 13 in conferenza stampa da Attilio Fontana, governatore della Regione: «Oggi siamo intorno ai 2.500» positivi in più in rispetto al dato di mercoledì 25 marzo. Fontana, ha risposto nel corso di una conferenza stampa a chi gli chiedeva quale fosse il trend dei contagi. «Io personalmente – ammette – sono preoccupato». Ma il lavoro di analisi sui dati odierni, aggiunge, «non è ancora concluso».

Sui tamponi per il Coronavirus «se ci arriveranno nuove indicazioni ne prenderemo atto e come sempre ci adegueremo» ha aggiunto il presidente della Lombardia. Lo ha detto ricordando le indicazioni del 27 febbraio da parte dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) che invitava a «fare i tamponi solo ai sintomatici». «Mi auguro che su questo argomento non ci siano ulteriori fraintendimenti perché rischiano di essere fuorvianti per i cittadini: parli - è il suo invito - solo l’Istituto superiore di Sanità, parli solo l’organismo tecnico del ministero e dica cosa si deve e non si deve fare».

Quasi a fare eco alle parole del governatore Fontana, arriva un messaggio del fondatore della Lega Umberto Bossi: «Mai mulà, tegn dur». Bossi, da Gemonio, lancia alla Lombardia il suo appello a non mollare mai.

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Piemonte: quasi 500 morti
In Piemonte il totale complessivo è ora di 499 deceduti positivi al virus, mentre il totale delle persone risultate positive al Covid-19 ammonta a 6.534. All’elenco dei pazienti morti positivi al Coronavirus in Piemonte si sono aggiunti oggi altre 16 vittime, casi comunicati questa mattina dall'Unità di Crisi della Regione Piemonte: 7 in provincia di Torino, 1 nell'Alessandrino, 4 nel Novarese, 2 nel Cuneese, 1 nel VCO, 1 residente fuori regione.

La situazione in Liguria
Alla data di giovedì 26 marzo, in Liguria si contano 26 nuove vittime e 236 casi di positività in più rispetto al giorno precedente.

Il Veneto verso i 7mila casi
Il Veneto va verso i 7.000 casi di Coronavirus accertati, raggiungendo stamani quota 6.935, 353 in più rispetto alla rilevazione di ieri pomeriggio. Sono 287 i morti, con 14 nuovi decessi registrati stamani.

Trentino Alto Adige: 121 nuovi contagi a 12 nuove vittime
In Trentino si registrano intanto altri 12 morti, con il totale che sale così a 86, mentre, rispetto a mercoledì sono stati certificati anche 121 nuovi contagi, di cui 76 individuati tramite il tampone. I casi totali risultano 1.297. In provincia di Bolzano i morti sono invece 48 e i casi totali 906.

Friuli Venezia Giulia: 1.223 casi
Sono 1.223 i casi accertati positivi al Coronavirus in Friuli Venezia Giulia, con un incremento di 84 unità rispetto a ieri. I guariti in totale sono 52. Due invece i decessi in più rispetto all'ultima comunicazione, che porta a 72 il numero complessivo di morti da Covid-19 in regione.

In Valle d’Aosta 413 casi, 35 morti
In Valle d’Aosta, l’ultimo bollettino regionale parla di 413 casi positivi attuali, di cui 75 ricoverati in ospedale in reparti Covid19 e 24 in terapia intensiva. Le persone in isolamento sono 2.486, 2 i guariti, 35 i decessi: 26 uomini e 9 donne. La fascia d’età delle vittime resta compresa tra i 60 e i 98 anni.

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La situazione in Toscana e Marche
Toscana e Marche hanno superato entrambe quota 3mila per numero di casi totali dall’inizio dell’epidemia: 3.226 nel caso della Toscana e 3.114 nel caso delle Marche. I morti sono invece rispettivamente 158 e 310.

Calabria: 42 positivi in più
Sono 393, 42 in più rispetto a ieri, le persone positive al coronavirus in Calabria. Su 4.646 tamponi effettuati quelli negativi sono stati 4.253. Lo riferisce il bollettino della Regione.

In Sicilia calano i ricoveri e la terapia intensiva
In Sicilia sono 1.095 le persone trovate positive al coronavirus fino ad ora, 159 in più rispetto a ieri ma con un calo dei ricoverati e delle persone in terapia intensiva. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell'Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi, così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.

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Dove eravamo rimasti: i dati del 25 marzo
Lasituazione in Italia nella giornata di mercoledì 25 marzo. I casi totali sono saliti a 74.386, per un incremento del 7,5%, contro l’8,2% del giorno precedente. I morti sono saliti a 7.503, contro i 6.820 di martedì: 683 in più, pari a un incremento del 10%.

In Lombardia mercoledì si contavano 296 morti in più, che portano il totale a 4.474, oltre il 7% in più rispetto a martedì, quando però il numero di decessi era stato di 402 in una giornata. Il numero di casi totali è salito a 32.346, 1.643 in più rispetto alla giornata di martedì 24 marzo (pari a un incremento del 5,35%), ma sintomo di un rallentamento. Intanto, secondo una ricerca, il coronavirus era presente in Lombardia sin dal 1° gennaio 2020. L'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, sottolinea che «la pressione sui pronto soccorso è in calo e questo dato, che è la voce della trincea, è costante».

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