i dati della pandemia

Coronavirus, in Italia 187 casi e 21 decessi in più. Eseguiti oltre 55mila tamponi

Sul fronte dei tamponi, dopo i 48.273 del 30 giugno, si passa ai 55.366 dell’1 luglio, per un indici rispetto ai nuovi casi dello 0,34%

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Sul fronte dei tamponi, dopo i 48.273 del 30 giugno, si passa ai 55.366 dell’1 luglio, per un indici rispetto ai nuovi casi dello 0,34%


3' di lettura

I nuovi dati dell’epidemia di coronavirus in Italia, monitorati mercoledì 1 luglio dalla Protezione civile, parlano di 240.760 casi totali (la differenza indicata è di 187 in più rispetto a martedì, anche se il conto matematico indicherebbe 182: la differenza è da imputare ai ricalcoli effettuati in Puglia e nelle Marche), 34.788 decessi complessivi, 190.717 dimessi/guariti e 15.255 attualmente positivi. Nella giornata di martedì il contatore del coronavirus in Italia si era attestato su 240.578 casi totali (con un incremento di 142 casi rispetto a lunedì), 34.767 morti da inizio pandemia , 190.248 dimessi/guariti, 15.563 attualmente positivi.

I morti sono 21 in più rispetto al giorno precedente: pari a un incremento dello 0,06%. La crescita dei casi totali risulta invece dello 0,078%.

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Le persone ricoverate in terapia intensiva scendono sotto la soglia dei 90 – sono 87 – mentre 1.025 sono quelle ricoverate con sintomi e 14.143 in isolamento domiciliare.

Per quanto riguarda i casi individuati dal sospetto diagnostico, questi risultano 222.564 (erano 222.901), mentre i casi identificati da attività di screening passano da 17.677 di martedì a 18.196 di mercoledì.

Sul fronte dei tamponi, dopo i 48.273 del 30 giugno, si passa ai 55.366 dell’1 luglio, per un indici rispetto ai nuovi casi dello 0,34%. Il totale dei tamponi sin qui effettuati è di 5.445.476 e il totale dei casi testati sale a 3.293.300.

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Medici, da eroi a capri espiatori

«Da eroi a capro espiatorio. Purtroppo a causa dell'emergenza Covid-19 prevediamo un aumento delle denunce contro i medici». Massimo Tortorella, presidente del network Consulcesi, commenta la lettera amara dei 19 medici del Pronto soccorso dell'Ospedale San Matteo di Pavia, in cui esprimono frustrazione e tristezza per i richiami, le segnalazioni e gli esposti in Procura, nonostante i grandissimi sforzi compiuti durante la pandemia.

IL TREND GIORNO PER GIORNO
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Protesta degli infermieri in piazza Duomo il 4 luglio

Il 4 luglio gli infermieri del sindacato Nursing Up scenderanno in piazza per protesta. La manifestazione è convocata in piazza Duomo a Milano alle 10.30 per chiedere fra l'altro nuove assunzioni, rinnovo del contratto perché «ne va della dignità degli infermieri e della salute stessa degli italiani».

«In Lombardia - ha spiegato il responsabile lombardo del sindacato Angelo Macchia - infermieri e personale sanitario sono stati letteralmente in trincea per mesi, lavorando giorno e notte senza risparmiarsi, per fare fonte alle emergenze. Gli infermieri dei reparti più esposti hanno pagato un prezzo altissimo, in termini di vite e di salute, al punto che ancora oggi molti colleghi subiscono gli strascichi di Covid e del super lavoro svolto da fine febbraio». «Ci chiamano eroi, ma ora che la pandemia sembra sotto controllo - ha aggiunto - bisogna passare dalle promesse ai fatti, potenziando i presidi medici e ospedalieri, assumendo nuovo personale, valorizzando il lavoro degli infermieri, rinnovando un contratto scaduto nel 2018, adeguando gli stipendi agli standard europei: ne va della dignità degli infermieri e della salute stessa degli italiani».

TAMPONI GIORNALIERI E CONTAGIATI
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Grosseto, guarita a 99 anni

È una donna di 99 anni l'ultimo paziente Covid-19 dimesso dall'ospedale Misericordia di Grosseto. Ormai guarita dal 24 giugno, spiega l'ospedale, dopo tre tamponi negativi finalmente è potuto tornare a casa. La 99enne era stata ricoverata il 12 aprile nel reparto di malattie infettive. «Siamo lieti che anche la signora sia stata dimessa - dichiara Cesira Nencioni, direttore Malattie Infettive del Misericordia - Il nostro reparto continua a rimanere attrezzato e pronto ad accogliere, se ce ne fosse bisogno, nuovi eventuali casi di Covid-19. Durante la pandemia il nostro reparto Covid-19 ha accolto in totale 109 pazienti. La massima affluenza si è avuta nel mese di aprile con 56 ricoverati nello stesso momento. L'età media dei ricoverati è stata di 69 anni con il paziente più giovane di 23 anni e la più anziana, per l'appunto la signora uscita ieri, di anni 99».

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