i luoghi delle quarantene

Coronavirus: italiani nella caserma della Cecchignola, pronte 60 camere super-isolate

Saranno ospitati al Centro olimpico militare. Ogni stanza è di complessivi 16-20 metri quadrati, con letto, un tavolino, la tv, il computer, il telefono e il suo bagno

di Marzio Bartoloni


La mappa del contagio

3' di lettura

L’allarme coronavirus ha costretto molti Paesi a organizzare voli di rimpatrio dalla Cina per i propri cittadini rimasti nel centro dell’epidemia di Wuhan. Per tutti al rientro è previsto un periodo di quarantena - che in realtà dura 14 giorni invece di 40 come nel passato -da trascorrere in un luogo il più isolato possibile: si va dalla caserma in Italia (la Cecchignola a Roma) alle basi militari in America, al centro vacanza requisito in costa azzurra per i francesi fino all’ipotesi isola deserta in Australia.

Trasferimento alla Cecchignola
Gli ultimi test sanitari agli italiani rimasti a a Wuhan avverranno su territorio cinese, prima dell'imbarco. In volo gli italiani - una settantina in tutto alla fine - saranno monitorati ma non saranno sottoposti a test particolari come quello per il coronavirus che viene utilizzato solo in caso di sintomi. Il volo italiano con il KC-767A del 14/mo Stormo dell'Aeronautica Militare atterrerà lunedì 3 febbraio nell’aeroporto militare di Pratica di Mare. Da lì dopo un attento screening sanitario chi risulterà negativo verrà trasferito alla Cecchignola per far partire il protocollo sanitario, una quarantena destinata con ogni probabilità a durare 14 giorni, come negli altri Paesi che hanno riportato a casa i loro cittadini. Due settimane è il periodo in cui si stima avvenga l'incubazione del coronavirus. Gli eventuali casi positivi saranno invece trasferiti all’Istituto Spallanzani.

Pronte 60 stanze
Il luogo preciso dove saranno fatti alloggiare è il Centro olimpico dell’esercito all’interno del complesso della Cecchignola, alla periferia sud di Roma. Ci sono una sessantina di stanze pronte per 105 posti letto. Ogni stanza è di complessivi 16-20 metri quadrati, con letto, un tavolino, la tv, il computer, il telefono e il suo bagno. I medici del ministero, vestiti con tute di protezione, capo coperto e guanti, andranno a visitarli in stanza 3 volte al giorno, misureranno la temperatura, i parametri vitali, ascolteranno loro il torace. Ad ogni visita, tutto nuovo: tuta, guanti e mascherina. Sono presenti all'interno della struttura miliare anche delle camere di isolamento. Gli italiani si nutriranno con catering monoporzione nelle proprie stanze e il cibo avanzato verrà distrutto. Anche i militari che opereranno all’interno del centro dovranno restare lì durante tutto il periodo di quarantena.

Negli Usa scelte le basi militari, in Francia il centro vacanze
I servizi sanitari americani hanno chiesto al Ministero della Difesa di rendere disponibili diverse strutture in grado di ospitare almeno 250 persone in camere singole fino al 29 febbraio. Se necessario, saranno
messe a disposizione due basi aeree statunitensi, in California e Texas, insieme a una base aerea del Corpo dei Marines in California e un istituto di addestramento in Colorado. Il volo militare con a bordo 200 francesi provenienti da Wuhan è atterrato invece nella base militare di Istres, vicino Marsiglia, nel sud della Francia. I componenti di questo primo gruppo di rimpatriati francesi dalla Cina sono stati posti in isolamento per almeno 14 giorni, in un centro vacanze sul mare requisito dalle autorità transalpine a Carry-le-Rouet.

Ipotesi isola deserta per gli australiani
Il governo australiano vorrebbe mettere in quarantena i propri cittadini evacuati da Wuhan a Christmas Island, un'isola remota utilizzata finora come centro di detenzione per immigrati illegali e far pagare loro un
contributo di 1.000 dollari australiani, un’idea che ha provocato una levata di scudi tra gli stessi australiani in Cina, con alcuni che preferirebbero addirittura rimanere nel Paese asiatico. Christmas Island, situata nell'Oceano Indiano a 2.600 km dalla costa australiana, ospita come detto una struttura di detenzione per immigrati e al momento ospita soltanto una famiglia di quattro persone che viene dallo Sri Lanka. In passato il centro di detenzione di Christmas Island è finita al centro della cronaca per presunte violazioni di diritti umani e per le pessime condizioni.

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