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Coronavirus, un italiano su 2 teme il contagio. Il 77% pronto all’emergenza fino all’estate

La fotografia di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore: il 64% condivide la chiusura delle scuole decisa dal governo e il 67% teme contraccolpi sull’economia

di Marta Casadei

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Foto Ansa

La fotografia di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore: il 64% condivide la chiusura delle scuole decisa dal governo e il 67% teme contraccolpi sull’economia


3' di lettura

L’epidemia di Coronavirus non accenna (ancora) a spegnersi e gli italiani ne sono perfettamente consapevoli: il 76% ritiene che, nel prossimo mese, i contagi aumenteranno ancora rispetto a oggi. E secondo il 62% l’emergenza si esaurirà tra due o tre mesi. Mentre il 15% pensa che durerà ancora di più.

LA STIMA DEL PROSSIMO MESE
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TRA QUANTO TEMPO L'EMERGENZA SI RISOLVERA'
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Coronavirus in Italia: uno su due ha cambiato vita

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Le percentuali sono emerse da un’indagine condotta dall’istituto demoscopico Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore. La fotografia restituisce l’immagine una popolazione intimorita dal contagio - ad avere paura di contrarre il virus è il 54% degli intervistati - che ammette, in un caso su due (55%), di aver cambiato i propri comportamenti in ragione dell’epidemia di Covid-19 che dal 21 febbraio, a partire dal caso del Paziente 1 di Codogno, è esplosa in Lombardia e Veneto e, di giorno in giorno, si sta espandendo in tutta la Penisola. «Il dato è distribuito su tutta Italia e non solo nelle regioni più colpite dal virus, quindi non va sottovalutato - spiega Antonio Noto -. Gli italiani sono consapevoli dell’emergenza e sono un po’ rassegnati. Si aspettano che non finirà prima dell’estate».

IL TIMORE DI ESSERE CONTAGIATO
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I CITTADINI CHE HANNO CAMBIATO I COMPORTAMENTI ABITUALI
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Dall’Amuchina alla mascherina: ognuno si protegge a modo suo

Ognuno si prepara a combattere il virus come può: la maggioranza ha acquistato l’Amuchina (59%) ed evita, come suggerito dalle autorità, i luoghi affollati (58%). Circa una persona su due (54%) ammette di aver limitato la propria vita sociale, magari costretta (almeno nelle zone rosse e gialle) a fare a meno di palestre, concerti, eventi. Decisamente meno “pesante” la percentuale di italiani che hanno acquistato una mascherina: lo ha fatto solo il 12 per cento del campione. Meno della metà di coloro che, invece, hanno optato per una soluzione più drastica: evitare di uscire (27%). «I cittadini, in assenza di indicazioni certe o protocolli precostituiti - spiega Noto -, si sono dati un’autoprescrizione. Ha prevalso il passaparola».

I CITTADINI COME SI DIFENDONO
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Tutti d’accordo: l’economia nazionale (e familiare) è a rischio

I riflessi quotidiani sulla vita sociale non sono quelli che preoccupano davvero gli italiani. I quali, invece, guardano al futuro convinti che l’epidemia di coronavirus avrà una ricaduta negativa sull’economia nazionale (67%) e della propria famiglia (62%). In questo contesto, non c’è polemica che tenga, nemmeno sulla chiusura delle scuole che è considerata giusta dal 64% degli intervistati. Spiega Noto: «Quali che siano i provvedimenti, indipendentemente dalla loro portata, i cittadini sembrano condividerli: è un atteggiamento positivo e razionale, ma è anche lo specchio della loro rassegnazione verso l’emergenza sanitaria. Non c’ è voglia di protestare anche perché i provvedimenti vengono percepiti lontani da ogni connotazione politica e le persone scelgono di affidarsi al Governo».

L'EMERGENZA CORONAVIRUS AVRA' UNA RICADUTA NELL'ECONOMIA DELLA PROPRIA FAMIGLIA E DELL'ITALIA?
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CHIUSURA DELLE SCUOLE. FAVOREVOLI E CONTRARI
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Sei su dieci si informano online. E uno su quattro sceglie i social

Da ultimo, le fonti di informazione: la tv è in testa con il 72% delle persone che ammette di informarsi attraverso il piccolo schermo, ma è tallonata da internet, scelto da 6 italiani su 10. Uno su quattro, poi, si informa in modo specifico sui social. «Sul web passano tante informazioni, imbattersi in notizie non vere o verificate è più facile». E, in un momento come questo in cui rispettare le regole senza lasciarsi contagiare anche dal panico, l’autenticità e la correttezza delle informazioni potrebbe fare la differenza.

I CITTADINI COME SI INFORMANO
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Per approfondire:

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