Epidemia

Coronavirus, rischio frenata per gli investimenti dei colossi auto in Cina

Una “fuga di massa” dalla Cina sembra ad oggi impensabile per i costruttori automobilistici europei, visto la forte presenza, ma l’epidemia potrebbe cambiare la situazione. Toyota ha già bloccato la produzione

di Simonluca Pini


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4' di lettura

L'epidemia di Coronavirus rischia di bloccare il mondo dell'auto. Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio, per i timori che l'infezione da coronavirus si diffonda ancora più rapidamente. «Considerati vari fattori, tra cui le linee guida dei governi locali e regionali e la situazione della fornitura di componenti, a partire dal 29 gennaio, abbiamo deciso di interrompere le operazioni nei nostri stabilimenti in Cina fino al 9 febbraio» - ha annunciato il portavoce della casa automobilistica Maki Niimi. «Monitoreremo la situazione e prenderemo eventuali ulteriori decisioni sulle operazioni il 10 febbraio».

Per quanto riguarda i costruttori europei, il Gruppo Psa ha dichiarato che rimpatrierà il personale europeo e le loro famiglie presenti nell'area di Wuhan in Cina, focolaio del Coronavirus e città che ospita un lungo elenco di fabbriche automobilistiche e centri di sviluppo. La casa automobilistica ha affermato che 38 persone sarebbero state evacuate e che l'iniziativa sarebbe stata eseguita in piena collaborazione con le autorità cinesi e il consolato generale francese. I dipendenti e le loro famiglie resteranno in quarantena prima di tornare nel loro paese d'origine. Inoltre Psa ha anche affermato di stare valutando la situazione dei dipendenti cinesi, vista la partnership con Dongfeng Motor e le tre fabbriche attive a Wuhan.

Più critica la situazione per Webasto (componenti e tetti apribili) con due dipendenti contagiati dal Coronavirus e 11 fabbriche in Cina di cui il più grande al mondo proprio nella città di Wuhan.

La capitale dell’auto
Whuan
, cuore del contagio e attualmente in quarantena, è la capitale dell'auto cinese e nella sua provincia sono impiegati migliaia di dipendenti che lavorano per il colosso locale Dongfeng Motor e che producono vetture per marchi come Renault, Honda, General Motors, Renault e il Gruppo Psa.

A questo si aggiunge una lunga lista di produttori di componentistica, da Bosch a Valeo fino a Magneti Marelli, presenza costante sulla maggior parte dei modelli in circolazione in Europa. Se grazie al Capodanno Cinese la produzione non ha subito ritardi, dopo la messa in quarantena della città e una situazione in forte peggioramento dal punto di vista sanitario l'intero comparto potrebbe segnare un brusco stop e conseguenti ritardi a livello globale.

Infatti la Cina ha aumentato sensibilmente le esportazioni di vetture prodotte a livello nazionale negli ultimi anni. Tra il 2013 e il 2018, l'export è cresciuto di quasi il 32%, passando in cinque anni da 46 a 60,6 miliardi di dollari di fatturato. Una “fuga di massa” dalla Cina sembra ad oggi impensabile per i costruttori automobilistici europei, visto la forte presenza in tutto il territorio, ma la diffusione del Coronavirus potrebbe cambiare l'attuale situazione. Ecco i piani di Volkswagen, Bmw e Mercedes che potrebbero subire cambiamenti o rallentamenti.

QUOTA DI MERCATO DELL’AUTO CINESE NEL MONDO

(Fonte: Statista 2020)

Il gruppo Volkswagen in Cina
La joint venture tra il Gruppo Volkswagen e la cinese Anhui Jianghuai Automobile (JAC) ha annunciato nel 2019 l'investimento di 5,06 miliardi di yuan (750,8 milioni di dollari) in una nuova fabbrica di auto elettriche nella città di Hefei, a poco più di 4 ore dalla città di Wuhan. Volkswagen ha dichiarato che prevede di produrre oltre 22 milioni di auto elettriche nei prossimi 10 anni, di cui oltre la metà costruite in Cina. E prevede di lanciare 14 nuovi modelli di veicoli energetici in Cina quest'anno.

Il Gruppo prevede anche l'introduzione del marchio Seat in Cina entro il 2020-2021. Volkswagen ha iniziato a costruire un impianto NEV da 2,5 miliardi di dollari a Shanghai con SAIC Motor, che realizzerà le vetture Audi del Gruppo VW. SAIC Volkswagen ha dichiarato che il nuovo impianto avrà una capacità annuale di 300.000 automobili e inizierà la produzione nel 2020.

Bmw, in Cina nascerà il suv elettrico iX3
Forte presenza anche di Bmw in Cina. Nel 2018, dopo 15 anni dalla nascita della JV locale Brilliance China Automotive Holdings (BBA), la Casa di Monaco ha rinnovato il contratto con i partner cinesi fino al 2040 e ha confermato l'intenzione di salire dal 50 al 75% nella partecipazione azionaria nell'alleanza, con un investimento pari a 3,6 miliardi di euro.

Contestualmente Bmw ha annunciato ulteriori impegni pari a 3 miliardi di euro per potenziare per costruire una nuova fabbrica a Tiexi (all'interno dell'impianto già esistente) ed espandere quello di Dadong. Le fabbriche BBA di Tiexi e Dadong producono modelli come la Serie 1, la Serie 2 Active Tourer, la Serie 3 berlina compresa la variante passo lungo e il suv X1 (compreso il modello plug-in hybrid).

A Dadong vengono invece assemblate la Serie 5 passo lungo (compresa la versione plug-in hybrid) e il suv X3. Dal 2020, sempre a Dadong verrà costruito il suv elettrico Bmw iX3 che sarà esportato - essendo l'unica linea di produzione nel network dell'azienda - in tutti i mercati globali. Ai due stabilimenti di Tiexi e Dadog, BBA ha recentemente aggiunto il progetto esecutivo per un terzo impianto - denominato High Voltage Battery Centre Phase II - che produrrà le batterie per il suv iX3 e gli altri modelli elettrici del Gruppo.

Mercedes in Cina
Oltre alla prossima Smart pronta per essere costruita esclusivamente in Cina, dopo la joint venture. Tra il gruppo cinese Zhejiang Geely Holding Group e la casa automobilistica tedesca Mercedes-Benz, sono tanti gli interessi di Daimler nel paese asiatico a partire dalla presenza del suo maggiore azionista (Geely con una quota del 9.69%) e di Baic al 5%. Baic Group e la casa automobilistica di Stoccarda sono partner in Cina dal 1984, quando venne creata della joint venture 'Beijing Benz', in base alla quale parte delle vetture destinate al mercato cinese venivano prodotte direttamente in quel Paese: oggi i due terzi di tutti i veicoli Mercedes venduti in Cina sono fabbricati lì. E la Cina assorbe il 30% della produzione totale di Daimler.

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