sostegno all’occupazione

Sure, all’Italia la quota più alta della Cassa integrazione europea: 27,4 miliardi. Gualtieri: risparmi per 5,5 miliardi di interessi

La Commissione europea ha presentato proposte al Consiglio Ue per l'attivazione di un sostegno finanziario complessivo di 81,4 miliardi di euro per 15 Paesi

Coronavirus, all'Italia 27,4 miliardi da Ue grazie a Sure

3' di lettura

La Commissione europea ha presentato proposte al Consiglio Ue per l'attivazione di un sostegno finanziario complessivo di 81,4 miliardi di euro per 15 Paesi, tra cui l'Italia, per preservare l'occupazione (il meccanismo chiamato Sure, una sorta di cassa integrazione europea). Una volta che il Consiglio avrà dato il suo ok, gli aiuti saranno stanziati sotto forma di prestiti con interessi agevolati. Per l'Italia sono previsti 27,4 miliardi di euro, la quota più alta. Tra i 15 Stati membri figurano anche la Spagna (21,3 mld) ed il Belgio (7,8 mld). Sure è uno degli strumenti messi in campo a livello Ue per far fronte alle conseguenze socio-economiche del Covid-19.

Gli annunci di Amendola e Gentiloni

“L'Europa a sostegno del mondo del lavoro. Oggi la Commissione europea ha proposto al Consiglio Ue l'attivazione del primo pacchetto di Sure da 81 miliardi di euro. La Cassa Integrazione europea aiuterà chi è stato colpito dalla crisi Covid. All'Italia 27 miliardi, la quota più alta”. Lo annuncia il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola via Twitter.

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“Oggi la Commissione Ue propone il primo pacchetto di 81 miliardi per Sure, il sostegno ai meccanismi tipo cassa integrazione. Destinatari 15 Paesi, 27 miliardi per l'Italia. L'Europa per il lavoro”. Così il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, su Twitter.

Gualtieri: risparmio da 5,5 miliardi di euro

“Nell'ambito del programma Sure, la Commissione Europea ha riconosciuto al nostro Paese 27,4 miliardi di euro, l'importo maggiore fra quelli assegnati ai diversi Stati europei. La decisione di implementazione che è stata approvata oggi, e che sarà adottata a breve dal Consiglio, fa esplicito riferimento alle principali misure attuate dal Governo per sostenere il lavoro e l'occupazione”. Lo ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, sottolineando che “grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l'emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell'arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro”. “È l'Europa della solidarietà e del lavoro che prende forma”, ha aggiunto

Che cos’è e come funziona Sure

Sure (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) è uno strumento europeo nato in seguito all’emergenza coronavirus per per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori a rischio a causa della pandemia. Fornirà assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti concessi dall'Unione europea agli Stati membri a condizioni favorevoli. I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell'occupazione: nello specifico, concorreranno a coprire i costi direttamente connessi all'istituzione o all'estensione di regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo per i dipendenti (per i quali viene erogato un sostegno pubblico per le ore non lavorate) e di altre misure analoghe per i lavoratori autonomi. Di fatto, serve a finanziare la cassa integrazione.

L'assistenza finanziaria nel quadro dello strumento Sure assumerà la forma di un prestito concesso dall'Ue agli Stati membri che ne fanno domanda.La Commissione contrarrà prestiti sui mercati finanziari per finanziare quelli agli Stati membri, che sarebbero poi concessi a condizioni favorevoli: gli Stati membri beneficerebbero quindi del buon rating di credito dell'Ue e di bassi costi di finanziamento. Questi prestiti saranno basati su un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri nei confronti dell'Ue. Lo strumento entrerà in funzione una volta che tutti gli Stati membri si saranno impegnati in relazione a tali garanzie che devono raggiungere un importo minimo (il 25% dell'ammontare massimo dei prestiti di 100 miliardi di euro).

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