segnali di criticità

Coronavirus: l’Rt sale a 1,06, sopra 1 in 13 regioni e due province autonome. Sono 3.805 i focolai attivi

L’indice più alto in Campania con 1,24, seguita dalla Sicilia con 1,22. Sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt sopra 1 in 13 regioni e nelle due province autonome: i dati

L’indice più alto in Campania con 1,24, seguita dalla Sicilia con 1,22. Sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico


3' di lettura

In Italia si registra un progressivo peggioramento dell’epidemia da coronavirus. Per la decima settimana consecutiva aumentano i casi Covid-19. E per la prima volta si registrano segnali di criticità significativi di diffusione del virus nel nostro Paese. C’è un carico dei servizi territoriali sotto monitoraggio per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali. Lo segnala il report settimanale di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, relativo al monitoraggio del periodo 28 settembre-4 ottobre 2020. «É obbligatorio - ricorda il report - adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi, in particolare il distanziamento fisico e l’uso delle mascherine, per limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell'epidemia».

Rt nazionale a 1,06, sopra 1 in 13 regioni e due provinc4 autonome

Nel periodo 17-30 settembre 2020, è salito l’Rt del paese: «L’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,06», segnala il report. Sopra 1 in 13 regioni e nelle due province autonome di Trento e Bolzano. Solo sei regioni sono sotto l’1, fra cui la Lombardia.Ecco tutti i numeri: Abruzzo 1,13, Basilicata 0,93, Calabria 1,02, Campania 1,24, Emilia Romagna 0,84, Friuli Venezia Giulia 1,09, Lazio 1,16, Liguria 1,09, Lombardia 0,95, Marche 0,91, Molise 0,61, provincia autonoma di Bolzano 1,1, Piemonte 1,3, provincia autonoma di Trento 1,18, Puglia 1,01, Sardegna 1,01, Sicilia 1,22, Toscana 0,99, Umbria 1,12, Valle d’Aosta 1,09, Veneto 1,13.

Rezza: «Aumentano i casi: serve prudenza»

«Aumenta per la decima settimana consecutiva il numero di casi di Covid-19, ma questa volta un po' di più rispetto alle scorse settimane. L’Rt supera di poco l'unita. Si registrano focolai e casi sporadici in tutte le regioni e il numero di ricoveri tende ad aumentare, anche se non si registra un sovraccarico di terapie intensive», è il videocommento di Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione ministero della Salute. In questa fase, ricorda, «bisogna essere estremamente prudenti, evitare assolutamente aggregazioni ed eventi sia pubblici che privati, utilizzare sempre la mascherina, adoperare misure di distanziamento fisico e curare l'igiene delle mani».

Rafforzate le misure preventive

Il report ricorda il rafforzamento delle misure fatto in questa settimana con un decreto legge e un’ordinanza del ministro della Salute, in particolaresull’utilizzo delle mascherine anche in luoghi all’aperto, prima obbligatorio solo in alcune regioni. «Rimane fondamentale - spiega il report - mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull'importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali: lavaggio delle mani, uso delle mascherine e distanziamento fisico».

In 17 fra regioni e province autonome aumentano i casi

Diciassette, fra regioni e province autonome, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. Scende la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (31,8% dei nuovi casi vs 35,8 la settimana precedente), mentre aumenta la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (33,2% vs 28,2%). Il 29,1% dei nuovi casi è stato rilevato attraverso la comparsa di sintomi e nel 5,9% non è stato riporto l'accertamento diagnostico.

Sono 3.805 i focolai attivi

Il report segnala complessivamente 3.805 focolai attivi, di cui 1.181 nuovi, entrambi in aumento per la decima settimana consecutiva. Nella settimana di monitoraggio precedente erano stati segnalati 3.266 focolai attivi di cui 909 nuovi. Registrati focolai in quasi tutte le province italiane: 104 su 107. La maggior parte dei focolai, segnala il report, continua a verificarsi in ambito domiciliare (77,6%). In calo, invece, la percentuale dei focolai rilevati nell'ambito di attività ricreative (4,1% contro il 4,5% la settimana precedente). Sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico.

Aumentano i ricoverati

A livello nazionale continua a salire il numero di persone ricoverate (3.287 contro 2.846 in area medica, 303 contro 254 in terapia intensiva nei giorni 4/10 e 27/9, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva.


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