Report Cabina di regia

Coronavirus, timore per la variante Delta al 22,7%. In 16 regioni fino al 70,6%

L’Rt scende a 0,63, incidenza in calo a 9 casi ogni 100mila abitanti

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, la corsa delle varianti: ecco a che punto siamo

4' di lettura

In Italia la variante Alfa è al 57,8%, mentre la Delta rapresenta il 22,7% dei casi. Lo attesta la nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler.

Variante Delta al 22,7%, in 16 regioni fino al 70,6%

In Italia alla data del 22 giugno scorso la prevalenza della cosiddetta variante Alfa (B.1.1.7) era del 57,8%, in calo rispetto all’88,1% del 18 maggio, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 16,7% e il 100 per cento. Alla stessa data, la variante cosiddetta Gamma (P.1) aveva una prevalenza pari a 11,8% (con un range tra 0 e 37,5%, mentre nella precedente survay era al 7,3%). La cosiddetta variante Delta (B.1.167.2) aveva una prevalenza pari al 22,7% ed è stata identificata in 16 fra regioni e province autonome, con un range tra lo 0 e il 70,6 per cento. Il report spiega che l'indagine integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate, ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione. La cosiddetta variante Kappa, ad esempio, uno dei sottotipi di B.1.617 (B.1.617.1), non è stata trovata nella flash survey, ma diversi casi sono stati segnalati sulla piattaforma integrata che invece raccoglie le analisi giorno per giorno. All'indagine hanno partecipato tutte le regioni e le province autonome e complessivamente 113 laboratori. Sono stati sequenziati 772 campioni.

Loading...
Coronavirus, i contagi nelle regioni ogni 100mila abitanti: Basilicata a 18.6, Liguria a 3.3

Brusaferro: «Fondamentale il tracciamento sistematico»

«La crescita della prevalenza della variante Delta - ha commentato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro - è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione. È fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche ieri (1 luglio 2021, ndr) dall'Ema, questo garantisce la migliore protezione».

Coronavirus, Rt nazionale scende a 0.63: Molise a 0, Basilicata a 1.35

Variante Delta in aumento

Il report segnala che «nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante. Mentre la variante Alfa (B.1.1.7), se pur ancora predominante, vede diminuita la sua stima di prevalenza a livello nazionale, dall'indagine si evince che la variante Gamma (P.1 e suoi sottolignaggi) ha una prevalenza in leggero aumento rispetto alla precedente indagine e che la variante Delta (B.1.167.2) è in aumento». Nel documento si precisa che rispetto a questo dato bisogna considerare che la prevalenza potrebbe essere sovrastimata a causa della presenza di numerosi focolai (che vengono identificati e quindi indagati in maniera più estesa) nelle varie regioni e province autonome.

Fondamentale il monitoraggio delle varianti

Il documento segnala che nell’attuale scenario europeo e nazionale, caratterizzato dalla circolazione di diverse varianti, «è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti e in particolare di quelle a maggiore trasmissibilità o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria». Molto importante per contenere l'impatto è mantenere l'incidenza a valori che permettano il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi positivi e il sequenziamento massivo del nuovo coronavirus, «per individuare precocemente e controllare l'evoluzione di varianti genetiche nel nostro Paese».

Cala l’Rt a 0,63, incidenza ogni 100mila abitanti a 9 casi

Intanto il report della Cabina di regia sul nuovo coronavirus vede i numeri in miglioramento. Calano l’Rt e l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti, ma preoccupa la variante delta. Nella settimana dal 21 al 27 giugno si registra un calo dell’indice di trasmissibilità Rt da 0,69 delle due settimane precedenti a 0,63. L’incidenza che passa da 11 a 9 casi per 100mila abitanti.

Allarme sulla variante Delta: serve un tracciamento capillare

Anche nel report della Cabina di regia gli esperti lanciano l’allarme sulla variante delta/kappa, che proprio è stata oggetto di un monito Oms sul rischio di un’ulteriore ondata pandemica. L’Oms aveva lanciato un allarme sulla possibilità di una nuova ondata del virus, spinta dai contagi che hanno ripreso a correre. «Sebbene in assoluto i nuovi casi siano in diminuzione – si legge nel documento - la proporzione di casi di infezione da virus Sars-CoV-2 causati da varianti delta/kappa è in aumento in Italia. La maggior parte di questi casi è attribuibili a focolai circoscritti riportati in varie parti del Paese. Poiché la variante delta sta portando a un aumento dei casi anche in Paesi con alta copertura vaccinale, è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi».

Prevenire recrudescenze con le vaccinazioni

Poi l’indicazione a «raggiungere una elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità. Sulla base dei dati e delle previsioni Ecdc, della presenza di focolai causati dalla variante virale delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l'attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale».

Pressione sugli ospedali sotto soglia critica in tutte le regioni

Meno pressione sugli ospedali. Il report segnala che «la pressione sui servizi ospedalieri si conferma al di sotto della soglia critica in tutte le regioni e province autonome». Tutte «sono classificate a rischio basso» e «hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno». Il documento precisa che nessuna regione e provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. «Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 3%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate» che passa da 362 del 22 giugno 2021 a 240 del 29 giugno 2021. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (3 per cento). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 2.289 del 22 giugno a 1.676 del 29 giugno. Solo «due Regioni, Sardegna e Puglia, riportano una allerta di resilienza - si legge nel report - nessuna Regione riporta molteplici allerte».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti