Il report della cabina di regia

Coronavirus, per la quinta settimana aumentano i casi. Sei regioni con Rt sopra 1

Sardegna con Rt a 1,99, seguita dal Friuli Venezia Giulia all’1,18, dall’Abruzzo a 1,14, dalla Puglia a 1,08, dalla Toscana a 1,05, dalla Campania è a 1. La maggior parte dei casi contratta sul territorio nazionale, importati dall’estero il 15% dei nuovi casi diagnosticati

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt sopra 1 in sei regioni: ecco tutti i dati

3' di lettura

Per la quinta settimana di seguito si registra un aumento dei casi di coronavirus in Italia. Il report è della Cabina di regia del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, che esamina i dati della settimana 24-30 agosto 2020. La maggior parte dei casi è contratta sul territorio nazionale: risultano importati dall’estero il 15% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio. Il 17,6% dei casi sono importati da altra regione o provincia.

Risale l’Rt dell’Italia: 1,18

Il report segnala una risalita dell’Rt, l’indice di trasmissione nazionale calcolato sui casi sintomatici, pari a 1,18. «Questo indica - spiega il report - che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening e tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero, vi è stato un aumento del numero di casi sintomatici contratti localmente e diagnosticati nel nostro Paese». È la quinta settimana consecutiva con aumento dei contagi e una incidenza cumulativa dal 17 al 30 agosto di 23,68 per 100mila abitanti.

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Sei regioni con Rt sopra 1

Sono sei le regioni che registrano un Rt sopra 1: in testa la Sardegna che si attesta a 1,99, seguita dal Friuli Venezia Giulia all’1,18, dall’Abruzzo a 1,14, dalla Puglia a 1,08, dalla Toscana a 1,05, dalla Campania che è a 1. Meglio di tutti l’Rt della Basilicata a 0,02. L’Emilia Romagna è a 0,97, la Liguria e l’Umbria a 0,92, il Piemonte a 0,90, la Lombardia a 0,89, il Veneto a 0,87, la Sicilia a 0,82, le Marche e la provincia di Trento a 0,78, il Lazio a 0,76, la provincia di Bolzano a 0,71, la Calabria è a 0,66, il Molise a 0,24, la Valle d’Aosta a 0,22.

Rezza: focolai da rientro da località turistiche

«I casi di Covid-19 in Italia aumentano per la quinta settimana consecutiva e l’Rt si assesta di poco sopra 1. Ci sono molti focolai in diverse regioni italiane la maggior parte dei quali sono causati da rientri da aree turistiche», ha detto il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio settimanale Iss-Ministero. «Aumenta - ha spiegato - di poco il carico ospedaliero e soprattutto non vediamo una congestione, né a livello delle strutture sanitarie, né delle terapie intensive. Del resto l’età delle persone colpite è intorno ai 30 anni, quindi piuttosto giovanile. Data la situazione bisogna continuare ad avere comportamenti prudenti, evitare assembramenti, mantenere il distanziamento fisico, lavarsi frequentemente le mani, usare le mascherine in luogo pubblico».

È di 32 anni l’età media

L’età media dei casi diagnosticati nell'ultima settimana «è di 32 anni, in leggero aumento rispetto alla settimana scorsa». La circolazione, spiega il report, avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità.

Il 68% dei casi diagnosticati grazie a screening e contact tracing

Cambiano le dinamiche di trasmissione, con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all'estero. Il 39% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 29% nell'ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%). Nel 5% dei casi non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

Aumentano le ospedalizzazioni

Tredici fra regioni e province autonome hanno riportato un aumento del numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. In quasi tutte le Regioni si registra «un iniziale aumento nel numero di ospedalizzazioni, in nessuna delle regioni o province autonome sono stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali».


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