circolare

Coronavirus, Lamorgese ai prefetti: «Attenzione a infiltrazioni mafiose»

Direttiva del ministro dell’Interno: le procedure non devono penalizzare «la ripresa e la competitività del nostro sistema produttivo». Attenzione alle infiltrazioni mafiose

di Marco Ludovico

Coronavirus, Lamorgese: strategia legalità in chiave preventiva

2' di lettura

Monitorare il disagio sociale, prevenire e contrastare la minaccia mafiosa già in agguato, garantire la coesione sociale. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, impegna i prefetti nella sfida più difficile: diventare protagonisti del rilancio del territorio nell’incrocio dell’azione di sicurezza pubblica e quella di impulso nel dialogo e la mediazione tra gli attori sociali ed economici. Per riuscire, tutti, a risollevarsi.

L’attenzione al mondo delle imprese
Il ministro dell’Interno chiede ai prefetti «particolare attenzione» da rivolgere «al mondo delle imprese anche al fine di favorire un rapporto ancora più agevole con le amministrazioni pubbliche». E ricorda loro che «in questa fase, i ritardi, le disfunzioni organizzative e le sovrapposizioni procedurali rappresenterebbero un peso intollerabile per le aziende, penalizzando inevitabilmente la ripresa e la competitività del nostro sistema produttivo».

Loading...

Così come raccomanda «capacità di mediazione dei conflitti e azione a tutela dei diritti civili, sociali, politici ed economici, compreso quello della libertà di iniziativa economica che, per le difficoltà del momento, può risultare maggiormente permeabile a rischi di condizionamento mafioso».

I settori più a rischio di inquinamento mafioso
Se diventa così «fondamentale l’azione di prevenzione e contrasto dei tentativi della criminalità organizzata di penetrare il tessuto produttivo» il ministro dell’Interno indirizza i prefetti sui settori economici più sotto tiro. «Un focus specifico potrà essere dedicato alle dinamiche societarie della filiera agroalimentare, delle infrastrutture sanitarie, della gestione degli approvvigionamenti, specie di materiale medico - dice la direttiva - del comparto turistico-alberghiero e della ristorazione, nonchè dei settori della distribuzione al dettaglio della piccola e media impresa».

Dialogo con categorie produttive, parti sociali, sistema creditizio
Il quadro del rischio è noto: «Alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco, da un lato, la recrudescenza di tipologie di delittuosità comune e il manifestarsi di focolai di espressione estremistica». Dall’altro lato c’è «il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali».

Anche per questo i prefetti devono «dare massimo impulso alle attività di ascolto, di dialogo e confronto con gli attori istituzionali, i rappresentanti territoriali delle categorie produttive, delle parti sociali e del sistema finanziario e creditizio».

Il ruolo di garanzia della coesione sociale
«Accanto alla difesa dei valori della legalità e della pacifica convivenza è essenziale, in questo particolare momento, il presidio della coesione sociale» ricorda la titolare del Viminale. I profili di fragilità sono numerosi. I prefetti potranno così fare «un’opera di sensibilizzazione rivolta agli enti territoriali competenti ad adottare ulteriori misure di sostegno a situazioni di disagio sociale ed economico e di assistenza alla popolazione».

E va sollecitata «l’attivazione di sportelli di ascolto e la promozione di iniziative di solidarietà a vantaggio delle fasce di cittadini con maggiori difficoltà. In tale ambito, una particolare premura dovrà essere prestata, tra gli altri, al tema del disagio abitativo». Mai prima d’ora ai prefetti è stato chiesto un ruolo così strategico.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti