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Coronavirus: «Lieve aumento dei casi: serve prudenza». Rt nazionale a 1,01, dodici regioni sopra 1

Tendenza all’aumento, nonostante le misure di lockdown abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione. Età mediana scende a 40 anni

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt sopra 1 in 12 regioni: ecco tutti i dati

Tendenza all’aumento, nonostante le misure di lockdown abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione. Età mediana scende a 40 anni


3' di lettura

«Situazione fluida e lieve aumento dei casi: mantenere la linea della prudenza». Sono le indicazi0ni che emergono dal monitoraggio sull’andamento del coronavirus in Italia condotto dalla cabina di regia ministero della Salute-Iss, dal 27 luglio al 2 agosto 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Il report evidenzia come, sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da coronavirus,«al momento siamo in una situazione che mostra una tendenza in aumento: persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all'importazione di casi da Stati esteri». É necessario mantenere alto il rispetto delle misure di prevenzione adottate in Italia.

Rt nazionale a 1,01

L’Rt, l’indice di trasmissione nazionale calcolato sui casi sintomatici, è pari a 1.01. Il report segnala che «al netto dei casi identificati attraverso attività di screening e dei casi importati, il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane». Nella settimana 27 luglio-2 agosto dodici fra regioni e province hanno l’Rt sopra 1, tre sono a quota zero: Sicilia a 1,62 (era 1,55 nella rilevazione 20-26 luglio ),Bolzano 1,43 (era 1,07), Trento a 1,28 (era 1,34), Veneto a 1,28 (era 1,66), Campania 1,25 (era 1,42), Toscana a 1,2( era a 0,7), Liguria 1,16 (era 1,25), Marche a 1,13 (era 0,87), Lazio a 1,08 (era 1,04), Lombardia a 1,04 (era 0,96), Emilia Romagna a 1,01 (era 1,08), Puglia 1,1 (era 0,37), Piemonte a 0,87 (come la scorsa settimana), Abruzzo a 0,82 (era 0,77), Umbria a 0,58 (era a 0,28), Friuli Venezia Giulia 0,26 (era 0,41), Sardegna a 0,12 (era 0,08), Valle d’Aosta a 0,11 (era a zero la scorsa settimana), Basilicata a zero (la scorsa rilevazione era 0,04), Calabria, Molise a zero, come la scorsa settimana.

Tendenza all’aumento delle infezioni

C’è una tendenza all’aumento dei nuovi casi di infezione, sebbene rimanga nel complesso contenuto. Il report spiega che questo avviene anche «grazie alla ricerca e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari». La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi e dell’isolamento è uno dei motivi che permette una più tempestiva identificazione e assistenza clinica delle persone che si infettano.Necessari, quindi, la ricerca attiva e l’accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Indipensabile anche rafforzare le attività di “contact tracing” (ricerca dei contatti) per identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e tenere sotto controllo l’epidemia. Fondamentale il rigoroso rispetto di tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione, dall’igiene individuale all’uso delle mascherine, al distanziamento fisico.

Trovare strutture per le quarantene dall’estero

Il report punta l’obiettivo anche sulla necessità di rispettare i provvedimenti si quarantena, «anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere a un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale».

Scende l’età mediana

L’età mediana dei casi diagnosticati nell'ultima settimana «è ormai intorno ai 40 anni» e «questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari». I focolai coinvolgono sempre meno le persone anziane, anche per l’ aumento dei casi importati e per l’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse. C’è, dunque, un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari. Questa settimana in tutte le regioni e le province autonome sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione in quantro è più intensa l’attività di screening e si punta subito all’identificazione e al monitoraggio dei contatti stretti.

Focolai dall’estero e piccole catene locali

Oltre ai focolai di reimportazione dell’infezione, il report segnala alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine: «Questo evidenzia come ancora l'epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa». Undici fra regioni e province autonome hanno avuto un aumento di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente, fatto che secondo il report non può essere attribuito solo a un aumento di casi importati. I focolai presenti sono prontamente identificati ed indagati. Negli ultimi 14 giorni Rt con stime superiori a 1 in undici Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali. In alcune realtà regionali, anche se i casi sono diminuiti, continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati.


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