L’impatto del covid

Coronavirus, Iss: indice Rt supera 1 per la prima volta da 7 settimane. Mai così tanti morti dal dopoguerra. In 10 mesi 108mila in più

Nei dieci mesi dello scorso anno eccesso di mortalità del 21%, pari a 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, casi ogni 100mila abitanti: Bolzano a 376, Sardegna a 27

5' di lettura

Sale di nuovo l’Rt in Italia, per la prima volta sopra 1 in sette settimane. Nel periodo 10 - 23 febbraio l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 (range 0,98- 1,20), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno per la prima volta in sette settimane. Dieci fra regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Molise) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2 (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche). Lo segnala il nuovo monitoraggio Iss-Ministero della salute.

Coronavirus, Rt nazionale a 1,06: sopra 1 dieci fra regioni e province

Forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: 41.833 contro i 31.378 della settimana precedente. Scende la percentuale dei casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti (28,8% rispetto al 29,4%). Scende anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente). «Si conferma per la quinta settimana consecutiva - si legge nel testo - un peggioramento nel livello generale del rischio».

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Rossa la Campania, arancioni Friuli Venezia Giulia e Veneto

In base ai dati del report e alle indicazioni della Cabina di regia, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 8 marzo. La Campania passa in zona rossa. In area arancione le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. Il presidente della regione Calabria Nino Spirlì ha annunciato la chiusura di tutte le scuole per due settimane. Una specifica ordinanza, in vigore da lunedì 8 marzo e fino al 18, chiude tutte le scuole di ordine e grado e le università della Calabria. La didattica in presenza sarà consentita solo nei casi di handicap gravi degli studenti e per un numero limitato di ore. La Lombardia resta in zona arancione, ma con la «raccomandazione di adottare il massimo livello di mitigazione».

In tre regioni, Bolzano e Trento contagi oltre 250 su 100mila

Aumenta l’incidenza dei contagi: nella settimana 22-28 febbraio è di 195 su 100mila casi (la settimana precedente era 145 ogni 100mila casi). La soglia di incidenza pari a 250 casi a settimana per 100mila abitanti, che impone il massimo livello di mitigazione possibile, è stata superata questa settimana in cinque Regioni e province autonome: provincia autonoma di Trento (385,02 per 100.000 abitanti), provincia autonoma di Bolzano (376,99 per 100.000 abitanti), Emilia-Romagna (342,08 per 100.000 abitanti), Marche (265,16 per 100.000 abitanti) e Lombardia (254,44 per 100.000 abitanti). «L'incidenza di Covid-19 - ha sottolineato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità - sta aumentando a livello nazionale e abbiamo anche i dati proiettati a livello di questa settimana che mostrano un'ulteriore crescita. Andiamo oltre i 200» casi per 100mila abitanti, siamo quindi vicini a quella che viene identificata come la «soglia d'allarme».

In aumento i casi extra catene di trasmissione note

«Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi - spiega il report della Cabina di regia - non associati a catene di trasmissione (41.833 vs 31.378 la settimana precedente)». Scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti (28,8% vs 29,4%). In calo anche la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente). In calo i focolai nelle Rsa e nelle strutture assistenziali, mentre vengono segnalati alcuni focolai nelle strutture ospedliere.

Brusaferro: «Contagi soprattutto a livello familiare»

«Il contagio in questo momento avviene soprattutto a livello familiare. Questo è un elemento importante», ha affermato il presidente dell’Iss Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute sul monitoraggio settimanale. Preoccupa il tema delle varianti, con le quali dovremo convivere, ha detto Brusaferro: «La cosiddetta variante inglese è ormai largamente dominante nello scenario italiano, però preoccupano anche la brasiliana, la sudafricana o altre». Perciò «è molto importante, in caso di insorgenza di casi sostenuti da queste varianti, intervenire in maniera tempestiva e radicale per contenerle. Questo sta avvenendo in molte Regioni, ma è un richiamo a cui tutti dobbiamo essere estremamente sensibili».

Rezza: «Misure stringenti contro la brasiliana»

«La variante brasiliana - ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza durante la conferenza stampa - era presente in più del 4% dei ceppi isolati in Italia, ma ci preoccupa un po’ di più e bisogna fare uno sforzo maggiore per contenerla. Per questo come cabina di regia abbiamo invitato tutte le regioni dove è presente a implementare misure di restrizione e contenimento maggiori. Il momento è critico rispetto alla tendenza dell'epidemia, ma possiamo intervenire tempestivamente anche dando impulso alla campagna vaccinale». Rezza ha anche sottolineato che il vaccino AstraZeneca sarebbe efficace anche per gli anziani e non solo per gli over 65.

Istat-Iss: decessi in aumento, mai così tanti dal dopoguerra

Il numero dei decessi nel 2020 per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% in più).

Lo attesta il rapporto “Impatto dell'epidemia covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020”, prodotto congiuntamente da Istat e Istituto superiore di sanità. Tra marzo e dicembre 2020 l'impatto del Covid-19 sulla mortalità totale fa registrare un eccesso di mortalità del 21%, pari a 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019.

Il report Istat-Iss sulla mortalità in Italia

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In Lombardia +111,8% decessi nel 2020

Considerando i decessi per il complesso delle cause, durante la prima fase dell'epidemia si sono contati oltre 211.750 decessi (da marzo a maggio del 2020), 50.957 in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019. Il bilancio della prima fase dell'epidemia, in termini di eccesso di decessi per il complesso delle cause, è particolarmente pesante per la Lombardia (+111,8%). Per tutte le altre regioni del Nord l'incremento dei morti del periodo marzo-maggio 2020 è compreso tra il 42% e il 47%. Solamente il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno un eccesso di decessi più contenuto (rispettivamente +19,4% e +9,0%).

Al Centro si evidenzia il caso delle Marche (+27,7%), regione che si distingue rispetto all'incremento medio della ripartizione (+8,1%). A partire dalla metà di ottobre 2020 diventano via via più evidenti gli effetti della Seconda ondata dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità totale. Considerando i decessi per il complesso delle cause, durante il periodo ottobre-dicembre 2020 si sono contati 213 mila morti, 52 mila in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019.

Scenario in tre fasi

Lo scenario di diffusione epidemica può essere sintetizzato in tre fasi. Nella prima ondata, da febbraio alla fine di maggio 2020, si è verificata una rapidissima diffusione dei casi e dei decessi, con una forte concentrazione territoriale prevalentemente nel Nord del Paese.

Nella stagione estiva, da giugno a metà settembre - considerata una fase di transizione - , la diffusione è stata inizialmente molto contenuta. A partire dalla fine di settembre 2020 è partita la seconda ondata, con un nuovo aumento rapido dei casi fino alla prima metà di novembre, per poi diminuire. «Rispetto alla prima ondata epidemica - si legge nel report - la situazione della diffusione in Italia è notevolmente mutata sia in termini quantitativi che di distribuzione geografica».


Aumentano le morti degli over 80: 76mila decessi in più

L’incremento delle morti della popolazione con 80 anni e più «spiega il 76,3% dell'eccesso di mortalità complessivo - si legge nel report - in totale sono decedute 486.255 persone over 80 (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente)». Nella classe di età 65-79 anni, un altro 20% dell'eccesso di decessi con oltre 20mila decessi in più (per un totale di 184.708 morti nel 2020).

Sul fronte della seconda ondata, i suoi effetti in termini di eccesso di mortalità, che per il 75% riguarda le regioni del Nord, proseguono nel 2021. In particolare per gennaio si stimano 70.538 decessi, 2mila in più rispetto alla media dello stesso mese del periodo 2015-2019 e 8.500 in più rispetto a gennaio 2020. La Lombardia, il Veneto e l'Emilia-Romagna da sole spiegano il 50% dell'eccesso di gennaio 2021.

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