CORONAVIRUS

Coronavirus, cosa si può fare e cosa no nelle zone rosse, gialle e arancioni

Ecco le regole per le zone rosse, arancioni e gialle e la mappa dell’Italia con gli aggiornamenti che seguono l’evoluzione epidemiologica

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2' di lettura

(aggiornato alle 17.40 del 12 febbraio 2021)

Il sistema di classificazione di ogni Regione in «rosso», «arancione» e «giallo» a seconda dello scenario di rischio – deciso dal ministero della Salute sulla base di 21 parametri di riferimento – per il quale sono previste specifiche misure restrittive, è la cornice all’interno della quale si inseriscono i recenti provvedimenti. Il sistema a tre colori previsto dal Dpcm del 4 novembre 2020, e in vigore dal 6, doveva durare fino al 3 dicembre 2020. L’ultimo Dpcm del 3 dicembre 2020 lo ha tuttavia confermato, aggiungendo ulteriori limitazioni agli spostamenti per il periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio. Il divieto di spostamento tra regioni è stato poi esteso inizialmente fino a 15 febbraio. E poi fino al 28 febbraio. Così pure sono state introdotte limitazioni nelle visite alle abitazioni private. Da segnalare inoltre che il decreto legge del 14 gennaio 2021 ha istituto una nuova fascia bianca di minor rischio per le regioni già in area gialla, con un livello di rischio basso, se nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti.

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Quali sono i parametri per la classificazione?

I paramentri sono 21, tra cui: l’indice di contagio Rt, i focolai, la situazione di occupazione dei posti letto e la saturazione delle terapie intensive negli ospedali.
Vedi la mappa di Lab24 con tutti i dati

La definizione dei confini delle zone, d'intesa con i governatori, potrà riguardare l'intera Regione o «parti del territorio».

Che cosa si può fare nelle diverse fasce?

Ecco che cosa si potrà fare e cosa no in ognuno dei tre scenari (aprendo le singole schede sono visibili in dettaglio tutti i provvedimenti aggiornati con le schede ufficiali di Palazzo Chigi)

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Gli aggiornamenti

Con successivi provvedimenti le Regioni possono passare da una fascia all’altra. Per passare da una zona più rigida a una più soft devono trascorrere due settimane con dati compatibili con la fascia inferiore. Attualmente la penisola ha una colorazione prevalentemente gialla. Ma sono in aumento i lockdown locali. Nella provincia autonoma di Bolzano (arancione in base al monitoraggio della cabina di regia), ad esempio, le autorità locali hanno adottato autonomamente un lockdown di tre settimane a partire dall'8 febbraio. In Umbria (anch’essa arancione) la provincia di Perugia e alcuni comuni del ternano sono in fascia rossa in base a un'ordinanza della presidente Tesei. Da domenica 14 febbraio sono in zona rossa le province di Chieti e Pescara in Abruzzo.

ITALIA DIVISA IN TRE AREE
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Ecco dal 14 febbraio la divisione delle Regioni:

Zona rossa: nessuna regione

Zona arancione: Provincia Autonoma di Bolzano, Umbria, Toscana, Liguria, Abruzzo, Provincia autonoma di Trento

Zona gialla: Lombardia, Piemonte, Calabria, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto, Valle d'Aosta

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