Giornata della ricerca sul cancro

Coronavirus, Mattarella: «Covid allarma, dovere di responsabilità non è finito. Vincere la battaglia contro l’antiscienza»

Per il capo dello Stato è un dovere morale distribure vaccini in maniera equa

di Nicoletta Cottone

Il capo dello Stato Sergio Mattarella con Andrea Sironi, presidente Airc (Imagoeconomica)

4' di lettura

«I vaccini sono stati la nostra maggior difesa, se sono state salvate vite e sono state consentite le riaperture è merito della ricerca». Lo ha detto il presidente della repubblica Sergio Mattarella, durante l’annuale cerimonia promossa dall’Airc, appuntamento conclusivo dei ’Giorni della ricerca’. «La scienza è chiamata ancora ad intervenire, La pandemia ha prodotto pesanti conseguenze nella lotta contro il cancro». Anche per questo bisogna condurre la battaglia «contro l’antiscienza» perchè ci sono «nuclei che propagano l’antiscienza: è una sfida nei luoghi della modernità, occorre affrontarla e vincerla. ne va della prosecuzione di un percorso virtuoso».

Grazie ai passi avanti, battere cancro è un traguardo raggiungibile

«Voi tutti, scienziati, medici, ricercatori, volontari, sostenitori dell’Airc siete i benvenuti al Quirinale». L’Airc, ha detto il capo dello Stato, ha incarnato «la grande intuizione e la grande speranza di sconfiggere cancro, quando appariva come un sogno. Insieme avete fatto grandi passi avanti. Oggi sappiamo che sconfiggere il cancro è possibile ed è un traguardo cui si può e si deve tendere. Non è ancora a portata di mano».

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Investimento in ricerca priorità per le politiche pubbliche

I fondatori dell’Airc, ha detto il capo dello Stato, «hanno voluto promuovere e proporre l’investimento in ricerca a Istituzioni e società come una priorità anche per le politiche pubbliche. Quell’investimento è diventato un grande moltiplicatore, ha allargato enormemente l’ambito del campo di indagini, dei risultati e oggi della ricerca interdisciplinare e va molto oltre lo specifico della medicina. La ricerca è un vettore indispensabile del benessere della società, una condizione per la cura più efficace della persona e al tempo stesso un motore di crescita economica, sociale e civile». Senza investimenti sulla ricerca, ha ricordato il capo dello Stato, «non vi sarà quello sviluppo equo e sostenibile posto al centro delle politiche europee e che abbiamo indicato come obiettivo comune dell’intero pianeta. Dobbiamo colmare ritardi storici in questo campo e abbiamo la possibilità di farlo».

Realizzare il Pnrr, ne va del nostro futuro

«Il Pnrr prevede investimenti importanti nella ricerca e nello sviluppo del Sistema sanitario nazionale: dobbiamo saperlo realizzare, ne va del nostro futuro e anche di quello dell’Europa visti gli investimenti che sono stati stanziati», ha detto il presidente della Repubblica.

Covid allarma, il dovere di responsabilità non è finito

«Il virus continua a provocare allarme. Non si è esaurito il nostro dovere è di responsabilità, soprattutto verso i più deboli. Siamo riusciti a realizzare una ripresa economica e i vaccini sono stato la nostra difesa, hanno consentito le riaperture. La ricerca è stata un grande esempio di collaborazione mondiale. Abbiamo visto una larga adesione alla campagna vaccinale che ha visto la quasi totalità degli italiani vaccinarsi per proteggere sè stessi e gli altri», ha detto il presidente Sergio Mattarella.

I vaccini sono la nostra maggiore difesa

Contro il Covid, ha sottolineato Mattarella, «abbiamo eretto un argine, siamo riusciti a imboccare la strada della ripartenza, grazie alla scienza che ci ha fornito gli strumenti per proteggerci e per riconquistare spazi di libertà, cui eravamo stati costretti per qualche tempo a rinunciare. Siamo riusciti a registrare una ripresa economica incoraggiante». Il capo dello Stato ha ribadito che i vaccini «sono stati la nostra maggiore difesa, hanno salvato migliaia e migliaia di vite, hanno ridotto le sofferenze, hanno consentito le riaperture. Sono stati realizzati e prodotti in un tempo così breve e in quantità così grandi come mai era accaduto nella storia. Anche questo è in larga misura merito della ricerca».

La distribuzione equa dei vaccini è un dovere morale

«I vaccini vanno posti nella disponibilità di tutti i Paesi in misura equa, è un dovere morale e interesse concreto di tutti per debellare il virus completamente, evitando che in un mondo sempre più strettamente connesso, si riproponga con pericolose varianti», ha detto il presidente della Repubblica.

Airc, in Italia a ricerca solo 1,4% Pil contro 2% media Europa

«Fra le conseguenze della crisi pandemica che abbiamo vissuto negli ultimi 2 anni, a fianco di quelle drammatiche ve n’è una che assume una valenza positiva. Mi riferisco all’accresciuta sensibilità nei confronti della ricerca scientifica e all’aumento della percezione della scienza come fattore cruciale per lo sviluppo civile, sociale ed economico del Paese. In Italia la spesa complessiva in ricerca e sviluppo, pari all’1,4% del Pil, è molto inferiore a quella media europea, pari a circa il 2% (Istat)». Lo ha detto il presidente della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Andrea Sironi.

Minori investimenti hanno effetto anche sul capitale umano

«Minori investimenti in ricerca - ha ammonito Sironi - non hanno solo un impatto sull’innovazione e sulla crescita della produttività, ma anche sul capitale umano. Dal 2010 ad oggi, Airc ha destinato finanziamenti superiori al miliardo di euro a sostegno della ricerca oncologica del nostro Paese, sostenendo i migliori progetti di ricerca e la formazione delle carriere dei nostri scienziati. É importante che i giovani che operano in Italia possano godere di condizioni di maggiore stabilità con l’inserimento in un percorso professionale caratterizzato da chiari criteri meritocratici che associno a determinati risultati specifici progressi di carriera».

Le nuove tecnologie stanno cambiando chirurgia oncologica e radioterapia

«Airc è nata oltre 50 anni fa dall’idea lungimirante che la ricerca è l’arma fondamentale per arrivare a curare il cancro», ha ricordato Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Fondazione Airc. «Negli ultimi anni - ha aggiunto - i laboratori di ricerca hanno visto un cambiamento epocale: a medici, biologi, biotecnologi si affiancano sempre più informatici, matematici, chimici, data manager, infermieri di ricerca, sottolineando l’importanza cruciale della massa critica, dell’organizzazione e della complementarietà delle competenze. Le nuove tecnologiche stanno radicalmente cambiando la chirurgia oncologica e la radioterapia».

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