lotta al covid-19

Coronavirus, la moda in prima linea tra donazioni e progetti

Dalle donazioni di Dolce&Gabbana, Bulgari, Giorgio Armani al crowdfunding lanciato da Chiara Ferragni, fino all’alleanza di Mantero e Ratti

di Marta Casadei

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(Agf)

Dalle donazioni di Dolce&Gabbana, Bulgari, Giorgio Armani al crowdfunding lanciato da Chiara Ferragni, fino all’alleanza di Mantero e Ratti


2' di lettura

Sono passati quasi tre mesi dall’inizio, in Cina, dell’epidemia di Covid-19 che sta mettendo sotto scacco l’Italia, in primis, e il mondo intero.

La moda, che aveva già dimostrato il proprio impegno già all’epoca in cui il contagio era limitato alla Repubblica Popolare (un mercato chiave per il lusso) e i casi “importati” in Italia si contavano sulle dita di una mano, è quanto mai in prima linea nella lotta al virus.

A partire da donazioni e finanziamenti: fino ad ora aziende come Dolce&Gabbana, Bulgari e Giorgio Armani hanno fatto donazioni alle strutture sanitarie che si impegnanoquotidianamente per curare i pazienti infetti e, insieme, stanno cercando una cura al virus.

Le donazioni dei big della moda

Dolce&Gabbana ha finanziato un progetto di ricerca sviluppato da Humanitas University in collaborazione con i virologi dell’Ospedale San Raffaele di Milano; Bulgari ha donato un nuovo microscopio 3D all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, mentre Giorgio Armani ha stanziato 1 milione e 250 mila euro per gli ospedali Sacco, Istituto dei tumori, San Raffaele, Spallanzani (Roma ) e per finanziare la protezione civile. Anche Etro ha fatto una donazione al laboratorio di virologia dell’Ospedale Sacco per la lotta al coronavirus, coinvolgendo una serie di influencer e celebrity in una campagna virtuale, complice la maglietta “Milano never stops” che inneggia al dinamismo di Milano che la città non deve perdere (dal punto di vista creativo) anche in un momento in cui la responsabilità civile impone ai cittadini di stare a casa.

Il crowdfunding di Chiara Ferragni

C’è un’altra milanese d’adozione che si è impegnata in prima linea contro la diffusione del Covid-19: Chiara Ferragni, infatti, non solo ha cercato di sensibilizzare la platea (nutritissima: ha quasi 19 milioni di follower) dei propri seguaci con una serie di storie su Instagram che invitavano soprattutto i giovani a stare a casa e a tutelare la popolazione, ma, insieme al marito Fedez, ha avviato, con una donazione iniziale di 100mila euro, una campagna di crowdfunding per l’ospedale San Raffaele: la somma raccolta, infatti, andrà a finanziare la creazione di nuovi posti di terapia intensiva, occupati quasi interamente da malati di Covid-19 in gravi condizioni.

Complessivamente, la Regione Lombardia dispone di poco più di 900 posti letto (nelle strutture del Ssn) destinati a pazienti in terapia intensiva. Al momento della stesura di questo articolo le donazioni sono arrivate a 1.394.000 euro.

L’unione fa la forza (per tutelare produzioni e dipendenti)

La lotta non passa solo per i fondi. Ma anche per i progetti. Che spaziano dalla scarpa creata da Malloni (in vendita online, realizzata su misura) il cui ricavato andrà all’Ospedale Fatebenefratelli- Isola Tiberina (Roma) alla collaborazione tra due aziende storiche del comasco come Mantero e Ratti, entrambe attive nel serico: le due aziende si sono impegnate a condividere condividere prodotti e materiali, a rendersi back-up produttivo l’una dell’altra, a scambiarsi informazioni e a intraprendere una linea decisionale condivisa a tutela dell’attività produttiva. Per salvaguardare i posti di lavoro. Un patto aperto ad altre realtà che vorranno aggiungersi.

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