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Coronavirus, Moody’s smorza i toni: per le banche italiane «impatto limitato»

Per l’agenzia di rating solo inconvenienti operativi, gli istituti più piccoli potrebbero essere più penalizzati

di R.Fi.

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Per l’agenzia di rating solo inconvenienti operativi, gli istituti più piccoli potrebbero essere più penalizzati


1' di lettura

L’impatto sulle banche italiane legato alla diffusione del coronavirus sarà limitato e, con ogni probabilità, non andrà al di là di inconvenienti operativi, anche se gli istituti più piccoli potrebbe essere maggiormente penalizzati. È quanto afferma in un report Moody's, secondo cui difficilmente potranno essere intaccati i livelli di capitale e di liquidità delle banche; tuttavia - avverte l’agenzia - se il virus si diffonderà ulteriormente con ulteriori restrizioni nelle zone interessate l'effetto potrebbe essere maggiore.

Secondo Moody's l'impatto a livello di profittabilità sarà probabilmente più significativo per gli istituti basati su modelli tradizionali e con una rete di filiali nelle zone più soggette al contagio rispetto a quelli più diversificati e più digitalizzati.

Al proposito circa il 40% delle filiali italiane sono in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Dunque istituti più piccoli come Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Gruppo Cassa Centrale, Cassa Centrale Raiffeisen and Mediocredito Trentino-Alto Adige potrebbero essere più esposti a eventuali choc. Anche Bper e Credem sono basati in Emilia Romagna, si osserva, mentre banche con dimensioni decisamente più rilevanti come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm and Ubi Banca sono in Lombardia ma vantano una migliore diversificazione.

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