la mutazione

Coronavirus, la variante inglese fa paura: un positivo in Italia. Ecco che cosa sappiamo

Soggetto positivo trovato anche in Italia. L’Oms chiede di «rafforzare i controlli». Mentre si attende di capire l’efficacia dei vaccini anche contro il nuovo ceppo scoperto in Inghilterra

Allarme per la variante del virus, lockdown a Londra

5' di lettura

La nuova variante di coronavirus individuata nel Regno Unito è «fuori controllo» ha dichiarato il ministro alla Sanità britannico, Matt Hancock. Il nuovo ceppo del virus apparso in Inghilterra avrebbe una trasmissibilità molto maggiore, quantificata al 70% in più. E nella serata di domenica una persona, rientrata nei giorni scorsi dal Regno Unito, è stata trovata positiva e posta in isolamento. Ma non c’è alcun elemento che induca a pensare che possa essere resistente ai vaccini in distribuzione, ha precisato il capo dell’autorità sanitaria inglese, Chris Whitty.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha fatto sapere di essere in «stretto contatto» con le autorità del Regno Unito e di essere impegnata a fornire tutti gli aggiornamenti agli altri Stati membri «man mano che apprendiamo delle caratteristiche di questa variante (del virus) e delle sue implicazioni». L’Oms ha annunciato che la nuova variante è stata individuata anche in Australia, Olanda e Danimarca (dove sono 9 al momento i casi registrati).

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Anche in Italia soggetto positivo

Nella serata di domenica, una nota del ministero della Salute ha annunciato che «Il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare del Celio, che in questa emergenza sta collaborando con l'Istituto Superiore della Sanità, ha sequenziato il genoma del virus SARS-CoV-2 proveniente da un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna. Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l'aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti stretti, tutte le procedure stabilite dal Ministero della Salute».

Stop ai voli dal Regno Unito

Proprio l’Olanda è stato il primo Paese a dichiarare lo stop ai voli dal Regno Unito, fino al 1° gennaio, dopo la scoperta di un caso di contaminazione con la nuova variante britannica del coronavirus.

La decisione è stata poi seguita dal Belgio (che ha sospeso anche i treni con Londra) e dall’Italia, dove l’ultimo volo diretto a Londra Heathrow è decollato alle 15.12 dall’aeroporto di Fiumicino, con 55 passeggeri a bordo. «Chiunque si trovi già in Italia in provenienza dalla Gran Bretagna è tenuto a sottoporsi a tampone antigenico o molecolare contattando i dipartimenti di prevenzione», ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha firmato l’ordinanza valida fino al 6 gennaio.

E mentre l’Oms Europa chiede ai Paesi di «rafforzare i controlli», raccomandando di «aumentare la capacità di sequenziamento» del virus per capire meglio i rischi posti dalla variante, anche Germania e Francia sono in procinto di sospendere i collegamenti con il Regno Unito. I biglietti per i treni Eurostar da Londra a Parigi sono andati esauriti nel giro di un’ora, dopo i rumors sulle decisioni francesi. Infatti, intorno alle 19 è arrivata la chiusura totale della Francia, che ha deciso di sospendere, a partire dalle 23 ora di Greenwich di domenica 20 e per le successive 48 ore, tutti i trasporti di persone e di merci che prevedono movimentazione umana verso la Gran Bretagna.

Il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e quello del Consiglio europeo Charles Michel si erano in precedenza riuniti in videoconferenza per fare il punto sulla nuova variante del coronavirus.

Il nodo dei vaccini

Per il capo dell’autorità sanitaria inglese, Chris Whitty, il vaccino anti-Covid deve indurre ottimismo anche se per ora è «solo una supposizione» che funzioni contro la nuova variante. Il ministro italiano Speranza ha spiegato che «le prime informazione dicono che sembra non fare maggiori danni ma produce più contagiati e questo resta un problema molto serio. Sembra che i vaccini possano funzionare ugualmente ma servono informazioni più solide». «Già sabato sera - ha aggiunto - ho dato incarico ai nostri impianti e agli uffici di verificare le sequenze genomiche nel nostro Paese, dobbiamo assolutamente fare tutte le verifiche del caso».

Ottimista anche il ministro della Salute tedesco Jens Spahn che, parlando all'emittente pubblica Zdf, ha detto: «Secondo tutto quello che sappiamo finora» il nuovo ceppo «non ha alcun impatto sui vaccini», che rimangono «efficaci», citando «colloqui tra esperti presso le autorità europee».

La presenza, nella nuova variante, di alcune mutazioni «in zone ben delimitate della proteina Spike non mi fa sentire particolarmente preoccupato per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini in arrivo: gli anticorpi indotti dalla vaccinazione potranno comunque legarsi sulla stragrande maggioranza della superficie della proteina Spike che è rimasta invariata». Questo il commento di Giacomo Gorini, ricercatore dello Jenner Institute dell’università di Oxford, che sta lavorando con AstraZeneca allo sviluppo e alla sperimentazione del vaccino contro il Covid-19.

Perché i nuovi ceppi

«Il nuovo ceppo è stato sequenziato per la prima volta nel Regno Unito alla fine di settembre. Ci sono state 17 mutazioni che possono influenzare la forma del virus, inclusa la proteina spike esterna», secondo Nick Loman dell’Università di Birmingham nel Regno Unito, che fa parte di un team che ha monitorato e sequenziato nuove varianti.

«Il coronavirus è in continua mutazione e ci sono molte varianti con una o più mutazioni. A luglio, infatti, c’erano già almeno 12.000 “mutanti”. Il numero sarà ora più alto, sebbene molte mutazioni siano rare e i virus che le trasportano spesso muoiono».

Ci sono decine di migliaia di varianti che differiscono l'una dall'altra per almeno una mutazione nel genoma. «Ma due qualsiasi coronavirus Sars-CoV-2 da qualsiasi parte del mondo differiscono di solito per meno di 30 mutazioni - afferma Loman - e sono considerati tutti appartenenti allo stesso ceppo. I ricercatori parlano invece di diversi lignaggi».

Variante inglese non più cattiva

La nuova variante scoperta in Inghilterra è più veloce ma non più cattiva: al momento, infatti, non ci sono prove che sia capace di fare maggiori danni all’organismo e uccidere di più. Lo spiega il virologo Carlo Federico Perno, professore di Microbiologia, all'UniCamillus e International Medical University di Roma, e direttore del reparto di Microbiologia, Irccs Ospedale pediatrico Bambino Gesù in Roma, direttamente in contatto con il virologo Ravy Gupta, della Univesity College London, che ha isolato la nuova variante in pre-visione per la condivisione dei dati scientifici.

«Ho visionato lo studio - dice Perno - il coronavirus ha una capacità molto inferiore rispetto ai virus classici di modificarsi: in tutto è avvenuto circa una ventina di volte. Per il virus dell'Hiv ci sono state invece milioni di varanti e per quello dell'Hpv addirittura miliardi». Però, aggiunge, «come tutti i virus, quando può, migliora la sua capacità di infettare perché ha come obiettivo biologico quello di crescere. Più circola, più si modifica, e il suo tasso di variazione è funzione dei cicli replicativi»

Una variante significativa c’è già stata: quella che gli scienziati hanno denominato 614 D, «già presente in Italia a marzo nel 5% delle persone infettate, ora nel 100% e che ha reso più veloce la trasmissione, spiegando anche in parte la seconda ondata. Ed esiste anche un'altra variabile sudafricana».

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