prorogato stato di emergenza

Il Governo: mascherine subito obbligatorie all’aperto e nei luoghi chiusi (tranne a casa). Conte: «Tutela della salute al primo posto»

Multe fino a mille euro per chi non rispetta le norme anti contagio. Anche chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Olanda e Belgio dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio. Per chi non rispetta la quarantena arresto fino a 18 mesi e sanzione amministrativa fino a 5mila euro

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, le nuove regole dalla mascherina allo smart working

Multe fino a mille euro per chi non rispetta le norme anti contagio. Anche chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Olanda e Belgio dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio. Per chi non rispetta la quarantena arresto fino a 18 mesi e sanzione amministrativa fino a 5mila euro


5' di lettura

Subito operativo l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, in presenza di non conviventi. L’obbligo vale «in tutti i luoghi all’aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento» da altre persone. Obbligo anche in tutti i luoghi chiusi, tranne a casa.

Il Cdm ha dato il via libera alla proroga dello stato di emergenza causato dal coronavirus fino al 31 gennaio 2021 e ha approvato, nell’ambito del decreto legge Covid, una norma che proroga il dpcm con le norme anti contagio attualmente in vigore fino al 15 ottobre. Ora entro quella data andrà adottato un nuovo dpcm che confermi o aggiorni le regole anti contagio che sarebbero scadute oggi.

Loading...

Il testo del nuovo decreto legge

Visualizza

Dopo un tormentato via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza che autorizzava il Consiglio dei ministri a varare il dpcm per la gestione della pandemia da Coronavirus, la parola è passata all’Esecutivo, che con la proroga del dpcm ha preso tempo per discutere le modifiche.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quanto si apprende, ha firmato il decreto legge Covid approvato oggi in Consiglio dei ministri.

Conte: rigore per evitare misure restrittive ad attività produttive e sociali

Dinanzi a palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha illustrato brevemente le nuove misure, che impongono, a partire dall’8 ottobre, la mascherina sempre, tranne se isolati.

«Abbiamo introdotto una misura più rigorosa per questa fase: le mascherine d’ora in poi bisogna portarle con sé quando si esce di casa e indossarle in ogni caso a meno che non ci si trovi in una situazione di continuativo isolamento, ad esempio se si è isolati in campagna o in montagna. Per il resto la mascherina comunque va non solo portata, ma anche indossata». Il premier ha spiegato che si tratta di «misure rigorose per evitare misure restrittive per attività produttive e sociali».

Rigore anche nelle case private: «Anche in famiglia dobbiamo stare attenti. Se riceviamo amici e parenti stiamo attenti e manteniamo le distanze. Sono le situazioni in cui più si diffonde il contagio». Ha detto che «noi abbiamo sempre adottato una linea coerente: tutelare la salute è al primo posto, come la trasparenza dei dati, pubblicati ogni giorno, e i criteri di adeguatezza e proporzionalità delle misure».

Il premier ha spiegato che «abbiamo ritenuto opportuno e necessario recuperare il rapporto tra Stato e regioni che avevamo costruito nella fase più dura: potranno adottare misure più restrittive ma saranno limitate nell’allentamento, salvo misure concordate con il ministro della Salute».

Prorogati al 31 ottobre i termini per le domande di Cig

Nel decreto approvato in Cdm sono stati prorogati al 31 ottobre i termini per la presentazione delle domande di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga collegate all’emergenza coronavirus, ha reso noto la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

«In questo modo assicuriamo a tutte le imprese una ulteriore possibilità di inviare le richieste e i dati necessari al pagamento delle prestazioni di cig Covid-19 garantendo ai lavoratori l’accesso alle misure di sostegno al reddito previste dal decreto Agosto».

Mascherina sempre in tasca: gli obblighi all’aperto

Per contrastare la seconda ondata di contagi il decreto legge del governo prevede che si debba sempre avere in tasca o in borsa la mascherina, da usare sempre «nei luoghi al chiuso accessibilie al pubblico», inclusi i mezzi di trasporto. Ma anche in tutti i luoghi all’aperto quando ci si trovi in prossimità di persone non conviventi. L'obbligo non vale se si è all'aperto in un luogo isolato con persone conviventi.

Protezione sempre anche al chiuso, tranne a casa

La mascherina diventa obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, tranne le abitazioni private. L’obbligo al chiuso era previsto per i solo luoghi aperti al pubblico. L’ulteriore stretta scatta ovunque, tranne che nella propria abitazione. Restano operative le previsioni dei protocolli anti-contagio per specifiche attività economiche, produttive e sociali e le linee guida per il consumo di cibi e bevande.

Chi è escluso dall’obbligo

Restano esclusi dagli obblighi le persone che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini di età inferiore ai sei anni e chi ha patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e chi interagisce con loro.

Resta lo smart working semplificato

La proroga dello stato di emergenza lascia attivo la procedura di smart working semplificata, senza accordo individuale per attivare lo strumento. Resta l’obbligo di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro, di ristoranti e locali. Resta il limite di 200 persone per andare al cinema, a teatro e ai concerti al chiuso e di mille persone per quelli all'aperto.

Le norme anti contagio

Restano le norme anti contagio in vigore fin dall'inizio della pandemia, come ha confermato in Parlamento il ministro della Salure Roberto Speranza: distanziamento fisico di almeno un metro, divieto di assembramento, rispetto delle misure igieniche, in primis il lavaggio delle mani. Resta ovviamente l’obbligo di stare a casa con più di 37,5 di febbre.

Per chi non rispetta la quarantena arresto fino a 18 mesi e ammenda fino a 5mila euro

Chi trasgredisce le regole anti-contagio avrà una multa da 400 euro a 1000 euro. Multe ben più salate per chi ha contratto il coronavirus, ma non rispetta la quarantena: previsti da una parte una sanzione penale con l’arresto da 3 a 18 mesi e dall’altra un’ammenda da 500 a 5mila euro.

Quando il tampone è obbligatorio arrivando dall’estero

Anche chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Olanda e Belgio dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio. Finora l’obbligo del test molecolare o antigenico con il tampone è previsto per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna, oltre che da Parigi e altre sette regioni della Francia.

Le Regioni potranno applicare norme più restrittive

Il decreto legge autorizza le regioni ad applicare solo regole più restrittive rispetto a quelle adottate dal governo. Misure ampliative solo nel rispetto dei criteri fissati dai decreti e solo d’intesa con il ministero della Salute.

Proroga a fine 2021 per la app Immuni, che dialogherà con analoghe piattaforme europee

Novità anche per la piattaforma unica nazionale Immuni, che allerta i soggetti venuti in contatto con persone positive al Covid: resterà operativa fino al 31 dicembre 2021. L’operatività della app Immuni viene legata alle «esigenze di protezione e prevenzione sanitaria, legate alla diffusione del Covid 19 anche a carattere transfrontaliero, individuata con dpcm e comunque entro il 31 dicembre 2021».

La piattaforma dell'app Immuni, inoltre, potrà dialogare con altre piattaforme europee che abbiano lo stesso scopo: «É consentita l’interoperabilità con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell’Unione europea», si legge nel testo del decreto.

Questo significa che gli alert sui contatti con i contagiati potranno così essere attivi anche per i cittadini che vadano all’estero.

Arrivano altri 6,2 milioni per “Strade sicure”

Per garantire la prosecuzione dell'operazione Strade sicure anche in relazione all'emergenza Covid, recita il testo del decreto legge, «è autorizzata per l'anno 2020 l'ulteriore spesa di euro 6.197.854 di cui euro 1.365.259 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario ed euro 4.832.595 per gli altri oneri connessi all'impiego del personale. Alla copertura degli oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le emergenze nazionali».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti