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Coronavirus, nel nuovo decreto zona gialla rafforzata in settimana e arancione nei weekend. Scuola, le superiori ripartono l’11 in presenza al 50%

Prosegue il divieto di spostamento tra le regioni. Sì alle visite a parenti e amici, massimo in due persone, ma solo nel proprio comune. Si abbassa la soglia di accesso alle aree dove si applicano le norme più restrittive

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, la nuova stretta dal 7 al 15 gennaio. Si studia una zona bianca

Prosegue il divieto di spostamento tra le regioni. Sì alle visite a parenti e amici, massimo in due persone, ma solo nel proprio comune. Si abbassa la soglia di accesso alle aree dove si applicano le norme più restrittive


3' di lettura

Una zona gialla con qualche paletto in più durante i giorni feriali e una arancione nel fine settimana. Per evitare una ulteriore diffusione dei contagi, anche in zona gialla compare il divieto di spostamento tra le regioni e viene confermata la disposizione che consente di spostarsi verso un’altra abitazione nella regione per massimo due persone (accompagnate dai figli minori di 14 anni ed eventuali conviventi disabili). Sono le prime indicazioni contenute nel nuovo decreto approvato nella notte dal Consiglio dei ministri, in vigore fino al 15 gennaio. Dopo uno scontro in Cdm fissato in tarda notte la ripresa dell'attività in presenza, per il 50% degli studenti delle superiori, scatta a partire dal prossimo 11 gennaio.

No agli spostamenti fra le regioni

Il testo del decreto conferma che fino al 15 gennaio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori delle diverse regioni o province autonome. Possibili solo gli spostamenti fra regioni motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito, come già confermato dai precedenti decreti, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non ci si potrà spostare nelle seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma.

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Zona arancione in festivi e prefestivi

Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 7 e il 15 gennaio in Italia si applicano le restrizioni da zona arancione, ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai confini. Vietato però spostarsi verso i capoluoghi di provincia.

Il coprifuoco resta alle 22: sì alle visite a parenti e amici, massimo in due

Il nuovo decreto conferma la norma che consente una visita al giorno ad amici e parenti: è infatti permesso lo spostamento verso una sola abitazione privata, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi. Palazzo Chigi precisa che lo spostamento è nel proprio comune (e non nella regione come indicato in un primo momento). Le due persone possono essere accompagnate dai minori di 14 anni sui quali esercitano la potestà genitoriale e dalle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Resta, dunque, alle 22 il coprifuoco, dopo che era stato ventilato l’anticipo alle ore 20.

Si abbassa la soglia di accesso alle zone rosse e arancioni

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha portato in Cdm l’inasprimento delle soglie che definiscono il passaggio di una regione o di una provincia autonoma in fascia arancione o rossa. Sarà proprio il ministro della Salute, con propria ordinanza, ad applicare a una o più regioni nel cui territorio si manifesta un'incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti le misure da zona arancione se lo scenario è “di tipo 2” e il livello di rischio è “moderato” o “alto” e quelle da zona rossa se lo scenario è “di tipo 3” e il livello di rischio è “moderato” o “alto”. C’è da dire che dall’ultimo report tutte le regioni e le province autonome superano abbondantemente la soglia dei 50 contagi ogni 100mila abitanti. Dal report della Cabina di regia emergono in media in Italia 305 casi ogni 100mila abitanti: l’incidenza più alta in Veneto con 969 casi ogni 100mila abitanti, la più bassa in Calabria con 131.

Il nodo delle scuole

Lungo scontro sul nodo delle scuole superiori in Cdm, risolto solo in tarda notte: ripresa dell'attività in presenza, per il 50% degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio. Sulla riapertura, prevista inizialmente per il 7 gennaio, c’è stata grande tensione. Alla fine di una lunga mediazione è stata decisa la ripartenza l’11 gennaio del 50% degli studenti delle superiori. I dem avevano proposto di rinviare l'apertura al 15 o al 18 gennaio. Le ministre di Italia Viva Bellanova e Bonetti non erano d’accordo, come la titolare dell'Istruzione Lucia Azzolina. E nel mirino del M5S, a un certo punto, è finita anche la ministra dei Trasporti Paola De Micheli sull’organizzazione dei trasporti. Poi l’accordo sull’11 dopo una discussione durata tre ore, ma le Regioni per ora vanno in ordine sparso. Veneto e Friuli Venezia Giulia e Marche hanno deciso lezioni a distanza fino al 31 gennaio, in Campania aule chiuse fino all'11. In Toscana si riparte il 7. Nelle prossime ore si cercherà una mediazione.

Procedure ad hoc per il consenso al vaccino

Per l’attuazione del piano di somministrazione del vaccino contro il contagio da nuovo coronavirus vengono fissate specifiche procedure per l’espressione del consenso alla somministrazione del trattamento, per gli ospiti di residenze sanitarie assistite (o strutture analoghe), che siano privi di tutore, curatore o amministratore di sostegno e che non siano in condizione di poter esprimere un consenso libero e consapevole alla somministrazione del vaccino.

Aggiornato alle 7.50 del 5 gennaio 2021

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