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Coronavirus, ecco il nuovo modello di autocertificazione: obbligo di dichiarare la non positività

Circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli: chi è fermato deve dichiarare di non essere positivo o in quarantena

di Marco Ludovico

Coronavirus, nuova autocertificazione: si dichiara la non positività

Circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli: chi è fermato deve dichiarare di non essere positivo o in quarantena


3' di lettura

Il ministero dell’Interno aggiorna il modello di autocertificazione per circolare nei centri urbani. È stata appena diramata a tutti i questori una circolare del prefetto Franco Gabrielli, direttore del dipartimento di Pubblica sicurezza.

Dichiarazione integrata
Inviata anche ai prefetti e ai Comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, la nota del Dipartimento Ps diffonde in sostanza a tutti gli agenti inpegnati nei controlli su strada un modello innovato con un’integrazione non da poco. L’interessato, infatti, deve dichiarare e sottoscrivere «di non essere sottoposto alla misura della quarantena»: tanto per esser chiari, nel modulo questa frase è scritta in grassetto e sottolineato. Non basta: deve inoltre asserire «di non essere risultato positivo al virus COVID-19».

Modifiche richieste dagli operatori
Gabrielli sottolinea come già il primo modello «si è dimostrato utile per accelerare le procedure di controllo da parte degli operatori della Forza pubblica e limitare gli aggravi a carico dei cittadini». Tuttavia, sulla base dei «feedback fatti pervenire a questo Dipartimento» è via via emerso come «la rete delle Autorità privinciali di p.s.» abbia «proposto di integrare il predetto modulo». L’obiettivo è «di rendere ancora più espliciti gli obblighi e le limitazioni cui sono soggetti gli spostamenti dei cittadini». La circolare ricorda come l’articolo 14 comma 1 del decreto legge n. 14 del 9 marzo «per garantire la salute pubblica nella situazione di emergenza in atto » autorizzi «il trattamento e la comunicazione di dati di natura sanitaria anche da parte dei soggetti deputati a garantire il monitoraggio e l’esecuzione delle misure».

Una moral suasion più forte
C’è stato in effetti più di un caso di persona positiva fattasi beccare in giro per strada dalle forze di polizia: la denuncia è scattata subito. In realtà il nuovo modello ha almeno altri due obiettivi. Tutelare ancor di più il personale delle forze dell’ordine destinato ai controlli, al lavoro spesso in condizioni sfibranti. Ma anche sottolineare - non basta mai visti certi episodi - la maggior consapevolezza possibile su un’emergenza dai contorni drammatici. La percezione della gravità sfugge ancora a troppi. E i casi di leggerezza e di incuria delle nuove regole, al di là dei controlli, non si contano.

Il nuovo modello del Viminale per l'autocertificazione

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La fotocopia del documento non serve
L’indicazione del prefetto Gabrielli a tutti i questori è dunque di distribuire agli agenti il nuovo modulo. La circolare, inoltre, ricorda: «Il modello prevede che l’operatore di polizia controfirma l’autodichiarazione, attestando che essa viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante». Di conseguenza, aggiunge la nota, «il cittadino viene esonerato dall’obbligo di allegare all’autodichiarazione una fotocopia del proprio documento di identità».

Controllate oltre 700mila persone
I dati diffusi dal ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, sulle verifiche svolte dall’11 fino al 15 marzo da polizia , carabinieri, finanzieri e polizie locali, parlano di 665.480 soggetti fermati e 27.616 denunciati. Siamo a circa 130mila controlli al giorno, l’aggiormenento di oggi di certo sfonderà quota 700mila. Da aggiungere, sempre nei primi cinque giorni con le nuove regole, il bilancio delle le verifiche sulle attività commerciali: sono state 317.951 con un totale di 1.102 esposti da parte delle forze dell’ordine. In campo circa 40mila agenti fin dal primo giorno messi subito su strada dai vertici delle forze di polizia. Senza trascurare la disponibilità dei 7mila militari dell’Esercito di «Strade sicure» a disposizione dei prefetti.

Per approfondire:
Coronavirus: Viminale, linea dura per i furbetti dei controlli

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