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Coronavirus, il nuovo verbale di accertamento delle violazioni

Cambia la modulistica delle forze dell’ordine impegnate nei controlli a cittadini e imprese. Alle prefetture tutte le denunce delle procure

di Marco Ludovico

Coronavirus, ecco il nuovo modulo di autodichiarazione

Cambia la modulistica delle forze dell’ordine impegnate nei controlli a cittadini e imprese. Alle prefetture tutte le denunce delle procure


2' di lettura

Non è cambiato soltanto il modulo di autocertificazione per giustificare gli spostamenti con le nuove regole disposte dal decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020. Anche le forze di polizia su strada per i controlli - Arma dei carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e polizie locali - devono di conseguenza riadattare la modulistica di cui oggi forniamo un esempio. I nuovi modelli vanno trasmessi ai prefetti vista la depenalizzazione delle sanzioni prevista dal decreto legge.

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I nuovi verbali in uso
Fin dal giorno di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del nuovo decreto i comandi territoriali delle forze dell’ordine hanno rivisto e integrato i precedenti modelli di verbale. Al momento non ce n’è ancora uno uguale per tutti ma al di là della grafica o qualche dettaglio i moduli sono nella sostanza simili. E fanno comprendere ancor meglio quali sono i comportamenti a rischio.

Le nuove casistiche
Oltre a specificare se il cittadino fermato si trova a piedi o con un mezzo e se è da solo o in compagnia, il verbale elenca una serie di situazioni oggi diventate irregolari. Come trovarsi «in compagnia di altre persone riunite/assembrate» in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Rientrare «presso il proprio domicilio/abitazione/residenza senza comprovati motivi». E ancora «attività ludica, ricreativa, sportiva e motoria all’aperto o in altri luoghi aperti» svolta dal cittadino «distante dal proprio domicilio»: così non si può più fare.

Controlli a raffica ogni giorno
Come resoconta il sito del ministero dell’Interno guidato da Luciana Lamorgese, nella giornata di giovedì 26 marzo sono state controllate circa 184mila persone ma soprattutto sono già scattate le prime 1.515 sanzioni con il nuovo regime del decreto legge n. 19. Il rigore e le raccomandazione ai cittadini sono state fatte più volte dal ministro Lamorgese e dal capo della Polizia Franco Gabrielli. In strada, decine di migliaia di agenti con un lavoro ininterrotto destinato alla tutela della salute di tutti. Spesso rischiando la propria: soprattutto nei centri minori, e non solo, la dotazione di mascherine alle forze di polizia non è ancora sufficiente.

Prudenza sui provvedimenti di sospensione
Ieri, 26 marzo, il Viminale ha inviato ai prefetti una nuova circolare firmata dal capo di gabinetto, Matteo Piantedosi, pubblicata sul sito dell’Interno. La nota ministeriale raccomanda «una prudente valutazione dei presupposti» prima di esercitare il potere di autorizzare o meno «lo svolgimento delle attività che non sono oggetto di provvedimenti di sospensione». Va svolta una «funzione di contemperamento tra l’esigenza di garantire la continuità dei servizi di pubblica utilità e il rispetto della libera iniziativa individuale». Le prefetture con il nuovo decreto legge devono poi farsi carico delle denunce ex art. 650 c.p. trasmesse finora nelle procure della Repubblica.

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