emergenza coronavirus

Quasi 4 milioni di studenti a casa. Ma l’Oms chiede di tenere aperte le scuole

In buona parte è la conseguenza di quanto disposto dal Dpcm 3 novembre che, in via ordinaria, ha previsto per tutti gli studenti delle scuole superiori (oltre 2,7 milioni) la didattica a distanza integrata al 100%

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In buona parte è la conseguenza di quanto disposto dal Dpcm 3 novembre che, in via ordinaria, ha previsto per tutti gli studenti delle scuole superiori (oltre 2,7 milioni) la didattica a distanza integrata al 100%


2' di lettura

Sono 3,5 milioni gli alunni delle scuole statali e paritarie (oltre il 47% dell'intera popolazione scolastica) che dal 6 novembre non andranno a scuola e parteciperanno alle lezioni in remoto da casa, come era successo dal marzo a giugno scorso. I dati li fornisce Tuttoscuola. In buona parte è la conseguenza di quanto disposto dal Dpcm 3 novembre che, in via ordinaria, ha previsto per tutti gli studenti delle scuole superiori (oltre 2,7 milioni) la didattica a distanza integrata al 100% (rispetto al precedente 75%): tutti a casa collegati in Dad. In aggiunta, per le regioni individuate in area rossa (Lombardia, Piemonte, Calabria Valle d'Aosta) la Dad si estenderà ad oltre 316 mila alunni del secondo e terzo anno della secondaria di I grado. Ci sono poi le ordinanze regionali di Campania e Puglia che hanno sospeso le attività in presenza, la Campania per tutti (poco meno di un milione di alunni) e la Puglia per mezzo milione di alunni di elementari e medie. Anche se un’ordinanza firmata nella serata del 6 novembre dal governatore della Puglia Michele Emiliano ha disposto il ritorno in classe degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado (in applicazione del Dpcm 3 novembre 2020). Una decisione presa dopo che il Tar di Puglia ha sospeso la precedente ordinanza di Emiliano di chiusura di tutte le scuole (salvo quelle dell'infanzia).

La mappa degli studenti in Dad

Sulla base dei diversi dispositivi nazionale e regionali e dei dati della popolazione scolastica dell'intero sistema integrato, Tuttoscuola ha elaborato un quadro generale per regioni, riferito ai diversi settori, che consente di rilevare in valori assoluti e percentuali il dato degli alunni in presenza e in remoto. Dopo la Campania e la Puglia (rispettivamente con il 100% e l'84% di alunni a casa), seguono con percentuali tra il 43 e il 47% la Calabria, il Piemonte e la Lombardia, le regioni dell'area rossa. In fondo a questa sorta di graduatoria regionale, con percentuali comprese tra il 31 e il 32% si trovano le tre regioni del Nord Est (Friuli, Emilia e Veneto).

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Oms: in Europa esplosione casi ma scuole restino aperte

Intanto l’Oms osserva «un'esplosione» del numero di casi di Coronavirus in Europa ma invita gli Stati a misure «mirate e proporzionate». Per questo ritiene che le scuole debbano restare aperte «fino alla fine» ed essere chiuse solo come ultima ratio. Lo ha detto all'Afp il direttore dell'Organizzazione per l'Europa Hans Kluge.

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