Attualità

Coronavirus oggi. Gli Usa superano i 500mila decessi. Vaccino, oltre 3,5 milioni di dosi somministrate in Italia

● Lagarde: Bce continuerà a sostenere tutti settori economia
● Usa, ieri oltre 1.200 morti, in totale quasi 500.000
● Sanofi aiuterà Johnson & Johnson per produzione vaccino in Francia
● Ok Cdm a decreto, stop spostamenti fino al 27 marzo
● Confedilizia, «sconfortante che salti accordo maggioranza su sfratti»
● Battistini (Esercito): «alla Cecchignola 32 postazioni vaccino, 2500 dosi al giorno»
● Giani, «Aziende toscane possono produrre vaccini per fornire più dosi»
● Salvini a Radio24: no zona rossa totale, c'è bisogno di ritorno alla vita
● Londra annuncia piano per progressivo allentamento restrizioni
● Vaccino: oltre 3,5 milioni di dosi somministrate in Italia
●Covid: dal primo marzo tamponi gratis a studenti della Sapienza di Roma
●Vaccini, Grosseto: Pfizer-Biontech in farmacia per medici di famiglia
●Biden ordina bandiere a mezz'asta per 500.000 morti
●Johnson, stadi inglesi aperti fra maggio e giugno
●New York riapre i cinema se pur a capienza ridotta
● Le notizie sul virus di ieri 21 febbraio



  • Coronavirus, i vaccinati al 21 febbraio 2021
  • Fausto Gresini è vivo. Ci scusiamo con lui, la famiglia e i lettori

    La notizia della morte di Fausto Gresini, riportata da diverse agenzie e da altri giornali online oltre al Sole 24 Ore, per fortuna è falsa. Fausto, seppur in condizioni gravi, è vivo. Lo specifica anche un tweet di Gresini Racing. Tutte le nostre scuse vanno a Fausto, ai suoi cari, al suo team e ai nostri lettori.

  • Morto l’ex campione di motociclismo Fausto Gresini

    L'ex campione del mondo di motociclismo Fausto Gresini è morto oggi a Bologna, a causa di complicazioni legate al Covid. Lo si è appreso da fonti vicine al team di MotoGp di cui Gresini era a capo. Lo scorso 23 gennaio aveva compiuto 60 anni. Iridato nella classe 125 nel 1985 e 1987, Gresini era ricoverato da fine dicembre per una polmonite causata dal coronavirus.

  • Gli Usa superano i 500mila morti

    Gli Usa hanno superato i 500 mila morti per Covid, secondo i dati della Johns Hopkins university. Un bilancio pari a quello delle vittime della prima e seconda guerra mondiale, e della guerra del Vietnam.

  • In Brasile altre 639 vittime

    Il Brasile ha registrato 639 morti di Covid-19 e 26.986 contagi nelle ultime 24 ore. Lo rivela il Consiglio delle segreterie di salute. Dall'inizio della pandemia le vittime sono 247.143 a fronte di 10.195.160 contagi.

  • New York riapre i cinema se pur a capienza ridotta

    Il Governatore di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato che le sale cinematografiche potranno aprire al 25% della capacità a partire dal 5 marzo con non più di 50 persone per proiezione. Saranno necessarie maschere e posti a sedere assegnati, ha detto Cuomo. I cinema dovranno seguire gli standard statali di ventilazione.I cinema sono le ultime attività che il governatore ha permesso di riaprire poiché i casi di Covid-19 nello stato sono scesi dai loro massimi post-festivi. Cuomo ha anche annunciato l'intenzione di riaprire matrimoni ed eventi con catering. Ha permesso ai ristoranti di New York City di riprendere i pasti al coperto dall'inizio di questo mese.

  • Johnson, stadi inglesi aperti fra maggio e giugno

    Stadi riaperti nel Regno Unito fra maggio e giugno, nell'ambito della roadmap sul dopo lockdown annunciata oggi dal Premier britannico Boris Johnson. Lo ha ribadito lo stesso Johnson in una conferenza stampa serale da Downing Street, precisando che gli impianti sportivi - a condizione che tutti i dati previsti su contagi, varianti e vaccini restino frattanto positivi - potranno riaprire i battenti nella fase 3 del piano, non prima del 17 maggio, al pari di teatri, cinema e altri luoghi d'intrattenimento con un massimo di 10.000 spettatori; mentre un via libera più ampio alle presenze di pubblico per “la partire di calcio” potrà scattare nella fase 4 del piano, dal 21 giugno. Nei giorni scorsi il Regno - in pole position sul fronte del vaccini in Europa - si è offerto di ospitare tutte le partite degli Europei previsti per l'estate prossima, al momento programmati dalla Uefa in una formula sparpagliata tra varie capitali del vecchio continente.

  • Brescia, contagi ancora in aumento. Deciderà il Cts

    Il boom di contagi registrato in provincia di Brescia, con oltre 700 casi solo domenica (427 quelli odierni), preoccupa le autorità locali e nazionali tanto che il Cts sta valutando la situazione e potrebbe a breve decidere il da farsi.
    A spiegarlo è stato il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, in conferenza stampa. “Ho sentito il presidente Fontana che mi ha informato che il Cts farà le sue valutazioni a breve”, spiega il primo cittadino. “L'andamento e il numero dei contagi nella provincia di Brescia è in crescita da ormai parecchi giorni e adesso ha cominciato ad avere un impatto sulle strutture sanitarie con un graduale, anche se non drammatico incremento dei ricoveri”, sottolinea ancora Del Bono che indica in particolare la Franciacorta come la zona più colpita della provincia.
    “È evidente che il virus sta circolando e circola in maniera indistinta, anche perché, essendo in zona gialla, le persone si muovono e inevitabilmente il virus circola con esse”, dice ancora il sindaco della Leonessa che non parla, ancora per ora, di zona rossa.
    Sarà il Cts a decidere cosa fare, in base ai dati, e se eventualmente chiudere tutta la provincia o optare per chiusure chirurgiche, limitate cioè a pochi comuni o a singole zone.
    Certo è, precisa Del Bono, che “da questa situazione usciamo solo con una campagna massiva di vaccinazione e fino a che non avremo numeri importanti andremo avanti con chiusure e aperture graduali”. Da qui la richiesta di accelerare con la vaccinazione, aprendo non solo agli hub individuati secondo i criteri di Palazzo Lombardia (per Brescia sono la 'Omb Technology' e l'ex Frecciarossa) ma alle grandi fabbriche.

  • Nuove restrizioni a Ventimiglia e Sanremo fino al 5 marzo

    Non si tratta di una vera e propria 'zona rossa', che comprenderebbe ben altre restrizioni, ma nel distretto di Sanremo e Ventimiglia ci saranno “restrizioni in più”. Lo ha specificato Regione Liguria che ricorda che i provvedimenti che interesseranno la zona più direttamente a ridosso del confine italo-francese riguarderanno la chiusura scuole di ogni ordine e grado per distretti socio sanitari 1 (Ventimiglia e altri comuni) e 2 (Sanremo e altri comuni). Solo per il distretto 1 sono previsti divieti di asporto dalle 18 (solo delivery), di vendita alcolici dalle 18 e di assembramento. I sindaci potranno applicare ulteriori restrizioni in ambito urbano. Resta il divieto di circolazione tra comuni di distretti diversi, anche se dalla prossima settimana la Liguria passasse in zona gialla.

  • Biden ordina bandiere a mezz'asta per 500.000 morti

    Il presidente Usa Joe Biden ha ordinato le bandiere a mezz'asta sugli edifici federali per marcare la soglia del mezzo milione di morti per il coronavirus. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.

  • Merano sigillata per paura della variante

    Da quest'oggi la città di Merano è letteralmente sigillata. Per paura della diffusione della variante sudafricana del coronavirus, di cui sono stati accertati alcuni casi, da oggi vige l'obbligo di presentare un test antigenico negativo, non più vecchio di 72 ore, per entrare e uscire dalla città del Passirio. Le forze dell'ordine, coordinate dal Commissariato del Governo, hanno istituito posti di blocco e suddiviso la città in quadranti. Chi entra o esce da Merano viene controllato da carabinieri, polizia, esercito, guardia di finanza e polizia municipale. «Visto il flusso di diverse migliaia di pendolari e di tutto l'import ed export da e per la città i controlli sono ovviamente a campione», fa sapere il subcommissario Hermann Berger che coadiuva la commissaria straordinaria Anna Aida Bruzzese nella gestione straordinaria della città di Merano. «Oltre a controllare le persone che si muovono in macchina, occorre anche monitorare chi usa i mezzi di trasporto pubblici, pertanto i controlli si svolgono non solo alle uscite o entrate della città, ma anche nella stessa città», spiega Berger. «Visto che controllare tutto e tutti non si può, ci si appella al senso di responsabiltà», così il subcommissario. «Il Comune ha messo a disposizione due postazioni, dove vengono effettuati i test antigenci. Una si trova all'ingresso di Merano, a Sinigo, e l'altra nel polo scolastico di via Karl Wolf», spiega il comandante della polizia municipale Fabrizio Piras. «Sono diverse migliaia le persone che sono già state testate. Poche, invece, le persone respinte all'ingresso della città perchè prive del test negativo. E' presto, comunque per avere i numeri sull'incidenza dei positivi», sottolinea Piras. Per gestire il lavoro amministrativo delle postazioni in cui si effettuano i test, il Comune di Merano ha messo a disposizione 40 dipendenti amministrativi comunali, che affiancano il personale sanitario che materialmente esegue i test. Nel frattempo l'Azienda sanitaria ha precisato che i test di negatività al Covid-19 necessari per uscire dai comuni altoatesini blindati per la diffusione delle varianti del virus sono validi per tre giorni (72 ore), senza contare il giorno in cui il test è stato eseguito. «Ora vediamo come evolve la situazione», dice Piras, che fa notare che «da mercoledì oltre a Merano, Moso in Passiria, Riffiano e San Pancrazio, si aggiungono altri comuni, in cui è stata rilevata la presenza della variante sudafricana, ovvero Lana, Malles e tutti i comuni della Val Passiria, dove saranno in vigore le stesse misure».

  • Vaccini, Grosseto: Pfizer-Biontech in farmacia per medici di famiglia

    I flaconi, da sei dosi vaccinali appena decongelati del vaccino Pfizer, con tutto il corredo necessario, vengono inseriti in un contenitore ad hoc dalle farmacie ospedaliere, e distribuiti rapidamente alle farmacie territoriali attraverso i propri magazzini distributivi. Le farmacie, rispettando la catena del freddo, conservano i flaconi vaccinali a temperatura di 2- 8 gradi fino alla consegna al medico che ne ha fatto richiesta attraverso un'agenda digitale, nella quale ha indicati gli ultraottantenni suoi pazienti, gli unici che per il momento hanno diritto alla somministrazione. Tutto il processo, compresa l'inoculazione del vaccino, oltre ad essere eseguito a temperatura controllata, deve essere concluso entro 5 giorni dallo scongelamento del liquido vaccinale, pena la sua inefficacia.

  • Covid: dal primo marzo tamponi gratis a studenti della Sapienza di Roma

    Parte il 1° marzo la campagna di screening che offre agli studenti dell'Università La Sapienza di Roma la possibilità di sottoporsi gratuitamente a tamponi molecolari per la diagnosi di SARS-CoV-2. L'iniziativa è stata messa in campo con l'inizio del secondo semestre dell'anno accademico “quando la didattica in presenza sarà erogata agli studenti iscritti a tutti gli anni di corso, ovviamente nel rispetto delle misure di sicurezza previste e secondo una procedura di prenotazioni e alternanze”. “Non sfugge l'importanza di una campagna di tracciamento con tamponi molecolari per gli studenti, grazie alla disponibilità dell'Azienda Policlinico Umberto I - sottolinea la rettrice Antonella Polimeni - e dei suoi operatori che mi sento di ringraziare in modo particolare nella persona del direttore generale Fabrizio d'Alba.” I tamponi saranno effettuati su base volontaria e dietro prenotazione, nel punto sanitario allestito all'interno della città universitaria con la collaborazione del personale e con il supporto degli studenti tirocinanti delle professioni sanitarie.

  • Vaccini: Pfizer respinge le condizioni del Brasile

    Pfizer ha riferito oggi ai senatori brasiliani che non accetta le richieste fatte finora dal governo di Jair Bolsonaro per vendere il suo vaccino al Paese sudamericano: lo rende noto il quotidiano Folha de S.Paulo nella sua versione online. L'azienda farmaceutica americana e il ministero della Salute sono a un impasse sulle clausole dei contratti per la commercializzazione del farmaco: Pfizer vuole che il governo brasiliano sia responsabile per eventuali rivendicazioni legali derivanti dagli effetti avversi del vaccino, a partire dal momento in cui la locale Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa) conceda la registrazione o autorizzi l'uso urgente e temporaneo. L'azienda farmaceutica Usa intende inoltre che qualsiasi controversia con il governo brasiliano venga risolta in una Camera arbitrale di New York. E chiede al governo di rinunciare alla sovranità dei suoi attivi all'estero come garanzia di pagamento, nonché di istituire un fondo di garanzia con importi depositati su un conto all'estero. Secondo Pfizer, solo Brasile, Venezuela e Argentina non hanno accettato le sue clausole, che seguono uno standard internazionale.

    (AP Photo/Jae C. Hong, File)
  • Vaccino: oltre 3,5 milioni di dosi somministrate in Italia

    Le dosi di vaccino somministrate in Italia hanno superato i 3 milioni e mezzo, secondo il report su governo.it. L'aggiornamento alle ore 15 indica la cifra di 3.537.975. I vaccinati con due dosi, compreso il richiamo, sono ora 1.332.163. Delle oltre 3,5 milioni di dosi somministrate, 2.210.876 sono andate a personale sanitario e sociosanitario, 638.483 a personale non sanitario, 367.054 a ospiti delle Rsa, 261.444 a over 80, 24.902 a membri delle forze armate, 35.216 al personale scolastico.

  • Gran Bretagna fuori dal lockdown in 4 fasi

    Il primo ministro britannico Boris Johnson ha presentato alla Camera dei Comuni il suo piano per allentare “con cautela ma in modo irreversibile” le misure di contenimento in vigore nel paese contro il covid. Premesso che la minaccia della pandemia rimane “rilevante” e che nessun vaccino può essere efficace al 100% e che non si può ignorare il fatto che eliminare il lockdown porterà a nuovi casi e dunque in ultima istanza a nuovi decessi, Johnson ha indicato l'8 marzo come prima data in cui si avrà un cambio di passo con il ritorno a scuola in presenza di tutti gli studenti. Inoltre ogni persona anziana ricoverata in una casa di cura potrà nominare una persona autorizzata a recargli visita. Il lockdown, ha detto Johnson, sarà eliminato nel paese allo stesso tempo e inizialmente verrà data priorità alle attività all'aperto.

    La sua exit-strategy prevede 4 fasi la cui tempistica sarà dettata dai dati concreti anziché da date prefissate a priori. Il passaggio a ogni fase dipenderà da 4 test, ovvero il successo della campagna di vaccinazione, il numero di ricoveri in ospedale, la pressione sul sistema sanitaria e l'impatto di eventuali nuove varianti. Se tutto andrà nel verso migliore, ha aggiunto, tutte le misure di contenimento attualmente in vigore nel paese potrebbero essere ritirare il 21 di giugno. Fra ogni fase dovranno trascorrere almeno 5 settimane con inizio, appunto, l'8 di marzo con il ritorno a scuola degli studenti. Inoltre le elezioni comunali previste per il 6 maggio potranno svolgersi regolarmente. Per quanto riguarda le attività all'aperto, tornerà in vigore la regola del gruppo massimo di 6 persone.

  • Giorgetti convoca Farmindustria su vaccini per il 25/2

    Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti incontrerà giovedì prossimo, 25 febbraio, al Mise il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi per un primo confronto sulla possibilità di produrre in Italia il vaccino anti Covid. Sempre giovedì prossimo il ministro parteciperà, nel corso della mattinata, al Consiglio Informale Ue per la Competitività che si svolgerà in forma virtuale. È quanto si legge in una nota. L'incontro sarà aperto dal Commissario al Mercato Interno Thierry Breton che illustrerà le linee direttrici per l'elaborazione dei Piani nazionali e della costituzione di una Task Force sui vaccini, annunciata lo scorso 10 febbraio dalla presidente von der Leyen.

    Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. ( ANSA/UFFICIO STAMPA)
  • 328 i medici morti in Italia

    Salgono a 328 i medici morti in Italia durante la pandemia di Covid-19. La Fnomceo, Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, aggiorna il suo elenco caduti ricordando Marco Morale, pneumologo ospedaliero, e Giancarlo Cipriani, ex primario di rianimazione, in pensione.

  • 77 casi in Sardegna, tasso positività 0,3% con 25mila test

    Sono 77 i casi di positività al Covid-19 accertati in Sardegna nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale (40.765 dall'inizio dell'emergenza). In totale sono stati eseguiti 744.236 tamponi, per un incremento complessivo di 25.403 test rispetto al dato precedente (con oltre 24mila test nel Medio Campidano effettuati nello screening di massa nel weekend). Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l'Isola un tasso di positività dello 0,3%. Si registrano 5 decessi (1.118 in tutto). Sono invece 264 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-11), mentre sono 27 (+1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.871. I guariti sono complessivamente 26.252 (+116), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell'Isola sono attualmente 233. Sul territorio, dei 40.765 casi positivi complessivamente accertati, 9.644 (+41) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.526 (+14) nel Sud Sardegna, 3.454 (+1) a Oristano, 8.114 (+9) a Nuoro, 13.027 (+12) a Sassari.

  • In Puglia 70mila persone hanno completato ciclo vaccino

    In Puglia sono 70.654 le persone che hanno concluso il ciclo vaccinale (I e II dose somministrata), mentre complessivamente le dosi inoculate sono 177.747. Il dato è contenuto nel report regionale aggiornato al 18 febbraio. Il siero di Moderna è stato somministrato a 6.022 persone, il Pfizer invece a 171.725. AstraZeneca è impiegato in queste ore per vaccinare gli operatori scolastici sino a 55 anni, come da indicazioni ministeriali.

  • In Emilia-Romagna altri 1.847 contagiati, i decessi oggi scendono a 23

    Dall'inizio dell'epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 247.856 casi di positività, 1.847 in più rispetto a ieri, su un totale di 12.312 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 15%, non indicativa dell'andamento generale – precisa la Regione - visto il numero di tamponi effettuati che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi, soprattutto quelli molecolari vengono fatti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo. Purtroppo, si registrano 23 nuovi decessi: 2 a Piacenza (una donna di 86 anni e un uomo di 81 anni); 3 nella provincia di Parma (due donne di 77 e 87 anni e un uomo di 83); 3 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 96 e due uomini di 86 e 91 anni); 2 nella provincia di Modena (una donna di 94 anni e un uomo di 74); 3 nella provincia di Bologna (una donna di 93 anni e due uomini di 72 e 79 anni); 2 nel ferrarese (due donne, entrambe di 91 anni); 2 in provincia di Ravenna (due uomini, di 73 e 95 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 94 anni e un uomo di 90 anni); 4 nel riminese (due donne di 88 e 89 anni e due uomini di 76 e 94 anni). In totale, dall'inizio dell'epidemia i decessi in regione sono stati 10.368. Prosegue l'attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 821 sono asintomatici individuati nell'ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 445 erano già in isolamento al momento dell'esecuzione del tampone, 711 sono stati individuati all'interno di focolai già noti. L'età media dei nuovi positivi di oggi è 40,3 anni. Sugli 821 asintomatici, 452 sono stati individuati grazie all'attività di contact tracing, 54 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione,16 con gli screening sierologici, 8 tramite i test pre-ricovero. Per 291 casi è ancora in corso l'indagine epidemiologica.

  • Nel Lazio 35.210 casi positivi, 233 in terapia intensiva

    Nel Lazio sono 35.210 i casi attualmente positivi a Covid-19, di cui 1.861 ricoverati, 233 in terapia intensiva e 33.116 in isolamento domiciliare. Dall'inizio dell'epidemia i guariti sono in totale 185.715, i decessi 5.743 e il totale dei casi esaminati è pari a 226.668, secondo il bollettino aggiornato della Regione.

  • In Toscana 911 nuovi casi positivi e 16 decessi, in crescita i ricoveri

    In Toscana sono 911 i nuovi casi di positività al Covid (881 confermati con tampone molecolare e 30 da test rapido antigenico), che portano a 149.732 il numero totale dall'inizio dell'emergenza sanitaria da coronavirus. I nuovi casi sono lo 0,6% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,2% e raggiungono quota 130.383 (87,1% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 9.094 tamponi molecolari e 1.739 tamponi antigenici rapidi, di questi l'8,4% è risultato positivo. Sono invece 6.363 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 14,3% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 14.787, +4% rispetto a ieri. I ricoverati sono 952 (61 in più rispetto a ieri), di cui 155 in terapia intensiva (8 in più). Oggi si registrano 16 nuovi decessi: 8 uomini e 8 donne con un'età media di 84,5 anni. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione. L'età media dei 911 nuovi positivi odierni è di 43 anni circa (il 20% ha meno di 20 anni, il 23% tra 20 e 39 anni, il 32% tra 40 e 59 anni, il 20% tra 60 e 79 anni, il 5% ha 80 anni o più).

  • Lagarde: Bce continuerà a sostenere tutti settori economia

    La Bce «continuerà a sostenere tutti i settori dell'economia preservando condizioni favorevoli di finanziamento durante il periodo della pandemia, come ha fatto dall'inizio della crisi». È quanto ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo alle discussioni dell'European Semester Conference. «Questo impegno - ha proseguito - implica considerare gli indicatori lungo l'intera catena di trasmissione della nostra politica monetaria: dai tassi privi di rischio ai costi del debito pubblico, ai mercati dei capitali, ai prestiti bancari per le imprese e le famiglie».

    La presidente della Bce, Christine Lagarde. (ANSA/SANZIJANA PERJU / EUROPEAN CENTRAL BANK)


  • In Friuli Venezia Giulia 114 nuovi contagi, calano ricoveri in terapia intensiva

    Oggi in Friuli Venezia Giulia su 1.735 tamponi molecolari sono stati rilevati 114 nuovi contagi con una percentuale di positività del 6,57%. Sono inoltre 1.122 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 31 casi (2,76%). I decessi registrati sono 11; i ricoveri nelle terapie intensive scendono a 56 mentre rimangono stabili quelli in altri reparti (350). Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. I decessi complessivamente ammontano a 2.775, con la seguente suddivisione territoriale: 627 a Trieste, 1.382 a Udine, 584 a Pordenone e 182 a Gorizia. I totalmente guariti sono 60.153, i clinicamente guariti 1.889, mentre quelle in isolamento oggi risultano essere 8.885. Dall'inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 74.108 persone con la seguente suddivisione territoriale: 14.455 a Trieste, 33.485 a Udine, 16.520 a Pordenone, 8.776 a Gorizia e 872 da fuori regione.

  • S&P, Pil Italia a +5,3% nel 2021, debito può stabilizzarsi

    «Prevediamo una ripresa della crescita economia dell'Italia al 5,3% nel 2021, sulla base di una normalizzazione della situazione sanitaria e del mantenimento dello stimolo di bilancio e monetario». Lo scrive Standard & Poor's in un report sull'Italia, secondo cui un uso efficace del Next Generation Eu da parte del Governo «potrebbe dare una forte spinta agli investimenti pubblici», che sono rimasti circa il 30% inferiori rispetto ai livelli precedenti la grande crisi finanziaria di un decennio fa. S&P scrive anche che «la potenziale ripresa del Pil significa che il rapporto debito/Pil potrebbe stabilizzarsi quest'anno».

  • In Abruzzo 351 nuovi casi e 8 morti

    Sono complessivamente 51.442 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza. Rispetto a ieri si registrano 351 nuovi casi (di età compresa tra 10 mesi e 97 anni), il totale risulta inferiore in quanto sono stati eliminati casi comunicati nei giorni scorsi e risultati duplicati. I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 78, di cui 1 in provincia dell'Aquila, 18 in provincia di Pescara, 42 in provincia di Chieti e 17 in provincia di Teramo. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi e sale a 1.628 (di età compresa tra 35 e 90 anni, 2 in provincia di Chieti, 1 in provincia dell'Aquila e 5 in provincia di Pescara). Del totale odierno, 5 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Lo comunica l'Assessorato regionale alla Sanità. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 36.842 dimessi/guariti (+293 rispetto a ieri). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 12.972 (+48 rispetto a ieri). Dall'inizio dell'emergenza coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 712.563 tamponi molecolari (+2.573 rispetto a ieri) e 221.030 test antigenici (+12.195 rispetto a ieri). Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 2.4 per cento. Sono 593 i pazienti (+7 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 76 (invariato rispetto a ieri con 2 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12.304 (+42 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Del totale dei casi positivi, 12.992 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+16 rispetto a ieri), 12.582 in provincia di Chieti (+155), 12.974 in provincia di Pescara (+118), 12.300 in provincia di Teramo (+61), 416 fuori regione (invariato) e 178 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

  • 80mila dosi vaccino AstraZeneca per medici di famiglia Lazio

    Nel Lazio medici di famiglia pronti a scendere in campo per la campagna di vaccinazione anti-Covid. L'avvio è previsto per lunedì 1 marzo con le prime somministrazioni di AstraZeneca agli assistiti dei 65enni. La prima fornitura sarà di 80mila dosi che verranno distribuite ai 4mila medici di medicina generale che hanno aderito. «Al momento per ogni medico sono previste venti dosi a settimana - spiega Pier Luigi Bartoletti, segretario di Fimmg Roma - Funzionerà come per la campagna antinfluenzale. Chiameremo noi i nostri assistiti partendo dai nati nel 1956». Il segretario di Fimmg Roma, inoltre, spiega che sempre da lunedì partiranno le «vaccinazioni domiciliari con Pfizer». «A effettuarle i 1400 medici di famiglia che hanno aderito al bando della Regione», aggiunge.

  • Puglia, 343 positivi su 4161 test, 17 morti e oltre 800 guariti

    Come ogni lunedì, in Puglia e similmente nelle altre regioni, si registra un calo notevole di nuovi casi positivi al covid19 a fronte anche di una diminuzione di test. Oggi, secondo il bollettino epidemiologico quotidiano stilato dalla Regione, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, sono stati effettuati 4.161 tamponi che hanno fatto emergere 343 contagi: 174 in provincia di Bari, 25 in provincia di Brindisi, 18 nella provincia Bat, 67 in provincia di Foggia, 47 in provincia di Lecce, 16 in provincia di Taranto, 2 casi di provincia di residenza non nota. Sei casi di residenti fuori regione sono stati riclassificati e attribuiti. L'andamento è simile a quello degli ultimi giorni. Ieri i nuovi casi erano 758 su 7.083 test. Oggi sono stati registrati 17 decessi: 3 in provincia di Bari, 1 in provincia Bat, 1 in provincia di Brindisi, 4 in provincia di Foggia, 3 in provincia di Lecce, 5 in provincia di Taranto. Ieri i morti erano 6. In tutto si sono verificati 3.782 decessi. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 1.499.147 test. Sono 104.325 i pazienti guariti. Ieri erano 103.496. In crescita di 829. Sono 32.695 i casi attualmente positivi. Ieri erano 33.198. Si rileva un calo di 503. I pazienti ricoverati sono 1.442 mentre ieri erano 1.431. Crescono di 11. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall'inizio dell'emergenza è di 140.802, così suddivisi:53.558 nella provincia di Bari; 15.117 nella provincia di Bat; 10.393 nella provincia di Brindisi;28.703 nella provincia di Foggia; 11.954 nella provincia di Lecce; 20.346 nella Provincia di Taranto;576 attribuiti a residenti fuori regione; 155 provincia di residenza non nota.

  • Eurispes: «Sete di notizie su pandemia, ma per italiani informazioni sono confuse»

    «Forse mai come oggi gli italiani sentono il bisogno di informarsi ed essere informati: l'incertezza riconducibile alla pandemia ha generato una sete di notizie che ha coinvolto anche categorie fino a poco tempo fa meno interessate a Tg e mezzi di informazione». È quanto si afferma nell'inchiesta dell'Eurispes sul cambiamento delle abitudini degli italiani, a un anno esatto dalla scoperta del primo contagiato dal coronavirus nel nostro Paese, secondo cui il mezzo preferito per raccogliere informazioni sull'emergenza sanitaria legata al Covid-19 sono i Tg, mentre il problema numero uno individuato nella comunicazione è «la confusione», specie sui social media. «I telegiornali (33,8%) e i quotidiani on line (22,3%) sono i preferiti, con i quotidiani stampati che si classificano al terzo posto con l'8,4% delle preferenze, immediatamente seguiti da talk show e programmi di intrattenimento (8,3%) e dai social network (8,1%); alle loro spalle si piazzano le news radiofoniche (5%), magazine cartacei e chat social (entrambi fermi al 2,8%) e gli influencer (1,6%). Le news televisive sono il canale di informazione preferito dagli over 64 (48,3%) e dai 45-64enni (31,7%), mentre i giovanissimi usano soprattutto i Social per informarsi (27,2%)».

  • Farmindustria, per avere vaccino servono 4-6 mesi da inizio produzione

    «La produzione di un vaccino non è come realizzare altri farmaci: un vaccino è un prodotto vivo, non di sintesi, va trattato in maniera particolare. Il vaccino deve avere una bioreazione dentro una macchina che si chiama bioreattore. Insomma, non è che si schiaccia un bottone ed esce la fiala, da quando si inizia la produzione passano 4-6 mesi». Lo ha detto all'Ansa il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi specificando che questo iter di produzione verrà chiarito nell'incontro con il ministro Giancarlo Giorgetti, che dovrebbe tenersi domani.

  • Istat, possibile impatto Recovery 2,3 punti su Pil in 2025

    Una prima valutazione macroeconomica del possibile impatto addizionale del Pnrr indica che «nel 2025 il Pil registrerebbe uno scostamento positivo di 2,3 punti rispetto allo scenario base>. L'aumento del Pil «sarebbe associato ad un miglioramento dell'occupazione pari a circa 275 mila occupati e ad una riduzione del tasso di disoccupazione di 0,7 punti percentuali». È il risultato della simulazione compiuta dall'Istat e indicato nel corso dell'audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell'Unione europea del Senato, sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza.

  • Sindaco Brescia, valutazioni Cts a breve

    «Usciremo da questa situazione solo con una massiva campagna vaccinale. I dati di Brescia sono all'attenzione del Cts nazionale che farà valutazioni a breve. Sono pienamente cosciente che c'è un aumento dei casi». Lo ha detto il sindaco di Brescia Emilio Del Bono che ha riferito di aver già parlato con il presidente della Regione Lombardia Fontana sulla situazione della sua città, da giorni tra quelle italiane con più contagi. «Per quanto riguarda la città - ha aggiunto Del Bono - non c'è una situazione particolarmente grave, ma l'andamento del contagio preoccupa soprattutto in provincia».

  • Usa, ieri oltre 1.200 morti, in totale quasi 500.000

    Il numero di nuovi casi di coronavirus registrati negli Stati Uniti, ieri, è stato di 56.159, in ribasso dagli oltre 71.000 del giorni prima, secondo i dati della Johns Hopkins University. Il numero dei morti, con gli oltre 1.200 di ieri, ha però quasi raggiunto il mezzo milione (498.901). Continua a calare il numero dei ricoverati, che ieri erano 56.159, secondo i dati del Covid Tracking Project, in ribasso di oltre il 53% rispetto a un mese fa, con meno di 12.000 pazienti in terapia intensiva, il minimo dal 9 novembre. Negli Stati Uniti, somministrate più di 63 milioni di dosi di vaccino, con oltre 43,6 milioni di persone che hanno ricevuto almeno la prima delle due dosi necessarie, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention.

  • In Veneto al via la fase tre ma senza dosi a disposizione

    Sono 285.799 le dosi somministrate in Veneto dal 'vax day', per un totale di 108.841 persone vaccinate (prima e seconda dose). Mancano le 70.010 dosi che erano previste in somministrazione oggi e le 147.850 in programma per domani. Lo riferisce il report diffuso oggi dalla Regione Veneto. Dopo le fasi 1A e 1B, cioè la somministrazione a operatori e ospiti strutture sanitarie e over 80, e 2, soggetti estremamente vulnerabili, con i vaccini Pfizer e Moderna, nello scorso weekend è iniziata la fase 3, per i lavoratori essenziali, suola e forze dell'ordine, con il vaccino AstraZeneca, riservato agli under 55. Le dosi somministrate variano dalle 389mila della Ulss Scaligera alle poco più di 10mila della Ulss Veneto orientale. Resta critica la situazione degli approvvigionamenti, con 349.710 dosi di Pfizer anzichè le promesse 677.310, 23.900 dosi di Moderna, anzichè 109.900 e le 85.300 di AstraZeneca anzichè 273.500. Infine, secondo i dati della Regione Veneto, nell'ultima settimana, quasi tutte le dosi a disposizione sono state utilizzate per la seconda somministrazione, per scongiurare il rischio che il vaccino venga richiamato oltre il tempo massimo.

  • Eurispes: metà italiani in smart working. Prima della pandemia erano meno del 5%

    «Tra coloro che lavorano, quasi la metà (49%) lo ha fatto in smart working dall’inizio dell’emergenza sanitaria per il Covid: il 22,8% sempre o per un lungo periodo, il 26,2% occasionalmente o con turnazione o per un breve periodo; il 4,9% dei lavoratori dichiara che già lavorava in questa modalità prima della pandemia, mentre il 46,1% risponde negativamente». È quanto emerge dall’inchiesta dell'Eurispes sul cambiamento delle abitudini degli italiani, a un anno esatto dalla scoperta del primo contagiato dal coronavirus nel nostro Paese. L’istituto di ricerca ricorda che «prima del 2020, lo smart working era ancora poco diffuso in Italia, regolato da una norma di recente approvazione, la legge 81 del 2017. Le resistenze sono di natura culturale, ma anche legate all’arretratezza del nostro Paese nel campo della digitalizzazione».

  • Con la prima dose di AstraZeneca i casi gravi calano del 94%, con quella di Pfizer dell’85%

    Entrambi efficaci per prevenire il rischio di contagi gravi da Covid anche dopo una sola dose, ma AstraZeneca/Oxford meglio di Pfizer/BioNTech. È il risultato di un’indagine condotta in Scozia su questi due vaccini da ricercatori delle prestigiose università di Edimburgo e Glasgow sull’insieme delle persone vaccinate finora in questa nazione del Regno Unito (Paese che in totale ha somministrato 18 milioni di dosi). Il dato, ottenuto comparando le persone vaccinate a quelle che non lo sono ancora, indica un calo del 94% dei ricoveri in ospedale fra chi ha ricevuto una dose di AstraZeneca, dell’85% fra chi ha avuto Pfizer.

    (Reuters)
  • Gran Bretagna, Johnson pronto ad annunciare roadmap per uscire dal lockdown

    Attesa per il discorso del primo ministro britannico, Boris Johnson, che lunedì 22 febbraio presenterà la «roadmap» per uscire dal lockdown nazionale. Tuttavia gli inglesi che intendono andare dal parrucchiere o uscire la sera devono ancora aspettare. Il piano del premier prevede la riapertura delle scuole in Inghilterra l’8 marzo, inoltre le persone potranno incontrare un amico o un parente per una chiacchierata o un picnic all’aperto a partire dalla medesima data. Tre settimane dopo, le persone potranno incontrarsi all’aperto in gruppi di massimo sei persone all’aperto e potranno riprendere gli sport all’aperto amatoriali. Ma è probabile che ristoranti, pub, palestre e parrucchieri rimangano chiusi almeno fino ad aprile. Le misure annunciate si applicano all’Inghilterra. La Scozia, il Galles e l’Irlanda del Nord hanno tutti dei lockdown leggermente diversi. La Gran Bretagna ha assistito all’epidemia da coronavirus più mortale d’Europa, con oltre 120mila decessi.

    Una caricatura di Boris Johnson su un pub di Manchester chiuso per lockdown (Reuters)
  • Veneto, 509 contagi e nove morti

    È di 509 nuovi positivi (domenica 718) e 9 vittime (11 nel giorno precedente) in 24 ore il bilancio della pandemia di coronavirus in Veneto. Lo riporta il bollettino di Azienda Zero del 22 febbraio. I contagiati da marzo salgono a 327.016 e le vittime totali sono 9.721. Riprendono a crescere i ricoverati in area non critica (otto), e quelli in Terapia intensiva (+1), dove attualmente ci sono 103 persone.

  • Germania, riaprono dopo due mesi scuole elementari e asili

    Le scuole elementari e gli asili in oltre la metà dei 16 Laender tedeschi hanno riaperto dopo due mesi di chiusura a causa della pandemia da coronavirus. La mossa arriva nonostante i crescenti segnali che il calo del numero di casi si stia nuovamente appiattendo e i numeri stiano persino aumentando in alcune aree. Il ministro tedesco dell’Istruzione, Anja Karliczek, ha difeso la decisione di riaprire le scuole, affermando che i bambini più piccoli, in particolare, traggono vantaggio dall’apprendimento insieme in gruppo.

    Si torna a scuola in Germania alle elementari e all’asilo (Ap)
  • Basilicata, altri 107 positivi e quattro vittime

    Centosette dei 1.483 tamponi esaminati in Basilicata fra sabato scorso e domenica sono risultati positivi: lo ha reso noto la task force regionale, spiegando che solo 105 tamponi positivi si riferiscono a persone residenti in regione. Nel fine settimana trascorso, inoltre, sono morte altre quattro persone a causa del coronavirus (in totale, sono 356). In due giorni sono guariti altri 58 pazienti (sono 10.742 i lucani che hanno già superato la malattia). I lucani attualmente positivi sono 3.372, dei quali 3.288 sono in isolamento domiciliare. Le persone ricoverate negli ospedali di Potenza e di Matera sono 84: quattro di loro (due a Potenza e due a Matera), sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza, in Basilicata sono stati analizzati 231.171 tamponi, 213.961 dei quali sono risultati negativi.

  • Vaccini: Salvini, Giorgetti convocherà aziende per produrli

    «Giorgetti inviterà domani le aziende farmaceutiche al ministero per ipotizzare una sovranità vaccinale italiana, cioè il fatto che i vaccini si possano produrre qui in Italia». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione Aria Pulita su Italia7Gold.

  • In Umbria in 24 ore più guariti di nuovi positivi

    Più guariti, 161, che nuovi positivi, 97, al Covid in Umbria nell'ultimo giorno secondo quanto riporta il sito della Regione. Registrati altri dieci morti, 993, con gli attualmente positivi in calo, 8.474, 74 in meno di ieri. I tamponi analizzati sono stati 633 e i test antigenici 612. Con un tasso di positività del 7,79 per cento sul totale (era 8,8 lunedì scorso) e del 15,3 sui soli molecolari (14,9). I ricoverati in ospedale sono ora 556, cinque in più di ieri, 81 dei quali, due in meno, in terapia intensiva.

  • Imprese Roma in sofferenza, l'80% perde fatturato

    Le imprese romane sono in forte sofferenza a causa della crisi portata dal Covid. Secondo l'ultima indagine congiunturale della Cna della Capitale sul secondo semestre 2020, il fatturato risulta in calo per l'80% delle imprese, gli ordini in diminuzione per il 76%. La situazione è più difficile per le imprese unipersonali, mentre quelle con più dipendenti mostrano indicatori leggermente migliori. «L'80% delle imprese intervistate - commenta Stefano Di Niola, segretario dell'associazione - dichiara di aver perso fatturato, registra ordini in calo, riduzione del personale, fa solo previsioni negative per il nuovo anno con una forte frattura tra il settore manifatturiero che ha tenuto e la filiera del turismo e del commercio, maggiormente in sofferenza. La rilevazione effettuata, ci consegna la difficoltà del fare impresa in un momento così complicato».

  • Miozzo: «Su portavoce unico Cts aspettiamo decisioni Draghi»

    Il governo chiede «una moderazione nelle esternazioni delle nostre comunicazioni, ma niente di più. Non ci sono state istruzioni di comportamento». Lo ha detto il coordinatore del Cts Agostino Miozzo lasciando palazzo Chigi. «C'è stata una riunione con Speranza e la Gelmini, io ho presentato la mia disponibilità al ministro Speranza», ha spiegato Miozzo, che sull'ipotesi di un portavoce unico del Cts ha detto: «Aspettiamo che il presidente ci dica cosa fare». «Il sistema a colori ha funzionato bene», ha poi detto Miozzo sottolineando ancora: «Che ci sia preoccupazione sulle varianti è ovvio».

  • Sanofi aiuterà Johnson & Johnson per produzione vaccino in Francia

    Sanofi produrrà in Francia il vaccino contro il Covid-19 del concorrente americano Johnson & Johnson nella seconda metà dell'anno, come si appresta a fare anche per quello sviluppato da Pfizer-BioNTech. Lo ha annunciato il gruppo farmaceutico francese. Sanofi si occuperà dello sviluppo e del riempimento dei contenitori nel proprio sito di Marcy-l'Etoile, vicino a Lione, «dal terzo trimestre», «a un ritmo di circa 12 milioni di dosi al mese», si legge in un comunicato stampa, nel quale si precisa che lo sviluppo dei suoi due vaccini rimarrà come «priorità».

  • Zingaretti, produrre vaccini in Italia indennizzando chi ha brevetti

    «Bisogna spingere le case farmaceutiche che hanno i brevetti, anche con indennizzi, a permettere ai siti produttivi in grado di produrre i vaccini di farlo». Lo ha detto Nicola Zingaretti, segretario del Pd e presidente della Regione Lazio nel corso dell'evento «Futuro in corso, cantieri nel Lazio». «Dobbiamo decuplicare i numeri della produzione di vaccino per mese - ha detto Zingaretti -. Se vogliamo eliminare il Covid dal pianeta ci servono miliardi di dosi». Per questo, ha spiegato, «l'industria farmaceutica italiana deve diventare un polmone produttivo di vaccini riconoscendo indennizzi a chi ha i brevetti».

    Nicola Zingaretti, segretario del Pd e presidente della Regione Lazio. (ANSA / Massimo Percossi)
  • Miozzo (Cts): comunicare in anticipo misure? Dipende da tempi richieste

    «Comunicare in anticipo le misure? Dipende da quando ci arriveranno le richieste di informazioni, che noi esamineremo prontamente e comunicheremo in tempo reale al presidente e al ministro della Salute». Così il coordinatore del Cts Agostino Miozzo lasciando Palazzo Chigi.

  • 117 positivi nelle Marche in 24 ore, 69 in provincia di Ancona

    Sono 117 i positivi al covid rilevati nelle ultime 24 ore nelle Marche tra le nuove diagnosi, un numero basso come tutti i lunedì legato alla quantità dei tamponi esaminati il giorno prima, che sono 1.047. Dei 117, 69 sono in provincia di Ancona, dove domani dovrebbero entrare in vigore nuove restrizioni con 20 comuni in zona arancione. Ce ne sono poi 19 in provincia di Ascoli Piceno, 14 in quella di Fermo, 7 in quella di Pesaro Urbino, 3 in quella di Macerata e 5 fuori regione. Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore «sono stati testati 1.047 tamponi: 524 nel percorso nuove diagnosi (di cui 87 nello screening con percorso antigenico) e 523 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 22,3%)». I 117 positivi comprendono soggetti sintomatici (19), contatti in setting domestico (17), contatti stretti di casi positivi (39), contatti in setting lavorativo (10), contatti in ambienti di vita/socialità (1), contatti in setting assistenziale (3), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (9), screening percorso sanitario (1). Per altri 18 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Sugli 87 test del Percorso Screening Antigenico sono stati riscontrati 14 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 16%».

  • Cartabellotta (Gimbe): «Numero ancora esiguo 'over 80' vaccinati»

    «Gli ultraottantenni vaccinati rappresentano ancora una percentuale esigua, è questo che ci preoccupa di più. Immunizzarne l'80% entro il 31 marzo ad oggi è una mission impossible». Lo evidenzia Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ospite dell'L'Italia s'è desta su Radio Cusano Campus. «Oggi il programma prevede 12,8 milioni di dosi per il primo trimestre, di questi solo quelli Pfizer sono in linea con le previsioni, soffriamo della continua revisione al ribasso delle dosi previste e del ritardo di alcune aziende nella consegna - fa il punto Cartabellotta - Anche gli altri Paesi si trovano in questa situazione con il ritardo nelle forniture, adesso sentir dire che l'industria può vendere a terzi è una cosa che disturba un po'. Poi abbiamo il problema delle somministrazioni, che sono andate benissimo fin quando abbiamo vaccinato il personale medico in ospedali e Rsa, adesso che si stanno vaccinando gli ultraottantenni c'è una situazione di rodaggio che stenta a decollare e c'è una notevole differenza regionale».

  • Segretario Onu Guterres, «ha causato pandemia di violazioni dei diritti umani»

    Si è verificata una vera e propria «pandemia di violazioni dei diritti umani» durante l'emergenza coronavirus. Lo ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un intervento scritto per il Guardian. Gli abusi «hanno prosperato perché la povertà, la discriminazione, la distruzione del nostro ambiente naturale e altri fallimenti nell'ambito dei diritti umani hanno creato enormi fragilità nelle nostre società», ha aggiunto. Guterres, che ha aperto la 46esima sessione del Consiglio delle Nazioni Unite sui diritti umani a Ginevra, ha anche affermato che l'incapacità di garantire equità nella campagna vaccinale contro il Covid-19 a livello globale è «l'ultima indignazione morale» emersa dalla pandemia. Inoltre, durante l'emergenza coronavirus, «la violenza contro le donne e le ragazze è balzata alle stelle, dagli abusi online alla violenza domestica, dalla tratta allo sfruttamento sessuale e ai matrimoni precoci», ha detto Guterres, affermando che «la crisi ha un volto di donna» per esprimere le disuguaglianze di genere che si sono inasprite durante la pandemia. Il Segretario generale dell'Onu ha anche citato i movimenti razzisti ed estremisti, che sono impegnati in una «frenesia di odio» e rappresentano «la minaccia numero uno alla sicurezza interna» per alcuni Paesi. Guterres ha inoltre sottolineato che è necessaria un'azione coordinata globale per sconfiggere il grave e crescente pericolo rappresentato dal razzismo. «Il pericolo dei movimenti guidati dall'odio cresce di giorno in giorno. Chiamiamoli per quello che sono: la supremazia bianca e i movimenti neonazisti sono minacce che vanno oltre il terrore interno a un Paese. Stanno diventando una minaccia transnazionale», ha detto. «Questi e altri gruppi hanno sfruttato la pandemia per aumentare le dimensioni dei loro ranghi attraverso la polarizzazione sociale e la manipolazione politica e culturale», ha aggiunto Guterres.

    il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. (Michael Sohn/Pool via REUTERS)
  • Fonti, stop in zona rossa a visite a case private

    Stop agli spostamenti in zona rossa verso abitazioni private. È la novità che, a quanto apprende l'Ansa al termine del Cdm da fonti di governo, compare nel nuovo decreto legge Covid, che proroga al 27 marzo le limitazioni agli spostamenti. Resta nelle zone gialle e arancioni la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni. Questa possibilità non varrà più nelle aree rosse.

  • Nessun nuovo caso locale in Cina continentale

    Nessuna nuova infezione da Covid-19 trasmessa a livello locale è stata segnalata ieri in Cina continentale, dove invece sono stati registrati altri 11 contagi confermati, 8 asintomatici e un caso sospetto, tutti importati. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. In Cina continentale non si segnalano contagi a livello locale da una settimana. Inoltre, nessun ulteriore decesso correlato al nuovo coronavirus è stato registrato nelle ultime 24 ore in Cina continentale. Un nuovo caso sospetto di contagio importato è stato segnalato ieri a Shanghai. Altri 33 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi. Fino alla serata di ieri, la Cina continentale aveva registrato un totale di 4.939 casi di infezione importati. Tra questi, 4.754 sono già stati dimessi da vari ospedali dopo essere guariti e 185 risultano ancora ricoverati. Non si segnalano decessi tra i casi positivi al coronavirus importati. Fino al 21 febbraio, la Cina continentale aveva registrato un totale di 89.842 casi confermati di contagio, compresi 401 pazienti ancora in cura, di cui 2 in gravi condizioni.

  • Ok Cdm a decreto, stop spostamenti fino al 27 marzo

    Il Consiglio dei ministri ha approvato, a quanto si apprende da fonti di governo, il decreto legge Covid. Il provvedimento proroga il divieto di spostamenti tra Regioni fino al 27 marzo e anche la regola che limita gli spostamenti verso le abitazioni private a due adulti con in più solo i figli minori di 14 anni.

  • Toti, non fare inutile allarmismo su varianti

    Sulle varianti covid «non bisogna fare inutile terrorismo». Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti a Che giorno è su Rai Radio1. «Il nostro sistema di rilevazione del virus ovvero la diffusione, il tasso di ospedalizzazione, l'Rt, l'incidenza nei vari territori è monitorato dai sistemi sanitari regionali e nazionale e dall'Istituto superiore di sanità - ha sottolineato -. Le varianti vengono monitorate con quel sistema e all'interno di quel sistema. Quindi siamo in grado di comprendere quale oscillazione produrrà di qua a qualche settimana. Nel frattempo in tante regioni il tasso di ospedalizzazione sta calando».

  • Bild, Merkel per un piano di apertura in 4 fasi

    Angela Merkel vorrebbe una graduale riapertura in quattro fasi che garantisse contro il rischio di nuove impennate della curva dei contagi. Lo rivela la Bild, citando il contenuto di un incontro dei vertici della Cdu. La cancelliera non ha illustrato i dettagli di quello che potrebbe diventare il nuovo piano di allentamento delle restrizioni, che dovrebbe essere elaborato a partire da domani da un gruppo di lavoro. «Esiste il legittimo desiderio di aprire», ha dichiarato Merkel, citata da Bild. «Il desiderio di aperture», ha sottolineato però la cancelliera, deve essere «combinato con la sicurezza». Si tratta di fare test, tracciare i contatti, indossare mascherine sicure, anche perché le mutazioni hanno comportato un aumento del tasso di contagio. La cancelliera ha esortato ad adottare strategie di apertura «intelligenti» che codifichino i contatti privati, le norme da adottare nelle scuole, nelle università, nelle scuole professionali, nei ristoranti, nei circoli sportivi. Merkel ha quindi esortato i vertici dell'Unione ad assumersi la massima responsabilità - lontano dai condizionamenti politici legati alle campagne elettorali nei singoli stati - e ad unirsi in una «indispensabile linea di partito unitaria».

  • Confedilizia, «sconfortante che salti accordo maggioranza su sfratti»

    «Si viene a sapere - da fonti parlamentari - che il ministro della Giustizia non ha avallato l'accordo di maggioranza teso a limitare il blocco degli sfratti di 16 mesi, che serviva almeno a salvare i proprietari in attesa da anni. Se è vero, è piuttosto sconfortante». Lo dichiara in un tweet il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. «Alla Camera, le forze della maggioranza più ampia della storia repubblicana avevano raggiunto l'accordo su un emendamento al decreto Milleproroghe teso a limitare il blocco degli sfratti di 16 mesi, all'evidente scopo di attenuare l'iniquità di questa misura, salvando almeno i proprietari in attesa da anni di rientrare in possesso del proprio immobile -come disposto dai giudici - spiega Spaziani Testa. - All'ultimo secondo, il Governo ha posto il veto su questo accordo e ha chiesto al Parlamento di soprassedere. È possibile – non per noi, ma per il rispetto che si deve a tante famiglie di piccoli risparmiatori in difficoltà – conoscere le ragioni di una decisione così inusuale e così foriera di effetti negativi sul settore immobiliare?», conclude il presiente di Confedilizia.

  • Ad Ferrovie Battisti: a inaugurazione hub Termini inviteremo Draghi

    «Dal giorno 8 Roma Termini sarà la prima stazione in Italia in cui si potranno fare le vaccinazioni (leggi sotto, ndr). Probabilmente inviteremo anche Draghi a presenziare. Sarà il primo grande hub ferroviario a fare una cosa del genere. In quell'occasione presenteremo il treno sanitario che abbiamo messo a disposizione della Protezione Civile e della Croce Rossa per trasportare malati Covid o gravi». Lo ha detto l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, durante un evento della Regione Lazio.

  • D'Amato, 8 marzo hub vaccini alla stazione Termini di Roma

    «Per il personale scolastico dopodomani apriremo anche la 'Nuvola' all'Eur ed è questo un altro punto importante. L'8 marzo partirà anche l'hub della stazione Termini che è anch'esso per noi un altro punto importante». Lo ha annunciato l'assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D'Amato, sul piano vaccinale nella regione al termine del sopralluogo effettuato nell'hub di Fiumicino.

  • Battistini (Esercito): «alla Cecchignola 32 postazioni vaccino, 2500 dosi al giorno»

    «Noi con le vaccinazioni siamo già attivi da 20 giorni al Policlinico militare di Roma, la prima struttura messa in campo dalla Difesa. E da oggi alla città militare della Cecchignola a Roma sono iniziate le vaccinazioni, con i risultati che verranno trasmesse all'anagrafe prima regionale poi nazionale. Il polo è aperto a tutti e non solo ai militari. Oggi abbiamo iniziato col personale militare, ma la struttura è aperta a tutti i cittadini». Lo ha detto il Comandante di Sanità e Veterinaria dell'Esercito Antonio Battistini, su Radio1 a 'Che giorno è'. «La sede della Cecchignola - ha spiegato - è stata scelta perché in grado di ospitare un numero considerevole di persone e autovetture. L'area è molto grande quindi è operativa senza interferire con le attività normali. Auspichiamo un numero elevato di persone che si vaccinerà. Ci sono 32 postazioni e la potenzialità di fare 2500 vaccini al giorno dalle 8 alle 20. Siamo pronti ad ampliare anche la fascia oraria, con 8 medici e 32 infermieri per ogni turno, più gli operatori». «Il ministro Guerini è stato chiaro: la Difesa metterà in campo postazioni vaccinali su tutto il territorio nazionale, un polo vaccinale per ogni regione. Dipenderà dalla richiesta, ma abbiamo competenza e organizzazione», ha concluso Battistini.

  • Riapertura lenta in Gb, l'8 marzo solo le scuole

    Nessuna revoca immediata del terzo lockdown nazionale (in vigore da due mesi), riapertura delle scuole e poco altro dall'8 marzo, alleggerimento limitato delle restrizioni ai contatti sociali rinviato al 29 marzo: e tutto comunque condizionato alla conferma del rallentamento registrato di recente della curva dei contagi e dei ricoveri per Covid, nonché dalla prosecuzione dell'andamento positivo della campagna di vaccini. Sono le indicazioni chiave del piano verso una graduale uscita dal lockdown che il premier Boris Johnson illustrerà oggi al Parlamento e al Regno Unito, secondo le anticipazioni rese note da Downing Street.

  • Giani, «Aziende toscane possono produrre vaccini per fornire più dosi»

    «Il Paese deve dare la massima priorità ad avere più vaccini possibili per i cittadini. Anche nella nostra regione abbiamo aziende che possono inserirsi nella filiera della produzione per accelerare i tempi e fornire le maggiori dosi necessarie: questa è una battaglia che si vince tutti insieme». Lo afferma, in un post su Facebook, il presidente della Toscana Eugenio Giani.

    Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana (ufficio stampa governatore)


  • Bombardieri (Uil), sì alle vaccinazioni nelle fabbriche

    Sì alle vaccinazioni nelle fabbriche e a tutte le iniziative che possano «accelerare le operazioni per tutta la popolazione». Lo dice in un'intervista a la Repubblica il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri, che rivendica una 'primogenitura' sindacale della proposta lanciata ieri dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi: «Durante l'incontro con il ministro del Lavoro, il 14 febbraio, è stato anzi proprio Casasco, il segretario della Confapi, a proporlo a Orlando».
    La convergenza su questo progetto dimostra «che le parti sociali sono disposte a fare la propria parte nella gestione dell'emergenza e che sia il momento di metterci seduti intorno a un tavolo con il governo. Ad oggi ancora i vaccini non ci sono per tutti, ma prima o poi arriveranno e a quel punto dobbiamo farci trovare pronti per distribuirli il prima possibile».

  • Salvini a Radio24: no zona rossa totale, c'è bisogno di ritorno alla vita

    «C'è bisogno di un ritorno alla vita, con serenità, prudenza e attenzione serve trovare delle soluzioni per ripartire». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini parlando a Radio24. In mattinata si tiene il Consiglio dei ministri per decidere sulle nuove misure anti-Covid. «La zona rossa nazionale - dice ancora - non ha senso, si deve intervenire su zone rosse a livello comunale o provinciale e occorre un cambio di passo nella comunicazione da parte dei virologi e dei tecnici per evitare confusione e messaggi contraddittori». Salvini risponde anche ad una domanda su Arcuri: «Lascio giudicare chi ascolta - dice -, il presidente Draghi ha ben chiara la situazione e penso che sarà lui a segnare il cambio di passo». Salvini aggiunge - rispondendo ad una domanda al riguardo - di apprezzare l'operatività e la concretezza di Bertolaso.

  • Giani: In Toscana 911 casi, tasso nuovi positivi 8,41%

    «I nuovi casi registrati in Toscana sono 911 su 10.833 test di cui 9.094 tamponi molecolari e 1.739 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 8,41% (14,3% sulle prime diagnosi)». Lo annuncia su Facebook il presidente della Toscana, Eugenio Giani, anticipando il dato del bollettino regionale sull'andamento dell'epidemia di coronavirus.

  • Londra annuncia piano per progressivo allentamento restrizioni

    Il premier britannico Boris Johnson annuncia oggi un piano di «cauto allentamento» delle misure restrittive in vigore nel paese per contrastare l'epidemia da coronavirus. A renderlo noto è stata Downing Street. Il piano prenderà il via l'8 marzo, quando i gruppi identificati come prioritari nella campagna vaccinale avranno «ricevuto un certo grado di immunizzazione», a tre settimane dalla prima dose. Sono oltre 17 milioni le persone che hanno fatto già il primo vaccino anti-Covid-19. Il piano è legato all'analisi dei dati su quattro punti particolari: l'andamento regolare del piano di vaccinazioni, la prova che l'immunizzazione della popolazione stia effettivamente riducendo i ricoveri e i decessi tra coloro che hanno ricevuto il vaccino, il tasso di infezioni e le conseguenze per il servizio sanitario, la valutazione dei rischi in relazione alle nuove varianti. Le restrizioni verranno allentate progressivamente su tutto il territorio allo stesso tempo. «Le decisioni verranno basate sugli ultimi dati disponibili in ogni fase e saremo cauti su questo approccio, in modo da non compromettere i progressi compiuti e i sacrifici che ciascuno di voi ha fatto per garantire la sua salute e quella altrui», ha sottolineato lo stesso premier in una dichiarazione.

    Campagna vaccinale a Londra: il premier inglese Boris Johnson osserva un concittadino mentre viene vaccinato con una dose del vaccino Oxford AstraZeneca. (Stefan Rousseau/Pool Photo via AP, File)
  • Riunione governo-Regioni, Gelmini «proroga stop spostamenti di un mese»

    Si è svolta ieri sera la riunione tra i ministri per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e della Salute Roberto Speranza con Regioni, Anci e Upi sulle misure anti Covid. Il ministro Gelmini, a quanto riferiscono fonti presenti alla riunione, ha anticipato che nel Cdm di oggi si sarebbe deliberata la proroga di 30 giorni del divieto di spostamento tra regioni, assicurando di portare il documento inviato dalle Regioni. “La nascita di questo nuovo esecutivo, lungi dal rappresentare una nuova formula politica, è l'espressione dell'esigenza, avvertita, ne sono convinta, dal Paese, di una vera unità nazionale nel contrasto ad un nemico che purtroppo ha già fatto contare quasi 100mila vittime nel nostro Paese”, avrebbe detto Gelmini. “Sarebbe sbagliato immaginare che l'ampia maggioranza che questo esecutivo ha conseguito in Parlamento, l'imprinting che lo ha generato, la volontà di cementare l'azione delle forze politiche per contrastare un nemico tanto insidioso, non si rispecchiasse anche in tutti i livelli istituzionali dello Stato - avrebbe aggiunto Gelmini - Non servono divisioni, servono soluzioni”. “Non possiamo pretendere di chiamarvi a ratificare decisioni già prese, ma possiamo e vogliamo chiedervi di partecipare ad un processo decisionale che certo dovrà essere tempestivo, che certo dovrà essere snello, ma che non potrà calare sulle vostre teste”, avrebbe detto. “Mi impegnerò dunque, per quanto mi compete, a fare ogni sforzo affinché i provvedimenti non vengano adottati inaudita altera parte, anche perché, per quanto mi riguarda le Regioni, le Province e i Comuni, non sono una ‘altera parte' ma costituiscono gangli fondamentali della nostra comunità nazionale”, avrebbe aggiunto Gelmini. Alla riunione, inoltre, il ministro Speranza avrebbe fatto un quadro -”abbastanza fosco”, si spiega- della situazione specificando che non si tratta di fare allarmismi. Piuttosto la constatazione che prima che i vaccini facciano il loro, e mentre si diffondono tre varianti (una delle quali, l'inglese, potrebbe essere prevalente in tutta Europa entro un mese), le restrizioni sono indispensabili.

  • Spagna: fatturato settore servizi -15,6% nel 2020

    Il settore dei servizi in Spagna ha registrato nel 2020 un calo medio del fatturato del 15,6% dalla crisi generata dalla pandemia di Covid, il più grande calo dal 2000, quando inizia la serie, secondo i dati diffusi dall'Istituto nazionale di statistica Ine. Questo crollo nelle vendite del settore dei servizi rompe anche con sei anni di crescita annuale consecutiva. Nei mesi da marzo a giugno, con il lockdown, è stata sospesa l'apertura al pubblico dei locali e degli esercizi commerciali non essenziali, così come le attività alberghiere e di ristorazione, il che ha prodotto una chiusura quasi totale del settore dei servizi che, sebbene abbia colpito tutti i settori, ha influenzato significativamente l'industria dell'ospitalità. Nel 2020, tutti i settori dei servizi hanno registrato tassi annui negativi. Le diminuzioni minori sono state nell'informazione e comunicazione (-8,8%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (-10,6%), mentre le diminuzioni più pronunciate sono state nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-50,1%) e nelle attività dei servizi amministrativi e di supporto (-29,6%).

  • Vaccini, da oggi in Calabria si parte con gli over 80

    Da oggi in Calabria si comincia con i vaccini anti-Covid per gli ultraottantenni. Lo ha confermato a 'Mattino Cinque', su Canale 5, il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, che ha espresso il proprio gradimento sull'ipotesi che le Regioni possano dotarsi di quantitativi ulteriori di dosi a proprie spese.

  • Bonomi, «in aziende Confindustria possibile vaccinare 12 mln italiani»

    ''I dipendenti delle aziende associate a Confindustria sono oltre 5 milioni e mezzo e, se consideriamo il gruppo familiare, pensiamo di poter dare un contributo a vaccinare oltre 12 di italiani''. Lo afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo ieri al Tg5. Il numero uno degli industriali spiega che ''raccogliendo l'invito del presidente del Consiglio, Mario Draghi, per una grande alleanza pubblico privato sul piano vaccinale, abbiamo mandato una nota a palazzo Chigi, 2 giorni fa, per mettere a disposizione le strutture dell'industria privata, per considerare le fabbriche un luogo di comunità, per contribuire al piano vaccinale''.

  • Calabria, Spirlì: Cts riveda protocolli, rischio collasso ristoranti

    “Dobbiamo rivedere il sistema generale delle attività aperte perché altrimenti se non si muore di Covid, si muore di fame”. Lo ha dichiarato il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, intervenuto in diretta a 'Mattino Cinque' su Canale 5. All'incontro di ieri tra i governatori e i ministri della Salute, Roberto Speranza, e degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, le Regioni hanno chiesto un minimo di normalità. “In particolare - ha detto Spirlì - il Comitato tecnico scientifico dovrà rivedere alcuni protocolli. Il governo precedente navigava a vista, il Comitato parla molto in tv ma si assume poche responsabilità per scrivere decisioni. Il sistema a semaforo non funziona - ha detto ancora il facente funzioni della Calabria - soprattutto nei tempi, visto che i dati riassunti al martedì maturano decisioni di sabato, quando i ristoratori sono costretti a buttare via tutto per chiudere già dalla domenica”. E sempre sul tema della ristorazione, che vede il settore praticamente in ginocchio, Spirlì ha rincarato la dose chiamando in causa la scuola. “Ci spaventiamo per 4 persone distanziate a tavola - ha commentato - poi lasciamo un'intera mattinata 25 ragazzi in aula. C'è qualcosa che non torna”.

  • In Russia 12.604 nuovi casi, accelera campagna vaccinale

    In Russia sono 12.604 i nuovi casi di coronavirus confermati nelle ultime 24 ore, dei quali 1.723 solo a Mosca. Lo riferiscono le autorità sanitarie russe, aggiornando a 4.177.330 il totale dei contagiati. In Russia sono anche stati riportati altri 337 decessi nell'ultima giornata, riconducibili al Covid-19, facendo così salire a 83.630 il totale dei morti. Intanto accelera la campagna vaccinale, che sta raggiungendo anche le zone più remote della Russia. Sono finora tre i vaccini approvati in Russia per contrastare la pandemia da coronavirus.

  • Palù (Aifa), 'per immunità basta 65% vaccinati, ottimi i dati su Sputnik russo'

    “L'Italia produce da tempo vaccini in conto terzi e ha una grande potenzialità di impianti”. Lo ha detto Giorgio Palù, professore emerito di Virologia all'Università di Padova e presidente dell'Agenzia italiana del farmaco, in un'intervista a La Stampa. “L'industria - spiega - potrebbe fare la sua parte per fronteggiare l'emergenza, intervenendo in varie fasi della produzione dei vaccini autorizzati, come i processi di diluizione, filtrazione, concentrazione, liofilizzazione e infialamento”. “L'Aifa svolge questo tipo di indagini sia in proprio - aggiunge Palù - sia per conto di Ema e Fda. Sullo Sputnik russo i dati pubblicati su Lancet sono ottimi. La protezione verso la malattia è del 91%, ma sarà l'Ema a verificarlo e ad esaminare i siti produttivi. Secondo Palù, per l'approvazione del vaccino Johnson&Johnson “ci vorrà circa un mese. Si conserva a 4 gradi e funziona con una sola dose, mentre tutti i vaccini finora autorizzati necessitano di due”. Sul raggiungimento dell'immunità il professore emerito di Virologia parla di “65% dei vaccinati”. Ed ancora, il presidente dell'Aifa dice che su “AstraZeneca ci sono nuovi dati che fanno ben sperare: con la seconda dose distanziata dalla prima fino a tre mesi la protezione salirebbe all'80%, che non significherebbe eliminare la seconda dose, ma consentirebbe intanto di vaccinare più persone. L'Ema sta esaminando i dati così come approfondirà le novità sulla conservazione di Pfizer in frigo e il suo utilizzo in una dose. Per quanto riguarda la somministrazione del vaccino AstraZeneca agli anziani, uscirà presto una circolare del ministero della Salute per fare chiarezza”. Alla domanda su cosa comportanto le autorizzazioni dei vaccini in emergenza o sotto condizione Palù ha detto “sicurezza ed efficacia sono garantite, ma si sorvegliano sul campo rischi e benefici delle vaccinazioni, durata dell'immunità, evoluzione del virus e quali popolazioni proteggere prima. Gli studi finora dicono che i vaccini sono migliori del previsto”.

  • Vaccini: prime dosi AstraZeneca per personale scuola Lazio

    Nell'ambito della campagna di vaccinazione anti Covid rivolta agli operatori delle scuole e delle Università e dei servizi per l'infanzia della Regione Lazio, presso l'hub vaccinale di Fiumicino - Lunga Sosta, realizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e Adr, ha preso il via oggi la somministrazione della prima dose di AstraZeneca per il personale docente e non docente di età compresa tra i 45 e i 55 anni (le prenotazioni, tenendo conto della novità dell'autorizzazione di Aifa fino a 65 anni - senza patologie - e avviate online lo scorso 18 febbraio per gli under 55, sono state scaglionate per fasce d'età: 56-65 anni da domani; 35-44 anni dal 25 febbraio; under 34 dal 27 febbraio, ndr). Già ieri, stando ai dati forniti dall'Unità di Crisi della Regione Lazio, la quota delle prenotazioni era arrivata a 32mila. Trenta i punti vaccinali attivi sull'intero territorio regionale.

  • Toti, «basta contrapporre vita persone e lavoro»

    “Basta mettere in contrapposizione la vita delle persone e l'apertura di una palestra o di un ristorante. Sempre di vita si parla. Quella che porta lavoro. Quella vissuta”. Lo sollecita il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti via Facebook al termine del confronto delle Regioni con il Governo sulle misure anti covid. “Chi ha il compito di decidere abbia il coraggio di non fare più queste distinzioni - invita -. E valuti con la stessa attenzione le conseguenze delle decisioni prese sia per la nostra salute che per la nostra economia. Il Governo Draghi ha tutto il nostro appoggio ma da oggi non ci possiamo più permettere di sbagliare”.

  • Vaccini, in Lombardia adesioni over 80 salgono a 474.153

    Ammontano a 474.153 le adesioni alla vaccinazione anti Covid per gli over 80 in Lombardia. È quanto emerge dall'aggiornamento delle 8 della Regione. Di questi, 315.116 sono arrivati dal portale, con un aumento rispetto alle 20 di ieri di 841; 140.140 sono quelle effettuate da farmacisti, dato invariato nelle ultime ore. Sono, infine, 18.901 quelle effettuate dai medici di base, con un aumento di 2 unità rispetto alle 20 di ieri. Non ci sono al momento utenti in coda.

  • Bonaccini, «per dosi vaccini confido in autorevolezza premier»

    “Le forniture dei vaccini dipendono dalle aziende produttrici, i contratti li ha firmati la Commissione europea per tutti gli Stati membri. Io confido nella forza della Ue e nell'autorevolezza internazionale del presidente Draghi, perché cessino i tagli e le dosi in arrivo si moltiplichino. Serve un deciso cambio di passo”. Così al Corriere della Sera il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che per quanto riguarda la possibilità di produrre in Italia i vaccini, afferma che “abbiamo distretti della chimica-farmaceutica e della meccanica di grande qualità. Concordo con Prodi quando propone che le imprese che detengono i diritti sui vaccini li rendano disponibili a chiunque sia in grado di produrli con efficacia. La ricerca ha potuto contare ovunque su ingenti fondi pubblici, è il momento di restituire alla collettività. I vaccini devono essere un bene pubblico”. “Le persone sono esauste - afferma Bonaccini - Il continuo entrare e uscire da zone colorate, senza che si riesca a piegare la curva in maniera strutturale, non aiuta. Ci sono attività economiche che non sanno cosa accadrà il giorno dopo, altre chiuse da troppi mesi. Occorre cambiare schema. Al governo chiediamo un confronto sulla revisione dei parametri e delle misure, per dare maggiori certezze a cittadini e imprese e rendere più efficace l'azione di contrasto al virus. Qualcuno ha interpretato la mia proposta come l'estensione della zona arancione a tutto il Paese. Non è così, dobbiamo evitare che dopo l'anno dell'unità e della solidarietà, segua l'anno della rabbia sociale e della frustrazione. Chiediamo al Cts indicazioni più chiare e al governo di riconsiderare l'impianto dei provvedimenti. Quanto alla richiesta di Salvini di licenziare Arcuri, sono scelte che non mi competono, noi con Arcuri abbiamo discusso ma collaborato positivamente”.

  • Vaccini, Standard Ethics rivede corporate rating settore Pharma

    Standard Ethics rimette mano ai corporate rating di tre aziende farmaceutiche: AstraZeneca, Pfizer e Johnson & Johnson. Gli analisti spiegano che “il contributo vaccinale fornito da alcune aziende farmaceutiche per contrastare l'epidemia da Covid-19 ha elevato l'impatto positivo che il settore pharma ha per la sostenibilità del sistema attuale - anche nell'interesse delle future generazioni”.
    E aggiunge che le strategie Esg adottate nel settore farmaceutico potrebbero essere meglio allineate alle indicazioni volontarie di sostenibilità che provengono dall'Onu, dall'Ocse e dall'Unione Europea. Sono inoltre migliorabili sia il risk management (incluso la gestione del rischio di illeciti), sia le pratiche commerciali

  • Nuova Zelanda, S&P alza rating a AA+ per aver saputo contenere la pandemia

    S&P ha rivisto al rialzo il rating sul debito della Nuova Zelanda da “AA” ad “AA+” motivando la decisione con la capacità del paese di contenere i contagi da coronavirus Covid-19 meglio della maggior parte di altri paesi. L'outlook sul rating del paese è stabile.
    S&P ha aggiunto di prevedere per l'economia neozelandese una crescita del Pil del 3,2% circa tra l'anno fiscale 2022 e il 2024, e di ritenere che il deficit del paese si ridurrà nel corso dei prossimi anni.

    Australia, fiala di vaccino Pfizer passato allo scanner
  • In Germania 4.369 nuovi casi, riaprono le scuole

    Sono 4.369 i nuovi casi di coronavirus confermati e 62 i decessi nelle ultime 24 ore in Germania, dove è salito a 2.390.928 il numero totale dei contagiati e a 67.903 quello dei decesso. Sono dati del Robert Koch Institute (Rki), l'agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l'andamento della pandemia nel Paese, diffusi nel giorno in cui 10 dei 16 laender tedeschi riaprono le scuole. Il ministro della Sanità Jens Spahn ha chiesto di essere ''cauti'' dal momento che rispetto ai contagi ''i numeri stanno salendo ancora'', anche a causa della variante inglese particolarmente contagiosa. Intervistato dalla radio Ard, Spahn ha spiegato che gli insegnanti potrebbero essere vaccinati prima del previsto

  • Gran Bretagna all'Onu, pausa umanitaria per vaccinare chi vive in zone conflitto

    La Gran Bretagna ha fatto circolare una bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere ''una pausa umanitaria sostenuta'' per permettere alle persone che vivono in zone di conflitto nel mondo di ottenere il vaccino contro il Covid-19. Lo riporta l'Abc, sottolineando che la proposta di risoluzione ribadisce la richiesta del Consiglio lo scorso 1 luglio di ''una cessazione generale e immediata delle ostilità'' nei grandi conflitti, dalla Siria allo Yemen, dalla Repubblica Centrafricana al Mali, dal Sudan alla Somalia. La bozza britannica “sottolinea la necessità di solidarietà, equità ed efficacia e invita le economie più sviluppate a donare dosi di vaccino ai paesi a basso e medio reddito, anche attraverso Covax”. Viene inoltre sottolineato che “un accesso equo a vaccini convenienti contro il Covid-19, certificati come sicuri ed efficaci, è essenziale per porre fine alla pandemia”.

    Murales pro operatori sanitari a Pasig, Filippine


  • Cile, oltre 20 mila morti su quasi 800 mila contagi

    Ha superato quota 20 mila il numero di decessi legati al Covid-19 in Cile dall'inizio della pandemia, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins. Il Paese sudamericano da 18,7 milioni di abitanti ha registrato ufficialmente quasi 800 mila (799.460) casi totali di contagio, di cui 756 mila guariti.

  • Un minuto di silenzio alla Casa Bianca per i 500mila morti Usa

    Il presidente americano Joe Biden commemorerà con un minuto di silenzio il raggiungimento della quota del mezzo milione di morti per coronavirus negli Stati Uniti. Si tratta di un numero di vittime maggiore di quello che gli americani hanno sofferto nella Prima e Seconda Guerra mondiale e nella Guerra del Vietnam insieme. Si ritiene che oggi gli Stati Uniti supereranno le 500mila vittime. In una nota della Casa Bianca si legge che Biden terrà un discorso al tramonto in onore di chi ha perso la vita. Alla cerimonia, che prevede l'accensione di candele, parteciperanno anche la first lady Jill Biden, la vicepresidente Kamala Harris e suo marito Doug Emhoff.

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