Coronavirus, la giornata della memoria

Coronavirus, giornata della memoria. Draghi a Bergamo: «Lo Stato c’è e ci sarà. Sui vaccini avanti allo stesso ritmo»

Immagini indelebili la fila di bare allineate nella chiesa San Giuseppe di Seriate a Bergamo, la straziante processione dei camion militari che portavano via le salme

di Nicoletta Cottone

Giornata nazionale delle vittime Covid, bandiere a mezz’asta

5' di lettura

La fila di bare allineate nella chiesa San Giuseppe di Seriate a Bergamo, la straziante processione dei camion militari che portavano via dalla cittadina lombarda le salme delle vittime della pandemia, stroncate dal nuovo coronavirus. Le morti erano così tante che non era possibile celebrare i singoli funerali e far trovare riposo subito alle vittime nei cimiteri .

La Giornata della memoria per ricordare le 103.432 vittime

A un anno esatto, si celebra il Giorno della memoria delle vittime del virus. Di un nemico invisibile che ha portato via 103.432 persone in Italia, 670 solo a Bergamo città e circa 6mila nella provincia. Il 18 marzo è la data stabilita per legge per commemorare tutte le persone che hanno perso la vita a causa del Covid-19. Per ricordare a tutti anche il dramma di chi sta lottando in queste ore nei reparti Covid, per rammentare che è fondamentale il rispetto delle misure di contenimento per stroncare la terza ondata della pandemia e la circolazione delle nuove varianti, che tanti nuovi lutti sta generando in Italia.

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Draghi: «A Bergamo, lo Stato c'è e ci sarà»

«Vorrei che mi sentiste vicino, nella tristezza e nella speranza. Lo Stato c'è e ci sarà», ha detto il premier Mario Draghi alla cerimonia per la Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid, a Bergamo. «Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione», ha detto il premier. «È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato», ha detto Mario Draghi.

Le vittime, a partire da don Fausto Resmini, il prete degli ultimi

Il premier ha voluto ricordare le «figure simbolo della resistenza civile di questa comunità».Da Don Fausto Resmini, il prete degli ultimi, al quale è stato intitolato il carcere di Bergamo di cui era il cappellano. «Con lui rendiamo omaggio ai sacerdoti della diocesi bergamasca deceduti per il virus». Il premier ha anche ricordato alcuni nomi di sindaci storici di questa comunità, che hanno perso la vita durante la pandemia. Da Piero Busi, «primo cittadino per 59 anni di Valtorta, morto nella casa di riposo che aveva contribuito a creare» a Giorgio Valoti di Cene, 70 anni, «al suo quarto mandato». E gli operatori sanitari, da Maddalena Passera, medico anestesista, morta a 67 anni poco dopo suo fratello Carlo, medico di base. E Diego Bianco, 46 anni, un operatore del fondamentale servizio del 118 della Soreu di Bergamo. Tra le forze dell'ordine ha ricordato l’appuntato scelto dei Carabinieri Claudio Polzoni, 46 anni. «Con loro - ha detto Draghi - ricordiamo tutte le vittime della pandemia e ci stringiamo intorno alle loro famiglie».

Ricostruire senza dimenticare

«Il rispetto che dobbiamo a chi ci ha lasciati deve darci la forza per ricostruire il mondo che essi sognavano per i propri figli e nipoti», ha detto Draghi. «Tutta la comunità bergamasca ha dato prova di saper reagire, di trasformare i lutti e le difficoltà in voglia di riscatto, di rigenerazione. Il suo esempio è prezioso per tutti gli italiani che, sono certo, non vedono l'ora di rialzare la testa, ripartire, liberare le loro energie che hanno reso meraviglioso questo Paese. E io sono qui oggi per dirvi grazie e per impegnarmi insieme a tutti voi a ricostruire senza dimenticare».

Vaccini: «Avanti con la stessa intensità qualunque sia decisione Ema»

Draghi ha parlato anche dei vaccini, attuale emergenza per battere il virus. «Il governo - e lo sapete bene - è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità», ha detto il premier. «La sospensione del vaccino AstraZeneca, attuata lunedì con molti altri Paesi europei, è stata una decisione temporanea e precauzionale». Ha ricordato che oggi l’Agenzia Europea dei Medicinali darà il suo parere definitivo sulla vicenda. «Qualunque sia la sua decisione - ha detto Draghi - la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi».

Gori: «Non c’è un bergamasco che non abbia dovuto dire addio a un parente»

«”Bergamo mola mìa”, Bergamo non arrenderti, è stato lo slogan che ci ha accompagnato nei momenti più duri. Bergamo non ha mai mollato, siamo qui a testimoniarlo. Ma questo è anche l'invito che attraverso Lei rivolgiamo a tutti gli italiani, nel ricordo commosso dei nostri amici che non ci sono più: ‘Mola mìa', teniamo duro, e lavoriamo insieme per costruire un futuro migliore». Lo ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, nel suo intervento alla cerimonia della Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia di coronavirus a Bergamo, alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Draghi. «Non c’è un bergamasco che non abbia dovuto dire addio a un parente», ha detto Gori. Bergamo oggi, ha detto il primo cittadino, vuole essere la città simbolo della rinascita».

Il Bosco della Memoria

Nel Bosco della Memoria di Bergamo oggi verranno piantati 100 alberi in ricordo delle oltre centomila vittime italiane della pandemia. Un bosco, ha detto Gori, « è anche un simbolo di speranza. Il 18 marzo è il giorno straziante dei camion di Bergamo, ma Bergamo vuole essere anche una città simbolo della rinascita. È una terribile prova». Avremmo voluto, ha detto Gori, «che questo prato fosse pieno di persone, avevamo sognato che questa giornata avesse segnato la fine della lotta alla pandemia. Non ci siamo ancora. Siamo vicini, ma non ci siamo ancora. I contagi sono aumentati e abbiamo dovuto applicare un protocollo anche oggi». La presenza del premier Draghi, ha detto Gori, «significa che lo Stato è vicino».

La nuova legge: trattenuta in favore della ricerca scientifica

Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha promulgato questa mattina la legge approvata il 17 marzo 2021 dal Parlamento che istituisce la “Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell'epidemia da coronavirus”, celebrata il 18 marzo di ogni anno. Per commemorare i lavoratori deceduti in servizio durante l’epidemia, la legge prevede che i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e private possano delegare l’amministrazione di appartenenza a effettuare una trattenuta di una o più ore di lavoro in favore del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica. La legge approvata prevede che Giornata del ricordo in tutti i luoghi pubblici e privati sia «osservato un minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’epidemia». Bandiere a mezz’asta in tutti i palazzi delle istituzioni in Italia in ricordo delle vittime della pandemia

Il dramma nel dramma delle morti in solitudine

Nel corso dell’epidemia si è consumato un dramma nel dramma per le morti in solitudine. Con il lutto nel lutto di non poter dire addio ai propri cari che ha accomunato tutti i parenti delle vittime del nuovo coronavirus. Perchè dietro a ogni vittima ci sono le famiglie che hanno sofferto e soffrono.

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